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E' stato un deputato di un partito di cui non faccio il nome, sennò dicono sempre che me la prendo con i socialisti. (Walter Veltroni)

starEmergenza!

16 Maggio 2008 alle 10:39
qirex

Bene, ora il problema sono gli zingari. No, i rumeni. No, gli extracomunitari. Ma solo quelli che non lavorano. Ma anche quelli che lavorano e sono clandestini. Ma anche le badanti, i muratori che muoiono ogni giorno per costruire le nostre case. Ora che nel parlamento si respira aria di grandi intese (leggasi inciucio), fuori in Italia si respira aria di caccia all’uomo. È iniziata a Napoli, con la camorra che cavalca la protesta, sta continuando a Roma, Milano e il resto d’Italia. E il ministro dell’Interno Maroni si atteggia ad acrobata. Prima prometteva di mandare via i rumeni a calci in culo, poi dopo che il governo della Romania ha iniziato a controbattere, con una piroetta è tornato sui suoi passi e ha escogitato un piano per coinvolgere anche le autorità rumene. Bah. Sempre Maroni, incassa anche le critiche del Quirinale: il reato di immigrazione clandestina potrebbe non essere costituzionale. A proposito, qualora passasse l’idea che immigrare sia un reato punibile penalmente, che facciamo? Li mettiamo in galera? Ma se solo qualche mese fa ci lamentavamo che le carceri esplodevano. Allora li parcheggiamo nei CPT (leggasi campi di concentramento), a marcire e comunque soggiornare a spese nostre. E tutto il popolo del “e io pago” che dice? Insomma, evviva la coerenza.
Ora, io sono il solito comunista che non capisce quello che succede, ma non notate anche voi che in Italia stiamo piano piano scivolando in un clima da guerra civile? È solo un’impressione mia? Occhi aperti compagni. Occhi aperti.

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starFecondazione assistita: Giovanardi annuncia il ritorno al medio evo

15 Maggio 2008 alle 18:15
calogero

«Il governo e la maggioranza hanno approvato la legge 40, confermata da un referendum. Quindi, la volontà di questa maggioranza è cambiare la circolare della Turco». Lo annuncia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi. Livia Turco, ex ministro della Salute, «non può, con una circolare, modificare una norma approvata dal Parlamento- sottolinea Giovanardi, a margine di un incontro del Forum delle Associazioni familiari - e confermata da un referendum popolare. Siamo in uno Stato di diritto, è il Parlamento che decide».
[corriere.it]

Nessuno si aspettava nulla di diverso. La destra clerico-serva è tornata al potere e uno dei suoi esponenti più antipatici ci ricorda subito il livello a cui dovremo abituarci per i prossimi anni (se tutto va male).
La ministra Turco ci aveva lasciato con delle modifiche alle linee guida ispirate dalle numerose sentenze pronunciate dalla magistratura, in particolare quella del Tar Lazio dell’ottobre 2007. Questa sentenza sollevava puntuale dei problemi di illeggitimità sulle linee guida scritte dall’allora ministro Sirchia. Da qui scaturiva la riscrittura della Ministra Turco che introduceva tra le novità più importanti, rispetto al testo precedente, l’eliminazione dei commi che vietavano la diagnosi preimpianto.

Quindi la destra -di cui conosciamo bene il rispetto nutrito verso la magistratura- può tornare a forgiare la famiglia italiana secondo i dettami di madre chiesa, incurante dei bisogni reali dei cittadini. Come spesso accade, invece di risolvere i problemi che affliggono il paese e i suoi abitanti, si mettono i bastoni fra le ruote alle famiglie che vogliono legittimamente avere figli. Solo una categoria di questi bisognosi non mi fa pena: quelli che hanno votato a destra. Ve la siete voluta! Pagatevi pure la trasferta all’estero, verso paesi con leggi civili e moderne che vi consentano ciò che in Italia è vietato. Buon viaggio!

