
Li prendono con le mani nella marmellata al ritmo mediamente di uno al giorno. Una nuova tangentopoli? Forse, ma questa è diversa. Perchè i personaggi di Tangentopoli, per quanto discutibili, avevano una loro serietà. Erano delinquenti professionali: cadevano ma con l’onore delle armi. Qualcuno addirittura si è impiccato, qualcun altro si è sparato, qualcun altro si è lasciato morire lontano dalla sua “Milano da bere”, nel suo esilio desolato.
Quelli di oggi invece sono volgarissimi ladri di galline. Che cadono senza onore, ammesso mai l’abbiano avuto. Che addirittura sono capaci di peggiorare la situazione, aggiungendo danno al danno, coprendosi di ridicolo. Mettendo in imbarazzo i compari di partito e i fogliacci di regime, i cui direttori rimangono trasecolati, come dire al peggio non c’è mai fine. Pensiamo al penoso commiato di Scajola, che, dopo aver negato alla fine adombra seppur come ipotesi l’esistenza di un ignoto benefattore:che, se esiste, dovrà riprendersi “il regalo”, perchè lui non lo vuole. Per restare al paragone del rubagalline, Scajola è come la volpe beccata dal contadino in faccia al pollaio, posa il malloppo. L’anticamera del patteggiamento: in un sistema di libero mercato, reinterpretato alla maniera berlusconiana, bisogna osare. Se poi va male, si posa l’osso e tutto torna come prima.
Paradossalmente Scajola ha fatto il più grande favore alla magistratura, suo malgrado. Quando a più riprese ha ripetuto il ritornello:”Non sono indagato”. Immaginiamo come sarebbero andate le cose se fosse stato indagato. Si sarebbe parlato subito di toghe rosse, magistrati politicizzati, ecc. Per cui alla fine mettendo insieme le tre cose, cioè che non era indagato, che la coscienza era a posto e che si è dimesso, vuol dire che il marcio gli usciva per le orecchie.
A ruota libera è avvenuta la disavventura del compare di partito, il senatore Pdl Ciarrapico. Che usava, tra l’altro, i contributi intascati dell’editoria per fare i pellegrinaggi a Predappio, alla tomba del Duce, cui avrà portato il pensiero del Cavaliere. Con autobus turistici e foto ricordo , come a Lourdes, se non fosse per il saluto romano e la camicia nera.
La Guardia di Finanza gli ha sequestato preventivamente 20,1 milioni di euro: diverse cliniche, conti correnti, uno yacht di lusso, intestati a società di comodo. Perchè , ufficialmente, come è scritto nell’ordinanza di sequestro, il Ciarra risulta nullatenente. E’ di oggi la notizia di Verdini, altro berlusconiano di ferro, indagato per corruzione in materia di appalti pubblici. Per il progetto dell’eolico in Sardegna. Sapevamo di Berlusconi sporco, perchè nuclearista. Ma a un Verdini sporco, perchè eolico, francamente non ci avevamo pensato.