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Non vedo nessun dio quassù. (Yuri Alekseyevich Gagarin)

starLeccapiedi.

30 Luglio 2010 alle 22:03
qirex

Ultimamente il mio personale indice di sopportazione della melma politica si è parecchio alzato.
Che volete, sarà l’età (non certo avanzata)… Sarà l’arrivo imminente della mia prima bambina, boh?
Dato che di andare in ferie come milioni di italiani non se ne parla, ieri sera ero bel bello seduto sul mio divano rosso a mangiare patatine e bere acqua tonica, quando ecco che in televisione compare il Testone Alieno di Minzolini. Allora collego il cervello alle orecchie e sento l’editoriale che l’Augusto ha dedicato al suo caro governo e alle inchieste di questi giorni.
Se ve lo siete perso in diretta, ecco dove lo potete trovare: . Non mi ringraziate eh, non ce n’è bisogno.
Che dire? Non credo che in Italia ci sia persona più “unta” di Minzolini. Nemmeno l’Emilione nazionale è così in scia col padrone. Almeno Fede sa di essere fazioso, non cerca di convincere nessuno sulla sua imparzialità. Il problema di Minzolini è quello che vuol far credere, la sua imparzialità e rettitudine giornalistica. Dal pulpito del TG1 (che non è certo il TG4) spara minchiate a nastro sui telespettatori, e il telespettatore medio, sappiamo tutti com’è no?

Un sentito ringraziamento al Minzo, che col suo editoriale ieri mi ha fatto risvegliare la sopita coscienza politica.
Grazie ancora, perché mi hai fatto ricordare che non è questo il mondo che voglio per mia figlia.
:star:

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starAltolà!

27 Luglio 2010 alle 07:53
swampthing

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starDopo l’Italia di Prodi, il mondiale lo vince la Spagna di Zapatero…

11 Luglio 2010 alle 22:10
swampthing

La sinistra porta bene al calcio.

La prossima volta fai vincere l’Italia, dai un calcio al culo di Berlusconi.

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starArgentina umiliata: fuori dal mondiale!

3 Luglio 2010 alle 17:33
calogero

Sperare di vincere un mondiale con un CT ex cocainomane, puttaniere, evasore fiscale, che non riconosce suo figlio, che partecipava a festini con camorristi assassini, e’ un po’ come eleggere a capo di un governo un nano megalomane trapiantato, massone, puttaniere, corruttore, che ha fondato il suo partito con un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e sperare che la nazione progredisca!
Bye bye Argentina, bye bye Italia!

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starChe amarezza che dolore (speciale mondiali 2010)

24 Giugno 2010 alle 19:46
swampthing

Bè, risultato ampiamente previsto, ma non meno deludente. L’Italia esce sconfitta, dalla sfiga che porta il nano malefico.
Ma non basta. Sono incazzato, sono nervoso. Vorrei picchiare quel giuda diversamente abile di Umberto Bossi e dirgli che è un cretino. In quest’Italia allo sbando non ci sono manco i soldi per comprare una partita alla Slovacchia. Ma, visto che  Umberto non è raggiungibile, potremmo sfogarci picchiando un leghista a caso, tanto qui al nord è pieno di queste merde. :violent:

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starSpeciale Mondiali 2010

13 Giugno 2010 alle 19:35
swampthing

Sono iniziati i mondiali di calcio. Tutti  a tifare Italia? Certo, mica siamo quei fanatici da centro sociale che remano contro.
Però sappiamo bene che, con Berlusconi al governo, la Nazionale di calcio non ha mai fatto grandi risultati. Insomma Silvio porta una sfiga tremenda.
Vincere questo mondiale, vorrebbe dire la fine politica del nano piduista e manipolatore? O può coesistere vincere il mondiale e avere i fascisti al governo?
Vaffanculo.
Mi piacerebbe vedere Maradona vincere il mondiale, vedere ben piazzata la Slovenia, vedere il Ghana in finale.
Forza Ghana, forza Italia. Dite la vostra.

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starTre, il numero perfetto

14 Maggio 2010 alle 16:28
Spartaco

 “Se ci saranno uno, due, tre casi di comportamenti illegittimi saranno i magistrati ad accertarlo. E in questa ipotesi ci sarà severità di giudizio”…(Reuters). Così ha detto Berlusconi, a proposito della “lista dei clienti di una azienda”, la Anemone & C., aggiungiamo noi.

Dunque Berlusconi si è pronunciato. Alla stessa maniera di come uscì a proposito dei “birbantelli”, quando si sbilanciò a dare i numeri, com’è nel suo mestiere; ricorderete che allora i birbanti/birbantelli oscillavano dall’1 al 5%. Adesso si è mantenuto più basso, ma è apparenza. Infatti l’altra volta la distribuzione era più dispersa, perchè riguardava imprenditori, magistrati, sindacati e appartenenti a movimenti politici. Ora invece Berlusconi va secco sugli uomini della sua compagine (”chi fa politica o ha responsabilità pubbliche”) che, non a caso, assaggeranno il suo bastone: “nessuna indulgenza e impunità per chi ha sbagliato” (Reuters).