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starGent.ma Senatrice Finocchiaro

13 Maggio 2008 alle 16:52
qirex

Gent.ma Senatrice Finocchiaro,
Le scrivo per esprimere tutto il mio imbarazzo per Le sue dichiarazioni di appoggio e solidarietà al Presidente del Senato, On. Schifani.
Il mio imbarazzo è dettato dal fatto che evidentemente Lei e i suoi colleghi di partito non provate vergogna alcuna, nel prostrarvi repentinamente a difendere un membro della vostra cerchia.
Come può un esponente dell’opposizione come Lei non mettere in difficoltà la maggioranza? Alle parole di Travaglio, doveva seguire un ampio coro dell’opposizione, tutti a mettere il Presidente Schifani di fronte alle sue “responsabilità”. E invece cosa avete fatto? Non avete perso tempo a guardare il dito di Travaglio che indicava.
Mi spiace, ma così non ci siamo affatto. Se va avanti in questo modo, l’avanzata della destra non troverà nessuna resistenza. Il lavoro principale dell’opposizione è quella di contrapporsi alla maggioranza in carica, di “rompere le uova nel paniere” ad ogni occasione. Voi invece… non perdete occasione per dare la vostra solidarietà ad un vostro simile. Aveva ragione Nanni Moretti: “con questi dirigenti non vinceremo mai…”
Tanto per chiarire, io non ho votato alle ultime elezioni, ma all’ultimo momento mi ero lasciato prendere dal panico e avrei voluto votare PD. Menomale che ho resistito alla tentazione, farmi rappresentare da voi sarebbe stato ancora più imbarazzante.
Distinti Saluti.

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starNon dire in TV quello che hai scritto in un libro, perché i libri non li legge nessuno, ma la TV…

12 Maggio 2008 alle 19:50
calogero

Davanti al coro d’indignazione, Travaglio ha scelto comunque di tenere il punto. “Pentito? Ma per piacere, non scherziamo. Figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto. Anzi, sono stato anche troppo buono”. E aggiunge: “Nessuno dice che quanto ho affermato sia falso“.
[repubblica.it]

I fatti li conosciamo, ormai se ne parla da due giorni. Il giornalista Travaglio, uno dei pochi in Italia che possa fregiarsi di questo titolo, sta subendo un massacro. Viene accusato d’aver detto alla televisione, in un popolare programma, quello che aveva già scritto in un libro. Il libro però non è stato ritirato dalla vendita, la magistratura non si è mossa su querela di parte. Strano che simili fatti non abbiano fatto muovere gli avvocati dell’On. Schifani perché, seppur mi renda conto che gli italioti siano un popolo di analfabeti teleidiotizzati da anni di bombardamento televisivo, l’On Schifani, o chi per lui, il libro lo avrà sicuramente già letto. E allora?

Allora pare proprio che sia vero: se una cosa non passa alla televisione non esiste. Tanto i libri non li legge praticamente nessuno. E’ questo il peccato mortale di Travaglio: avere televisivizzato il contenuto del suo libro, rendendolo accessibile alla massa di cittadini e quindi vero, reale e comprensibile.

Ps. Quanto alla smania di scusarsi di Fazio, l’ho travata vomitevole.

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starPresidio antifascista a Udine, sabato ore 17.00

