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Cogne: Taormina tira il culo indietro

29 Giugno 2006 alle 13:24
swampthing

Colpo di scena al processo d’appello per il delitto di Cogne. L’avvocato Carlo Taormina ha preso all’improvviso la parola per dire che rinunciava al mandato difensivo di Anna Maria Franzoni.
L’annuncio ha provocato un battibecco con il presidente della Corte, Pettenati “Parliamo e non siamo ascoltati - ha detto Taormina- Chiediamo e non ci viene dato”.
[televideo]

Bè che serve ormai essere l’avvocato di Anna Franzoni? Non fa più notizia, non è più nelle prime pagine dei giornali. Penso troppo male? Di sicuro Taormina non rimarrà senza lavoro, con tutti i compagni di partito :fi: indagati e pronti ad essere processati.

Pubblicato in Povera Italia da swampthing | (Letto 2102 volte)

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34 Commenti a “Cogne: Taormina tira il culo indietro”

Pagine: [2] 1 »

  • 34
    carla scrive:

    ciao bello il blog

  • 33
    Antonio Gasparro scrive:

    Sono Antonio. Il libro il Sito l’hai stampato a Turi per demerito pure mio.
    Stai combinando un gran casino. mi spiace per Angelo.
    (348xxxxxxxx fatti viva ti prego quando e a tutte le ore e come vuoi)
    Ti abbraccio
    Antonio Gasparro

    swa: niente numeri di tel.
    grazie.

  • 32
    Agnese Pozzi scrive:

    Si, esatto; ma dove si nasce non è un caso perchè niente accade per caso; d’altra parte anch’io mi sento cittadina del mondo e un pò l’ho girato. E’ con un certo “bagaglio” che sono tornata a casa, come Lassie, per seminare buoni semi. Se poi il terreno non era ancora fertile..pazienza, i semi riposeranno nella terra fino a che verrà il momento; e germoglieranno, perchè posati con buone, buonissime intenzioni :winner:
    Non è che mi sia arresa ma il tempo fa il suo gioco, vigliacco!
    In quella piazza lì nel 90 ci ho fatto un comizietto, mi ero presentata con i verdi di Basilicata, un trionfo numerico solo che mi ha fregato il proporzionale! Te pareva.. :fkoff:

  • 31
    utente verificato Spartaco scrive:

    E’ lì, oltre il lago di Monte Cotugno, dopo Valsinni di Isabella Morra e del mago Zi Peppe , dopo il Paese che non si nomina, dopo Senise terra dell’accio (”apium”, il sedano) e San Giorgio covo di fieri banditi. Un festone di luci, che si perde verso i monti di Calabria e mi riempie le serate bellissime nella paterna e materna “pistis oikos”.

  • 30
    Agnese Pozzi scrive:

    Strepitoso questo stralcio di vita del periodo. Lo passo subito ad un mio amico studioso. Grazie per avermi dato modo di leggerlo. Ti dico una parola: MONS CLARUS.Ciao

  • 29
    utente verificato Spartaco scrive:

    Dove si nasce è un caso. Personalmente mi sento cittadino del mondo. Comunque, la scoperta delle radici comuni è un fatto che unisce, in contesti dove si predicano il cinismo e l’individualismo. Ho giusto finito di leggere “la costruzione dell’identità lucana nel medioevo tra Normandia e Mezzogiorno d’Italia”, scritto anche con il contributo di allievi di un istituto tecnico lucano, che sono andati in Normandia alla ricerca delle tracce del passato. Pensa, sono andati proprio nel villaggio di Hauteville, da cui sarebbero arrivati gli Altavilla, che attraverso Costanza, figlia di Ruggero II, generarono Federico, lo “stupor mundi”, il più grande dei sovrani. Ho scritto qualcosa su di lui. Sai che ti dico? La appiccico qua sotto. Poi la leggerai o non la leggerai non ha importanza. E’ stato comunque un piacere.
    ________________________________________________________ _____
    Confesso di aver scoperto la grandezza di Federico dopo gli anni della scuola; né per questo mi sento di condannare coloro che mi furono maestri; considero anche loro vittime di una cultura “ufficiale”, che magnifica il giuramento di Pontida e la battaglia di Legnano e sorvola sulla battaglia di Cortenuova, dove i gonfaloni dei Comuni già vincitori del Barbarossa finirono nella polvere, carroccio compreso, ad opera di Federico.
    Senza tema di fare forzature, è pensabile che per consolidare il divario Nord-Sud che giustificasse la sudditanza del Mezzogiorno alla base della questione meridionale, si sia esaltata l’esperienza dei Comuni come fatto squisitamente settentrionale a testimoniarne il primato imprenditoriale e dunque politico.
    Si è detto che mentre altrove si sperimentava il modello comunale, esempio di autodeterminazione e consapevolezza politica, il Sud proseguiva inerzialmente nel feudalesimo e nell’oscurantismo medievale.
    Non con Federico.
    Questi ne rappresenta l’antitesi. Feudalesimo significa disinteresse da parte del potere centrale per ciò che succede nelle lontane contrade dell’impero, lasciate all’arbitrio e alla prevaricazione dei baroni, che amministravano a loro modo la giustizia e l’esazione dei tributi, la successione e il controllo del territorio.
    A questo sistema Federico assesta un colpo mortale con la promulgazione, dalla “nostra” Melfi, delle “Constitutiones” o “Liber Augustalis”: solo lo Stato, attraverso i suoi rappresentanti, può amministrare la giustizia, e tutti, imperatore compreso, devono soggiacere.
    L’ordalia e il duello giudiziario e gran parte del diritto consuetudinario vengono aboliti, con motivazioni di carattere giuridico e naturalistico. “De naturae grembo nova iura producimus” è scritto nel § 38 del libro I.
    Un altro colpo al feudalesimo è inferto con il principio della territorialità, dividendo il regno in province chiamate “giustizierati”. Fu così spezzato il sistema feudale basato su rapporti di natura personale e nasce la figura del funzionario statale, sconosciuta nel medioevo, che si distingueva dalla società feudale come un rappresentante dello Stato centrale, con incarico a tempo determinato, che doveva rendere conto per iscritto del suo operato.
    Quanto all’oscurantismo, con Federico nasce il concetto dell’Università statale in senso moderno: è lo Stato responsabile dell’istruzione dei sudditi, in particolare dei suoi funzionari; ne spalanca le porte all’acquisizione della dottrina ma nello stesso tempo ne impedisce la dispersione a vantaggio di altre sedi (la “fuga dei cervelli”) .
    Allo studente erano alleviati gli oneri legati al suo mantenimento allo studio (tariffe speciali erano previste nelle trattorie e nelle “pensioni”), a patto di non “esportare” il sapere, considerato patrimonio della nazione.
    Alla base è la formazione culturalmente “pluralista”di Federico. Morta la madre, Costanza di Altavilla, si ritrovò randagio nel quartiere arabo di Palermo: di quella cultura apprese la lingua e il senso di tolleranza profonda, la sensualità e l’apertura al nuovo; sicchè, quando da sovrano si ritrovò a gestire la crociata della cristianità, lo fece senza alcuno spargimento di sangue, a valle dello scambio epistolare, in arabo, con il sultano.
    I crociati di Federico entrarono a Gerusalemme in pace, esempio mai emulato di convivenza e accettazione reciproca, l’esatto contrario del fanatismo religioso e dell’integralismo che insanguinarono e insanguinano ancora oggi quelle contrade.
    Pur essendo uomo del suo tempo Federico ne avverte le contraddizioni , soprattutto sul piano della conoscenza, quando non basata su dati empirici, “galileani”.
    Il suo trattato di falconeria è un esempio di metodo basato sull’osservazione e sull’esperienza pratica delle abitudini e degli elementi comportamentali degli animali.
    Incuriosito dalla credenza per cui da un legno nordico si generasse una specie di oca, si fece arrivare da terre remote codesto legno che piazzò nella sua camera, accanto al letto, per spiarne i cambiamenti e annotare scrupolosamente, dopo diversi mesi di osservazione, che si trattava di una fandonia.
    Ai sapienti di cui si circondava era solito porre i quesiti più strani, riguardanti il sacro e il profano, la collocazione dell’aldilà e l’origine dei vulcani, convinto che per tutto dovesse esserci una spiegazione e un modo, persino nella consumazione del rapporto di coppia, per cui s’era informato se fosse più adatta l’ora mattutina o notturna, a stomaco vuoto o pieno.
    Federico II, “stupor mundi”: per scoprirlo bisogna uscire dai banchi di scuola. Perciò è un maledetto: si scontrò con la chiesa e il papa, che lo scomunicò, per non essersi piegato all’ennesima sanguinosa crociata, per aver rivendicato la supremazia dello Stato rispetto a qualunque altra forma di autorità costituita, compresa quella religiosa.