 Chi sono i tre?

 Il giochino mi sembra fin troppo semplice, almeno per due. Il primo è Scajola. Da quello che si è letto sui giornali pare che sia stato visto singhiozzare ed esclamare:“Silvio, perchè mi hai abbandonato?”. Fonti bene informate riferiscono che dovette tornare di gran carriera da Tunisi a implorare la protezione del Cavaliere, la stessa accordata a Verdini e Bertolaso. Ma Berlusconi  si è parato: ha mollato Scajola al suo destino, sicuramente dopo essersi consultato con i principi del foro con cui va a dormire la notte perchè lo tengano fuori dalle sbarre.

 Il secondo invece è Bertolaso. Stanno brigando per salvargli la pensione, ovviamente a spese dello Stato, se ci riescono. L’accordo è fatto: Bertolaso si toglie dalle scatole ritirandosi “in pensione” a fine estate, dopo le vacanze, se ci arriva. Hanno già trovato il sostituto: siccome non si sa mai, l’hanno già piazzato al suo posto con la scusa dell’affiancamento.

 A questo punto manca il terzo. Chi è? Berlusconi forse lo sa . Sicuramente deve essere qualcuno di rango almeno pari a quello degli altri due. Una vittima eccellente, insomma. Oppure neppure il Cavaliere sa su chi potrebbe abbattersi la mannaia. Ma, in modo previdente, ha detto tre. Forse perchè non c’è due senza tre. Oppure perchè tre è il numero perfetto, come gli insegnarono un tempo molto lontano alle scuole serali.

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starLa Marea Nera

13 Maggio 2010 alle 13:20
Spartaco

Dice che la Marea Nera nel golfo del Messico è già costata alla BP/Amoco 350 milioni di dollari. Chissà invece quanto è costata ad Anemone la Marea Nera nel palazzo del potere.

C’è però una differenza sostanziale: il disastro della BP/Amoco non presuppone un meccanismo di recupero economico. Anzi, sulla base dell’etica del profitto, la stessa che portò la multinazionale, reduce dalla più grande fusione del secolo, ad annunciare una riduzione costi di 3500 miliardi di lire (risparmiando sulla sicurezza, probabilmente) è difficile che non finisca per affondare come la sua piattaforma.

 Non così per Anemone, che è stato previdente. Se è vero di una marea in uscita, come testimoniato dal libro mastro di cui parlano i giornali, è anche vero di una marea in entrata, con gli interessi. Per i lavori relativi al quarto lotto nella Maddalena, all’ombra di Bertolaso,l’aggiudicazione iniziale di 52 milioni di euro si è rapidamente portata a 104, di milioni.

Come Berlusconi, anche Anemone è un mago dell’imprenditoria di assalto. Berlusconi ha costruito la sua fortuna facendo il cameriere. Anemone facendo l’imbianchino, l’idraulico, il carpentiere. Almeno da quanto dichiarato da quelli, tutti potenti o amici di potenti, che ne sono stati beneficiati. Bertolaso per esempio ha dichiarato che si è fatto aggiustare la tapparella. Mancino invece si è fatto sistemare la libreria a muro.

 Anche per Scajola deve essere stata una cosa da nulla. Solo che Scajola, che è onesto per definizione, perchè ha la coscienza pulita, non lo vuole dire. Così dai giudici non ci è voluto andare. Il suo avvocato ha detto che devono prelevarlo “in maniera coattiva”, se sono capaci.

Che vergogna! Napolitano si indigna per il calcio di Totti. E per queste vagonate di merda, cosa fa? Nulla. Eppure lui è lo Stato: che non si indigna, non si impegna, ma getta la spugna con gran dignità.

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starLa festa de l’Unità? No, dell’Unità

6 Maggio 2010 alle 12:29
Spartaco

Sandro Bondi ha dato l’annuncio solenne. Il 17 Marzo del 2011 sarà festa nazionale. Ufficialmente per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia. Ma non è così. Per due motivi: l’uno storico, quindi oggettivo; l’altro individuale, soggettivo. Cominciamo dal motivo storico.

 Quando l’unità fu proclamata, l’Italia non era unita. Mancavano all’appello Roma e il Lazio. L’ipocrita celebrazione dell’imbarco dei Mille da Quarto fa a cazzotti con la vicenda dell’Aspromonte, dove Garibaldi si beccò due palle di carabina da parte dei Bersaglieri piemontesi del colonnello di Sua Maestà il marchese Emilio Pallavicini. Forse l’unico vero italiano in quella circostanza fu Garibaldi, che impedì la carneficina. Diversi bersaglieri erano passati tra le fila garibaldine: vennero implacabilmente fucilati dopo la resa. Bisognerà aspettare il disastro militare francese a Sedan perchè Roma fosse liberata. Dunque, all’atto della cosiddetta proclamazione, non c’era Roma e a Roma c’erano i Francesi, che insieme ai papalini soffocarono nel sangue, a Mentana, il tentativo di piegare lo Stato pontificio.