10 Maggio 2008 alle 00:01
swampthing

Sabato 10 maggio 2008 in Piazzetta del Lionello, a Udine
dalle 17.00 alle 19.00

La morte di Nicola Tommasoli linciato a calci e pugni da una squadraccia di naziskin a Verona ci colpisce e ci addolora ma purtroppo non ci sorprende.
E’ successo a Verona, ma avrebbe potuto succedere ovunque, anche qui nella “tranquilla” provincia, a Udine.
Da più di un anno denunciamo le minacce e le aggressioni sempre più violente nella nostra città da parte di naziskin e neofascisti contro giovani di sinistra, il centro sociale autogestito, i circoli arci, i partigiani e la memoria della Resistenza, gli stranieri,…
Sappiamo che naziskin e neofascisti sono a tutti gli effetti militanti politici delle formazioni di estrema destra, che si chiamino fronte veneto skinhead, forza nuova, azione giovani o fiamma tricolore, poco importa. E’ di questi giorni la notizia della recente apertura di un “quartier generale dell’estrema destra” proprio qui, a Udine!
I suddetti gruppi foraggiano e incoraggiano i picchiatori squadristi per sfruttarne il potere intimidatorio e deterrente, salvo poi inscenare (senza troppa convinzione) la dissociazione e l’estraneità ufficiale ogniqualvolta si presentino episodi gravi che attirano i riflettori.

Smascheriamo i neofascisti, i neonazisti e i loro protettori!
Opponiamoci al fascismo, opponiamoci alla sopraffazione e alla violenza squadrista!
Basta fascisti e nazisti indisturbati per le strade!

Coordinamento Antifascista Udinese

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Cercate di esserci. L’indifferenza è la cosa peggiore.

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starCalderoli ministro Atto primo: strisciare davanti a Gheddafi

9 Maggio 2008 alle 20:43
calogero

“Sono sinceramente rammaricato per le vittime degli scontri di Bengasi di qualche anno fa provocati da un’interpretazione non corretta - di cui rinnovo le scuse - di alcune mie dichiarazioni”, ha dichiarato Roberto Calderoli anche a nome del governo italiano.
“Le relazioni tra Libia e Italia sono improntate al reciproco rispetto - ha aggiunto Calderoli -. Sono certo che saranno sempre più costruttive e mi adopererò personalmente perché ciò avvenga”.
[repubblica.it]

Tra parentesi: ho appena visto su Blob un servizio di una tele spagnola che ci prende per il culo. Parlavano della Carfagna, la ministra gnocca alle pari opportunità. Berlusconi ha mandato un bel messaggio alle donne che fanno politica da tempo nel centrodestra. Le doti richieste sono abbastanza chiare per aspirare alle pari opportunità tra uomini e donne. Nel servizio della tv spagnola lo definivano pari opportunità all’italiana.

Tornando al nostro ministro: avrà inorridito i leghisti più puri e duri vedere Calderoli strisciare davanti a un Gheddafi che ha solo tirato una scoreggia verso il nuovo governo italiano, pregno di ritrovata autorevolezza internazionale. Altro che immigrati e magliette sull’Islam, la Libia ci fornisce il 6% del gas e un 37% arriva dall’Algeria. Speriamo non s’incazzino pure loro.

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starGianfranco Fini e il richiamo della foresta (nera)

7 Maggio 2008 alle 11:39
calogero

salutoromano_fini.jpgCerte volte si cerca di cambiare quelle parti di noi che si ritengono sbagliate, eccessive, stigmatizzabili o che ci possono creare dei problemi nella vita sociale. A volte ci si riesce, a volte no. A volte s’indossa la maschera per lungo tempo, ci si traveste, ci si mimetizza. Si fanno proclami solenni di buone intenzioni. Ma a volte l’anima, la nostra essenza prevale, tradendo il lavoro e la nostra buona volontà, perché a volte solo di questo si tratta.

In ogni conversione o abiura ci sono degli elementi scatenanti che fanno abbandonare la vecchia ideologia o religione che sia. La profondità della riflessione deve essere assolutamente shoccante per generare un ripensamento che metta in discussione una vita e ne faccia iniziare un’altra radicalmente opposta. Succede nelle conversioni religiose, da religione a religione o da ateismo e religione. Hai un apparizione e zak! rinneghi tutto in men che non si dica. Io stesso non esiterei a passare il resto della mia vita in ginocchio sui ceci a sgranare il rosario, se la Madonna mi apparisse e me lo ordinasse.