  • 28
    Agnese Pozzi scrive:

    Oh che piacere caro Spartaco! Allora tu hai la mia mail di registrazione, per cui, mandami il tuo indirizzo che ti spedisco il libro su Scanzano, ti appartiene di fatto! Allora vdi che convieni con me…che qui da noi il percorso è lento lentissimo. Solo che ho deciso di restare; ho dedicato 20 anni della “la meglio gioventù” alla mia terra, a questa gente che non vuole evolversi da servi della gleba (retaggio del feudalesimo che abbiamo subito e delle numerose dominazioni) a POPOLO pensante. Che peccato ..perchè la gente lucana è davvero speciale; molto particolare nel panorama socio-culturale del Sud e lo ha dimostrato ampiamente nel mondo e nei secoli. Ma non vedi come ci trattano anche sulle cartine geografiche, dove ancora la Basilicata viene tipizzata con un gregge di pecore? :banana: Lo sanno sti imbecilli che siamo la culla della Magna Grecia :baciamilculo: , che abbiamo ospitato la scuola Pitagorica :baciamilculo: , che siamo zeppi di necropoli con i reperti più meravigliosi del bacino del Mediterraneo :baciamilculo: (di cui siamo anche stati espropriati per fare le mostre al nord:: :bigballs: ), che abbiamo moltissimi centri storici medievali e cattedrali, chiese rupestri, e storia Federiciana, e natura invidiabile e da difendere? No, perchè forse non lo sanno nemmeno i Lucani :bigballs: ed è questa la tragedia. Ho cercato in questi anni di fare un discorso di appartenenza (non certo settario) ma di riappropriazione delle nostre radici storiche e culturali. :cipisciosopra:
    Tornassi indietro non so se farei le stesse cose, forse mi dedicherei ad un sano epicureismo asociale :sifone: :fkoff:

  • 27
    utente verificato Spartaco scrive:

    @Agnese
    Ti ho fatto quella domanda così diretta e apparentemente :offtopic: perchè sono lucano anch’io, di un posto molto vicino a Scanzano. Non conviene dire altro sennò il nick va a puttane e invece potrei averne bisogno. Le mie battaglie sono incominciate sui banchi del liceo, quando avevo come professori gente che è passata per la presidenza del consiglio regionale della Basilicata, democristiani di ferro a cui però sono fiero di aver reso la vita difficile. Da laureato ho fatto parte di varie commissioni tra cui quella istituita dalla legge 219 (sisma del 1980), smascherando non pochi professionisti che con il terremoto si aggiustavano le bicocche. Un po’ come te, ho ribaltato tecnicamente le perizie che attribuivano alla fatalità un disastro che sfiorò la tragedia (crollo di un ponte a doppia travata Gerber facendo condannare in primo grado per disastro colposo progettista (noto studio romano) e ditta esecutrice: la memoria tecnica non fu comunque presentata a mio nome, perchè, mi disse il “compagno” avvocato, potevo avere delle grane. La parcella però lui l’ha intascata…Poi sono andato via dal paese, perchè l’aria si era fatta irresirabile e così…ma te lo racconto un’altra volta.

  • 26
    Agnese Pozzi scrive:

    Sono di un piccolissimo paese lucano che forse neppure è segnato sulla cartina, ma lavoro a Lagonegro, nelle vicinanze del Lago Sirino. La mia zona d’azione è quella del parco del Pollino dove ho fatto da oltre 20 anni varia attività; nel 1990 andai alla ribalta delle cronache per aver scritto un articolo che parlava dei disservizi del mio ospedale e per la qual cosa fui sospesa cautelativamente per un mese. Fu una battaglia in solitaria contro una intera ASL e dalla parte dei pazienti e fu combattuta con un sit-in di protesta davanti all’ospedale (ne parlò 1mattina, Diogene, Rai 3 e vari giornali del tempo). Naturalmente fui assolta dal TAR, dal Consiglio di disciplina. La gente comune mi supportò moltissimo con 800 firme in 6 giorni.