E che dire delle campagne militari contro il brigantaggio, a proclamazione avvenuta?  Un fenomeno che tanta storiografia risorgimentale ha cercato di rappresentare come espressione di atti banditeschi e che invece si configura sempre di più come vera e propria guerra civile, con tanto di legge marziale e provvedimenti speciali assolutamente restrittivi se non repressivi della libertà.

 In ultimo, il fatto che la proclamazione del Regno d’Italia non può nemmeno qualificarsi come punto di partenza di un riscatto sociale o un miglioramento delle condizioni delle masse. Anzi da lì è partita la questione meridionale. Ciò era stato  profondamente intuito da Carlo Pisacane, che scriveva, scandalizzando i liberali piemontesi: “Per mio avviso la dominazione della Casa di Savoia e la dominazione della Casa d’Austria sono precisamente la stessa cosa” (C. Pisacane, Il Testamento politico).

Questo dunque il motivo storico. Ma veniamo al motivo personale, bondiano. Si dice che il primo amore non si scorda mai. Bondi è stato comunista. Qualche Festa de l’Unità l’avrà sicuramente organizzata. Di quelle, come si facevano al paese, delle corse nei sacchi e il palo della cuccagna. E la mostra dell’Artigianato dell’Unione sovietica, con le matrioske e i colbacchi di astrakan. Sicuramente gli è rimasta nel cuore. Ma adesso può finalmente riscattarsi. Una nazionale, grande, magnifica, solenne Festa dell’Unità. Solo i napoletani non saranno d’accordo. Perchè nostalgici dei Borboni? No, per il 17, che a Napoli porta male.

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starL’ eolico sporco

5 Maggio 2010 alle 16:43
Spartaco

Li prendono con le mani nella marmellata al ritmo mediamente di uno al giorno. Una nuova tangentopoli? Forse, ma questa è diversa. Perchè i personaggi di Tangentopoli, per quanto discutibili, avevano una loro serietà. Erano delinquenti professionali: cadevano ma con l’onore delle armi. Qualcuno addirittura si è impiccato, qualcun altro si è sparato, qualcun altro si è lasciato morire lontano dalla sua “Milano da bere”, nel suo esilio desolato.

Quelli di oggi invece sono volgarissimi ladri di galline. Che cadono senza onore, ammesso mai l’abbiano avuto. Che addirittura sono capaci di peggiorare la situazione, aggiungendo danno al danno, coprendosi di ridicolo. Mettendo in imbarazzo i compari di partito e i fogliacci di regime, i cui direttori rimangono trasecolati, come dire al peggio non c’è mai fine. Pensiamo al penoso commiato di Scajola, che, dopo aver negato alla fine adombra seppur come ipotesi l’esistenza di un ignoto benefattore:che, se esiste, dovrà riprendersi “il regalo”, perchè lui non lo vuole. Per restare al paragone del rubagalline, Scajola è come la volpe beccata dal contadino in faccia al pollaio, posa il malloppo. L’anticamera del patteggiamento: in un sistema di libero mercato, reinterpretato alla maniera berlusconiana, bisogna osare. Se poi va male, si posa l’osso e tutto torna come prima.

Paradossalmente Scajola ha fatto il più grande favore alla magistratura, suo malgrado. Quando a più riprese ha ripetuto il ritornello:”Non sono indagato”. Immaginiamo come sarebbero andate le cose se fosse stato indagato. Si sarebbe parlato subito di toghe rosse, magistrati politicizzati, ecc. Per cui alla fine mettendo insieme le tre cose, cioè che non era indagato, che la coscienza era a posto e che si è dimesso, vuol dire che il marcio gli usciva per le orecchie.

A ruota libera è avvenuta la disavventura del compare di partito, il senatore Pdl Ciarrapico. Che usava, tra l’altro, i contributi intascati dell’editoria per fare i pellegrinaggi a Predappio, alla tomba del Duce, cui avrà portato il pensiero del Cavaliere. Con autobus turistici e foto ricordo , come a Lourdes, se non fosse per il saluto romano e la camicia nera.

La Guardia di Finanza gli ha sequestato preventivamente 20,1 milioni di euro: diverse cliniche, conti correnti, uno yacht di lusso, intestati a società di comodo. Perchè , ufficialmente, come è scritto nell’ordinanza di sequestro, il Ciarra risulta nullatenente. E’ di oggi la notizia di Verdini, altro berlusconiano di ferro, indagato per corruzione in materia di appalti pubblici. Per il progetto dell’eolico in Sardegna. Sapevamo di Berlusconi sporco, perchè nuclearista. Ma a un Verdini sporco, perchè eolico, francamente non ci avevamo pensato.

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