A volte però le abiure non sono sincere, ma sono dettate dalla congiuntura, ovvero una serie incredibile di coincidenze che ci costringono a fare le piroette più incredibili per saltare sul treno che pensavamo non sarebbe mai passato.
E’ questo a mio modesto parere il caso di Gianfranco Fini. Missino, fascista, braccio impalato, si è trovato tra capo e collo il ciclone Mani Pulite che decapitava in un batter di ciglia la Democrazia Cristiana, partito di maggioranza relativa, condannato a governare per l’eternità lo stivale, il Partito Socialista Italiano, condotto da Bettino Craxi, (che all’epoca credo viaggiasse sul 15% circa), e altri partitini (PSDI, PRI, PLI) che formavano il pentapartito e succhiavano avidamente le briciole della corruzione imperante nella prima repubblica.
Fu allora che Fini, segretario di un miserabile partito post fascista emarginato al lato destro dell’arco costituzionale, capì che il treno stava passando. Non era un’intuizione particolarmente geniale, la scomparsa dei succitati partiti aveva lasciato una voragine di voti, un bacino elettorale immenso senza riferimenti partitici; magari non fascisti ma di destra, cattolici anticomunisti, bisognosi di un nuovo soggetto politico antagonista alla sinistra che, in quel momento storico, sembrava avere la strada spianata, libera da impicci.
Fu così che Fini diede vita alla svolta di Fiuggi. Bisognava riempire un clamoroso buco creatosi nel bacino elettorale. Ideologicamente non era cambiato niente di niente. L’Italia era sempre quella. La Costituzione della Repubblica italiana sempre quella. Con una DC in meno e milioni di voti a perdere.

L’altro giorno, sentendo Fini, ho provato fastidio tramutatosi poi in rabbia. Per Fini il paragone -del tutto inappropriato- tra un feroce assassinio di stampo nazifascista e delle bandiere israeliane bruciate dai comunisti, è stato come il richiamo della foresta. Seppur abbia condannato fermamente l’assassinio di Nicola Tommasoli commesso dai camerati, non ha potuto evitare di minimizzarlo paragonandolo alle bandiere israeliane bruciate in occasione della fiera del libro di Torino, dicendo però che bruciare un bandiera in preda a furore ideologico è peggio. Una gaffe, un lapsus che nonostante i viaggi in Israele e le svolte clamorose, i proclami e le abiure non deve sorprendere. L’anima in fondo è quella che è.
Quando sulla via di Damasco sei folgorato da Mani Pulite invece che dalla luce della democrazia.

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starA proposito di feccia

5 Maggio 2008 alle 20:54
qirex

Nicola è morto. Io volevo scrivere qualcosa a riguardo anche qualche giorno fa, ma sinceramente la speranza che il pestaggio non fosse opera fascista, era tanta. E invece no. Eppure, gli elementi per capire che solo i fascisti potessero fare una cazzata del genere, c’erano tutti. Solo i fascisti agiscono in gruppo. Solo i fascisti usano la violenza per le cazzate. Quale colpa può mai avere un uomo per essere pestato a morte? Non so, era un pedofilo? Era uno stupratore? Era un trafficante di clandestini? No, no, no. Nicola era un uomo normale, come tutti noi. Tutti noi eravamo Nicola. Non vi nascondo le mie lacrime. Non vi nascondo la mia rabbia. Non vi nascondo il mio odio. Si odio. Odio per chi “coraggiosamente” decide di pestare qualcuno perché gli si rifiuta una sigaretta. Odio perché di fronte a queste cose, ti senti solo e abbandonato. Odio perché chi si sente di destra, ma non fascista, non vede (o fa finta di non vedere) che è in atto una pericolosa svolta dell’estrema destra. Odio perché la feccia sta rialzando la testa.
Ora sta a noi, sta a noi evitare con tutte le nostre forze che la feccia risalga dal pozzo. Ora sta a noi.
Scusate, ma l’emozione non mi fa esprimere per bene. Maledetti.