    Poi ho combattuto nel 2003 insieme ad un mio amico (Chimienti Angelo che denunciò perfino l’ENEA; morto l’anno scorso..), una battaglia contro il deposito di scorie nucleari in Basilicata a Scanzano, con un libro edito in proprio (nessuno volle pubblicarlo perchè TUTTI i politici erano implicati e di ogni colore) che si chiama IL SITO scenari e retroscena su Scanzano Jonico, sputtanando tutti quelli che avevano contribuito allo schifo.

    Nel mio piccolo ho fatto tante belle cose, rivoluzionarie nel tempo e nel luogo ma sai, da noi la gente è assuefatta al clientelismo (tanto di destra , di centro che di sinistra purtroppo) e credo che non cambierà niente per altri 100 anni anche se muori sul campo per un ideale di libertà, di chiarezza, di verità.

    Tutte stronzate :bigballs: perchè in questa società vincono sempre i mediocri, i falsi, i leccaculo, gli approfittatori. Anche per questa storia di Cogne mi sono schierata senza remore affiancando per solidarietà il neurochirurgo e la giornalista che non hanno fatto altro che i cazzi loro, col risultato che mi sono sbattura, impegnata, dedicata senza alcun profitto e non parlo di profitto materiale ma almeno un riconoscimento per il cuore :vomit2:
    E tu, Spartaco, contro chi o cosa combatti? Dove vivi?

  • 25
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ Agnese Pozzi
    Ma di dove sei esattamente?

  • 24
    Agnese Pozzi scrive:

    AGGIORNAMENTI E RETROSCENA su Cogne …

    Ciao! Vi scrive Agnese Pozzi (ancora?… :bigballs:, medico, consulente tecnico del Tribunale di Lagonegro in provincia di Potenza. Da oltre un anno sono coinvolta nella riflessione sugli accadimenti di Cogne in cui, per caso, mi sono imbattuta su medforum; da tempo, ho inviato comunicati, lettere, mail a quotidiani on line, blogs vari (compreso il vostro :applaudit: ), siti dedicati, per quanto concerne i miei rilievi sulla perizia Viglino. Da oltre due anni, un neurochirurgo del Fatebenefratelli di Milano ha posto l’ipotesi di rottura di aneurisma con tutte le sequele ed ha pubblicato sul sito le sue contestazioni. Alla tesi della morte naturale mi sono aggregata, pur non condividendo l’eventualità prospettata dallo specialista :nono: . Grazie alla mia campagna stampa, il neurochirurgo andò in trasmissione dalla Palombelli; ma della mia tesi, nessuna menzione. :baciamilculo:

    Il discostarmi nettamente dalla tesi del neurochirurgo (rottura spontanea di aneurisma o malformazione :nono: ) è dettato da alcuni rilievi SCONCERTANTI sulla perizia Viglino, sfuggiti a tecnici, specialisti. e fatti dalla sottoscritta :banana: :

    1) nelle conclusioni che Viglino pone al Giudice VIENE COMPLETAMENTE OMESSA la menzione di una frattura in regione occipitale, l’unica non esposta, di tipo “a mappamondo” che proprio per le sue caratteristiche è causata da impatto violento contro superficie ampia e piatta. Questo tipo di frattura, specialmente nei bambini, può certamente ripercuotere le sue onde d’urto da dietro in avanti, lungo le zone più fragili (cosiddetti interpilastri) del cranio e provocare fratture in regione fronto-orbitaria e parietale. Il dare rilievo a questa frattura (che io ritengo primaria nella dinamica traumatica), sconvolge totalmente la tesi di aggressione anteriore frontale.

