Delirio leghista domenicale.
28 Maggio 2006 alle 20:04
Bossi senatore a vita. È l’appello, lanciato dalle colonne della «Padania», e ripreso da «Libero», dal direttore Gianluigi Paragone che si rivolge al capo dello Stato Giorgio Napolitano chiedendo di «dare un segnale forte e coraggioso in nome di quello spirito unitario e bipartisan che lui dice di interpretare».
Il direttore della Padania spiega i motivi del perché sia giusto nominare il leader del Carroccio senatore a vita. In primo luogo perché Bossi «è un politico di razza, una testa politica fine e acuta». In secondo luogo perché è del capo della Lega il merito di «afferrare il federalismo dal mondo delle idee e di averlo portato nelle piazze». «Prima che il Senatur - scrive Paragone - irrompesse con il suo linguaggio e le sue provocazioni, il federalismo era roba da accademia, da libri di scienza della politica. (…) “Padroni a casa nostra” era lo slogan che valeva cento manuali di teoria».
[corriere.it]
Bossi senatore a vita. Un rozzo politico che ha fatto leva sull’antimeridionalismo nordista per andare al potere a Roma ladrona. Forse l’unico che sapeva di federalismo nella Lega era Gianfranco Miglio (che mandò il Bossi a quel paese). Padroni a casa nostra: la prova provata che Bossi non solo di federalismo non ne sa un bel nulla, ma se ne sa qual cosa fa finta di non saperlo, anche perchè sulla bocca di un autentico federalista la parola secessione non sarebbe mai comparsa!
Pubblicato in Povera Italia da calogero | (Letto 473 volte)
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