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starNascita del fascismo

5 Maggio 2008 alle 01:19
swampthing

Il fascismo nacque ufficialmente il 23 marzo 1919 a Milano. Quel giorno a Piazza san Sepolcro n° 9, in un locale messo a disposizione dal Circolo degli Interessi Industriali si radunò un piccolo gruppo di circa 120 ex combattenti, interventisti, arditi e intellettuali, che fondarono i Fasci italiani di combattimento.

[…] Un fondamentale contributo alla nascita del fascismo fu dato dal movimento dello Squadrismo, ovvero l’organizzazione di squadre paramilitari con le quali si realizzò una sistematica demolizione dei movimenti politici rivali (socialisti, popolari, comunisti, sindacalisti) e la progressiva occupazione - con mezzi legalitari e illegali - di posizioni chiave nelle amministrazioni comunali.

Le squadre, che giunsero a raccogliere 300.000 aderenti, fornirono il nerbo della forza golpista con la quale, il 28 ottobre 1922 il Fascismo forzò la mano al sovrano Vittorio Emanuele III marciando su Roma.

[wikipedia]

Se siete convinti che non possa succedere più, siete degli illusi, o siete veltroniani. :nonazi:

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starIl Papa fuori dalla classifica delle 100 persone più influenti del pianeta stilata da Time: il Vaticano rosica di brutto.

3 Maggio 2008 alle 13:36
calogero

Una sorta di bocciatura che non poteva non provocare polemiche, o almeno malumore, presso la la Santa Sede. L’assenza di Benedetto XVI, nell’annuale classifica compilata da Time sui cento personaggi più influenti del Pianeta - pubblicata in anteprima, qui in Italia, da Repubblica.it - non è passata inosservata. Non solo per la decisione in sé, ma per il suo essere accompagnata, in parallelo, dalla scelta di citare altri leader religiosi. Come il Dalai Lama, e il Patriarca ortodosso Bartolomeo I. [repubblica.it]

Sono cose che succedono quando giochi fuori casa. E nemmeno la trasfertona organizzata in pompa magna è servita a qualcosa. Sembrava un viaggio trionfale quello negli USA appena finito. Sembrava.
Benedetto 16, il papa che non piace, ha probabilmente sedotto solo i giornalisti italiani che ci hanno sciroppato le cronache trionfali di un papa tra ali di folla dimentiche dello scandalo pedofili. Anzi no, sedotte dalla sincera sofferenza del papa (anche se io continuo a pensare che essere sodomizzati controvoglia faccia ben più male).

Invece non deve meravigliare -e io non mi meraviglio- che negli Stati Uniti, un illustre giornale ignori il papa nella sua classifica, che comunque come tutte le classifiche è opinabile.
Il Time ricorda impietoso al papa e ai cattolici italiani ancora travolti dalla moda del papa che è di moda, inventata e inaugurata da quell’attore consumato che era Giovanni Paolo II, che affacciarsi da un balcone ogni domenica per fare l’elenco delle cose che e non vanno e dichiarare la propria sofferenza per questo o quello, a seconda dell’evento luttuoso o drammatico della settimana appena trascorsa (ahi che dolor), è una cosa inutile all’umanità. Il Time ricorda al Papa e al Vaticano e ai cattolici di cui sopra, che su quel giornale non scrivono Bruni Vespi o Vittori Messori, categorie giornalistiche che prosperano solo dalle nostre parti e che rendono al Ratzi tutto facile.

Questo papa dallo sguardo gelido, è un personaggio antipatico, buono solo ad aprire nuovi conflitti e nuovi fronti. Parla difficile, parla una lingua che nessuno capisce, ma soprattutto è privo di misericordia, quella cosa che anche un ateo convinto apprezza.

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