    2) Viglino, senza descrivere accuratamente ciascuna lesione anteriore (per la maggior parte di pochi millimetri ed imputabili più a lacerazioni), fa un’altra affermazione che lascia a dir poco perplessi: “alcune di queste fratture riguardano SOLO IL TAVOLATO ESTERNO”. Si dà il caso che l’impatto sulla superficie convessa del cranio dia luogo per prima e al contrario, a lesioni del tavolato interno in via prioritaria, proprio per il minore raggio di curvatura e poi a quelle del tavolato esterno. Come mai allora un’aggressione “frontale” frattura il solo tavolato esterno? Perché evidentemente le onde d’urto provengono dalla zona posteriore del cranio e si propagano con una direzione postero-anteriore ossia dalla concavità verso la convessità. E’ del tutto impossibile, stando la supposta violenza traumatica dell’aggressione frontale che si fratturi il solo tavolato esterno; al più i colpi avrebbero dovuto fratturare completamente entrambi i tavolati. Solo in base a questi due rilievi viene inficiata tutta la dinamica fratturativa :baciamilculo: , ma c’è di più.

    3) Si sostiene che la mano omicida abbia “attinto al cranio” come da una bacinella per proiettare gli spruzzi di sangue dappertutto. Dovendo dimostrare questo sospetto, sarebbe stato opportuno verificare se negli spruzzi di sangue ci fossero anche tracce di materia cerebrale e di cellule ossee; cosa che non è stata fatta :nono: . Neppure sono state fatte indagini volte ad accertare la presenza di succhi gastrici nel sangue proiettato insieme al vomito a getto :nono: , sempre presente nell’ipertensione endocranica, pur rilevata autopticamente da Viglino. E neppure sono stati esaminati i vasi della base cranica :nono: , ne microscopicamente né, come chiede il neurochirurgo, istologicamente.

    Ho fatto anche altri rilievi e la mia “contro-perizia” è stata inoltrata l’anno scorso al Comando Regione Carabinieri di Basilicata, ma nessuno mi ha contattata, convocata, ascoltata. Perfino i Franzoni-Lorenzi continuano a cercare un assassino che NON ESISTE. Di conseguenza le mie riflessioni, (insieme a quelle dello specialista neurochirurgo), a memoria storica, sarà possibile leggerle su un libro appena edito dalla Giraldi di Bologna.

    Si dà il caso però che, dall’uscita del libro, io sia vittima di razzismo culturale in quanto l’autrice :evil: :vomit2: :prete: :cipisciosopra: non fa assolutamente menzione della scrivente :roll: e di quanto pur presente sul libro mi appartiene :banana: :baciamilculo: ;

    libro al quale ho collaborato attivamente :winner: , sostanzialmente e per più parti :baciamilculo: . Forse perché un piccolo medico di provincia fa “meno presa” rispetto al ridondante nome dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano :allah: . Forse perché i miei rilievi si ritengono sbagliati? Ma sono rilievi oggettivi e quindi esattissimi :yeah: .

    Sarò costretta ad intentare una causa di risarcimento danni. :bla:
    Vi ringrazio dell’attenzione e della possibilità che mi date di esprimermi sul vostro blog! :clap: Agnese Pozzi (OdM Potenza 1622)

  • 23
    agnese pozzi scrive:

    Guarda che tutta la TV indifferentemente è stata dal lato colpevolista. A prescindere dai soldi (…beati loro che ce l’hanno ma non vedo perchè io dovrei avere rancore per questo fatto, non li conosco, so che la famiglia credo del suocero della Franzoni sia nell’edilizia, leggo dai giornali, ma boh); il fatto è che l’iter della vicenda è stato catastrofico anche per l’inserirsi di Taormina.

    A Porta a Porta ha dichiarato che anche lui supponeva che la Franzoni fosse colpevole..ma avendolo come avvocato…; che se ne fa un imputato di una simile difesa? Della possibile morte da cause naturali e delle contestazioni alla perizia Viglino è stato messo al corrente il collegio difensivo; lo stesso perito Torre ha riconosciuto che questa fa acqua da tutte le parti, eppure nessuno si è mosso per ascoltare i medici coinvolti, esaminare le loro contro-perizie, interrogarli.
    E’ pazzesco. Soldi a parte è pazzesco che un caso del genere sia ancora alle prime istanze dopo tutti questi anni. Ci fosse stata di mezzo la massoneria o poteri forti, con tutta la libertà di cui ha goduto la Franzoni, avrebbe potuto scappare da qualche parte del mondo tranquillamente, magari in sudamerica, no? Io sollevavo il terribile problema di come viene gestita l’informazione in Italia e mi tocca anche constatare che il servizio pubblico è peggio di quello privato e non garantisce nè obiettività nè pluralismo nè democrazia. Lo schifo sta da una parte e dall’altra, è ora purtroppo che ne prendiamo atto.
    Siamo rimasti in pochi a credere e vivere il comunismo come fatto morale, la realtà sociale e politica è diversa e sta vivendo tutto il suo tragico fallimento:cry: :cry:

