Classifiche, link e casini vari
10 Agosto 2006 alle 21:10
Attorno a questo post si è scatenata in questi giorni una discussione molto accesa.
Ho trovato questo commento di b.georg, che mi sembra molto interessante.
Lo riporto quasi per intero, anche se andrebbe letto all’interno del thread di commenti in cui si trova.
Come dire… c’è anche un’altra faccia della blogpalla.
Lo scambio di link (ti linko se mi linki) è una tattica suicida e qualsiasi blogger decente lo sa: il blogroll è un servizio che fai alla gente che viene a leggerti, ed è lì come per dire: “queste sono persone che mi piacciono e di cui mi fido, se vuoi leggi anche loro”. Questo invito si fonda sulla consapevolezza - che ha ogni blogger decente - che nessuno è mai letto da tutti (tranne qualcuno di veramente irrilevante): puoi essere letto solo da quelli che hanno affinità con te, col tuo modo di vedere e di essere ciò che scrivi. Quindi chi ti legge ti è in qualche modo affine, e in qualche modo “si fida” (ti ritiene affidabile, non in assoluto ma limitatamente a ciò che ha letto). Quindi si fida anche delle tue affinità, cioè dei tuoi inviti.
Ora, se tu inserisci i link per motivi diversi dall’affinità con la persona che linki (se fai scambio di link per averne di più), chi viene da te e clicca su quei link sarà mandato su blog che in realtà con te non c’entrano nulla, non ti sono affini. Ergo, questo non fa che appannare la tua identità, rende meno chiaro chi sei. E, come sappiamo, un blog è seguito perché ha identità. Lo scambio di link, per chi ti legge, è solo un brutto sintomo.Dovresti quindi dedurne che i blog più seguiti sono quelli con più identità e di sicuro sono quelli che non faranno MAI scambio di link. Anzi, linkeranno solo persone della cui qualità sono arcisicure (ovviamente il loro giudizio è soggettivo, non c’è qualità assoluta).
Esattamente il contrario di quello che ne hai dedotto tu: secondo te perché? Sei certo che non ti sia sfuggito qualcosa, ad esempio un’indebita proiezione?queste storie emergono periodicamente, almeno una volta all’anno; nei miei 4 anni di blog ho cercato di spiegare più volte queste ovvietà: ciò che conta è l’approccio che hai alla scrittura, il modo in cui fai corpo con essa e con i tuoi oggetti. Solo così “le parole troveranno da sole i propri destinatari” (tanti o pochi che debbano essere: le folle non sono per tutti e può darsi anche che ci scopriamo più mediocri di quello che speravamo, anche per questo è utile tutto ciò), e senza bisogno di tattiche.
Update
C’è un’altra faccia ancora della blogpalla: quella della classifica (politicamente) orientata ![]()
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