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Il prete e la par condicio

14 Marzo 2006 alle 13:07
swampthing

Don Paolo Perla, parroco della parrocchia di S.Maria Assunta a Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma, il 9 aprile, domenica delle Palme e giorno delle elezioni, non distribuirà in chiesa il tradizionale ulivo per non influenzare gli elettori. Lo ha spiegato don Perla in una lettera ai parrocchiani diffusa domenica in chiesa facendo riferimento alla «par condicio». Il sacerdote però non benedirà nemmeno i rami di palme «per non dar l’idea che ci stiamo convertendo agli arabi».
[corriere.it]

Poi dicono che la Chiesa è neutrale nelle elezioni politiche italiane. Anche il prete anticomunista e razzista ci voleva. Che italietta succube dei cattolici. Abolire subito l’8×1000, per dare un segnale forte contro le continue ingerenze clericali.
Propongo di togliere il crocefisso da tutti i luoghi di culto, ricorda il simbolo di certi partiti e la par condicio vale anche per loro.

Pubblicato in L'ora di religione, Povera Italia da swampthing | (Letto 429 volte)

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5 Commenti a “Il prete e la par condicio”

  • 5
    er mahico scrive:

    C’e’ gia’ un partito della chiesa,anzi due: ForzaMafia e Udc.
    :vomit2::vomit2::vomit2:

  • 4
    Bhikkhu scrive:

    Non resta che fondare un partito e chiamarlo “Ostia”…:applaudit:

  • 3
    calogero scrive:

    i preti… se avessero un cervello farebbero altro…

    :blasting: :vescul:

  • 2
    Sharphead scrive:

    Abolire subito l’8×1000 ai religiosi.

  • 1
    Pietro scrive:

    mo come la fai lunga. Eppoi se non da l’ulivo crea una differenza rispetto alle aspettative che sveglia. Non è mica detto che sia negativo. Se davvero basta così poco per farci perdere non avremmo davvero vinto.

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