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Chiama il vicino «terrone»: condannata

22 Maggio 2005 alle 21:58
swampthing

PAVIA. Sarà pure che la parola «terrone» è entrata nel gergo comune, ma almeno in certi casi resta un insulto meritevole di una condanna e di un adeguato risarcimento. Ne era convinto Vincenzo B. quando querelò la donna che l’aveva apostrofato in quel modo. E il giudice del tribunale, Mario Vocino, è stato dello stesso avviso, infliggendo all’imputata una multa di 200 euro per la violazione del codice penale, e soprattutto il pagamento di una provvisionale di 6.000 euro per il danno.
Vincenzo B., infatti, si era costituito parte civile nel processo per ingiuria contro la trentenne Giada B..
Processi che quasi sempre si concludono ancora prima di cominciare: e cioè con la remissione della querela da parte dell’offeso, in cambio di un risarcimento pecuniario concordato con l’altra parte. Ma evidentemente Vincenzo B. voleva andare fino in fondo, e assistito dall’avvocato Stefano Besani ha fatto valere le sue ragioni davanti al tribunale. Quella frase pronunciata nei suoi confronti dalla Baroncelli, nel giugno di tre anni fa, non l’ha mandata giù: «Non rompere il c… io faccio quello che mi pare. Qui non siamo a Napoli, terroni del c….».
Nel processo - secondo il giudice - i fatti sono stati provati grazie alle testimonianze «credibili e convergenti» dei figli dell’uomo, mentre quello dell’imputata e della madre non lo sono stati altrettanto.
Grazie all’applicazione della legge più favorevole, la condanna penale è stata ridotta a una pena pecuniaria di 200 euro, somma che la donna in realtà non dovrà pagare grazie alla concessione della sospensione condizionale della pena, accompagnata dalla non menzione. L’imputata dovrà invece pagare subito - essendo immediatamente esecutiva - la provvisionale stabilita dal giudice a titolo di risarcimento del danno, sia pur «modesto», consistitito in una «umiliazione momentanea: che fanno 6.000 euro, più le spese legali fissate in 2.000 euro.
[La Provincia Pavese]

E cabibo? chissà cosa consiglierà il famoso avvocato bisiaco… :nono:

Pubblicato in Ottimismo, Vita quotidiana da swampthing | (Letto 665 volte)

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4 Commenti a “Chiama il vicino «terrone»: condannata”

  • 4
    giovanni scrive:

    Ritengo giusta la condanna: non si può in un’Italia unita da anni parlare in questa maniera di terroni e non terroni! Ricordiamoci che il vocabolario della lingua italiana nazionale più in uso è quello che scrisse Nicola Zingarelli di Cerignola (FG)! Era un terrone più italiano dei falsi italiani e perchè no, “ignoranti” che pronunciano ancora queste frasi!! Ricordiamoci che la cultura è quella che si apprende dal confronto e la possiede solo chi si sa confrontare!!!!!!!!!!!! Una critica : mancano i dati relativi agli estremi della sentenza e all?A.G. che l’ha emessa. Tali dati appaioni importanti perchè costituiscono un precedente giurisprudenziale di rilievo! Attendo risp. per e-mail ciao!!!!!!!!!!

  • 3
    orsetto scrive:

    mai professione non fù più azzeccata…un batterista che fà il “tamburo” :lol::clap::lol:

  • 2
    swampthing scrive:

    :mrgreen::razz::wink:

  • 1
    calogero scrive:

    Azzz… dovevo farmi furbo quando il batterista mi salutava “ciao africa” su bislaccaria… e io stoico a fregarmene… mai avuto il fiuto per gli affari io :cry:

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