  • 22
    spartaco scrive:

    Ma dove li prendono questi tutti ’sti soldi?
    Se fosse stata una poveraccia, di quelle che infilano il pupo nella lavatrice per disperazione, a quest’ora sarebbe rinchiusa in un manicomio criminale. Notizia in TG di prima serata giusto per i cinici bacchettoni che fanno zapping per la cronaca “vera” e poi chi si è visto si è visto. Per la Franzoni no. Mi meraviglio come non si siano inventati ancora gli extraterrestri, quelli cattivi, non come E.T. venuti da mondi sconosciuti a compiere il misfatto. Mi immagino il titolo del libro: COGNE - L’IMPERO COLPISCE ANCORA.
    Ancora una volta ci troviamo di fronte a una sporca storia di massoneria a matrice cattolica. Hanno mobilitato tutto e tutti. Persino Taormina, che pare sia il difensore di un certo Luppi, finito in carcere per il fallimento della ICS (ex Olivetti), con svariate centinaia di famiglie buttate sul lastrico.
    Ci metto il “pare” perchè con la massoneria non si sa mai. Fanno stragi dall’epoca dei Templari, quindi…
    Altro che sciacallaggio mediatico. Questa è connivenza mediatica!

  • 21
    agnese pozzi scrive:

    Più che di giornalismo, sul caso Cogne parlerei di sciacallaggio mediatico. :twisted:
    In tanti si sono affannati a trovare l’assassino e in tantissimi hanno “ricamato” artatamente sulla Franzoni perché fa gola alla cronaca nera e ai salotti popolati da tuttologi e ballerine con tanto di plastico.:( E’ uno sbaglio iniziale da cui non si riesce a tornare indietro. La verità è che nessuno si è preso la briga di analizzare scientificamente gli atti che hanno determinato l’imputazione della Franzoni; tra questi c’è la perizia del Prof.Viglino che è stata contestata appunto da medici in un reality book scritto dalla giornalista e critico d’arte Maria Grazia Torri. In questo libro, COGNE STORIA DI UN DELITTO INVENTATO, attualmente in fase di iter editoriale, quanti ne hanno titolo e diritto, ossia medici, contestano scientificamente le conclusioni cui giunge la perizia Viglino. Dati medici quindi e non arrampicate su specchi come quelle di psicologi, criminologi, psichiatri e opinionisti. La discussione su Cogne doveva appartenere a medici dall’inizio, specialmente neurochirurghi e traumatologi, che invece non sono stati mai consultati. L’età del piccolo e i correlati stadi di conformazione e sviluppo osseo, l’aspetto e la topografia delle lesioni traumatiche (che in realtà sono solo due: frontale e occipitale), le convulsioni e l’emorragia subaracnoidea, l‘ipertensione endocranica ed altri rilievi, possono sicuramente far concludere per la morte da cause naturali e non criminali. Verità scomoda che non riesce a farsi strada neppure nella difesa :bla: , oltre che in tutti i maggiori quotidiani ed organi di informazione cui è stata, dall’autrice e/o dai medici interessati, comunicata. :celebrate: Solo Matinee RAI 2 ha dato un flash peraltro incompleto; tra i quotidiani: la Prealpina, il Giornale, tra le riviste Grand Hotel per due numeri.. E’ una vergogna. Siamo o no in una democrazia? Ma un giornalista, prima di confezionare la sua verità, non dovrebbe forse fare un’inchiesta e valutare tutti gli aspetti del caso?:-?
    Col giornalismo in Italia siamo messi molto male, decisamente. Quando leggerete il libro vi scandalizzerete, e sarà ora.
    :evil:

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