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Hina, una di noi.

15 Agosto 2006 alle 10:12
calogero

Un padre che impone la sua volontà alla figlia fino ad ammazzarla dovrebbe essere considerato un criminale in Pakistan come in Italia. In Pakistan pare che non sia così, almeno nella tradizione se non sulla carta. In Italia in una comunità numerosa e pacifica come quella pachistana di Brascia si è consumato un delitto terribile e inacettabile a tutte le latitudini. La colpa è l’integrazione: minigonna, fidanzato italiano, libera e bella e rifiuto del matrimonio combinato. Viene da pensare che forse c’è speranza se i figli dei padri padroni immigrati riconoscono che il paese dove vivono offre qualcosa di meglio di una tirannica tradizione e scelgono il nuovo a rischio della vita. Sicuramente se il seme piantato da Hina farà crescere una pianta forte e rigogliosa. Sempre che gli italiani non ci vogliano mettere del loro, con le solite discriminazioni che fanno di tutta l’erba un fascio. Per integrarsi spesso servono generazioni, Hina l’aveva fatto subito. Solo per questo le andrebbe fatto un monumento, o forse come suggerisce Michele Serra su Repubblica di oggi, le andrebbe intitolata una via “Hina martire della libertà”, tanto per far sapere ai pakistani come la pensiamo.

Pubblicato in Orrore, L'ora di religione da calogero | (Letto 945 volte)

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58 Commenti a “Hina, una di noi.”

Pagine: [3] 2 1 »

  • 58
    Cristina scrive:

    Non trovo affatto giusto che quando siamo noi occidentali ad andare nei loro paesi dobbiamo adattarci ai loro usi e costumi, mentre loro da noi devono mantenere le loro tradizioni.

  • 57
    PzSniper scrive:

    Basta parlare di Hina come un “simbolo di chissachè battaglia”, VOI non la conoscevate, non sapete nulla di lei e della sua vita privata, non ci avete mai parlato, non l’avete mai sentita ridere e scherzare, oppure visto in sua compagnia un film horror, Nightmare….lasciatela riposare in pace come ora merita, ora libera dall’oppressione dell’islam e arcaiche tradizioni omicide.

    PzSniper - Brescia

  • 56
    marchwind scrive:

    Interessante analisi. Certo che negli States succede di tutto e di più ma c’è maggiore integrazione. Credo che anche in Italia le leggi ci siano e vadano fatte rispettare DA TUTTI, senza fare eccezioni/giustificazioni perché alcuni vengono da una cultura con altre usanze ecc ecc: d’altronde credo che non si debba punire “in modo esemplare” gli immigrati. Sono necessarie pene uguali per crimini uguali e una giustizia veloce, sicura e, appunto,giusta.

  • 55
    Red scrive:

    Il mio commento ero riferito piu’ sul specifico, no se in Italia avvengono piu’ o meno omicidi che in America, o se la pena capitale abbia qualche effeto, come deterente nella sua attuazione.
    Niente e’ perfetto perfino qua’, questo lo sappiamo.
    Il mio commento era basato su’ come gli emmigranti si adeguano alla cultura e mentalita’ americana, attraverso un rafforzamento/imposizioni delle leggi.
    Prima che un emigrante faccia una azione criminale basata sul proprio “background” ci pensa due volte, anche per casi come “families honor”.
    Guarda alle statistiche, in Europa con gli emigranti sta succedendo di tutto, forse, perche’ si e’ trovata impreparata, e quindi non si sia adequata alla nuova situazione emergente in tempo.
    Tutti questi emigranti che arrivano in massa, stanno creando una situazione che non si era mai vista prima, e’ come dicevo prima non si adeguano da subito alla nuova realta’.
    Qui in America c’e poco da sperare, or ti adegui alle leggi e’ mentalita, or sei costretto a far i bagagni.
    Emigranti obbediscono le leggi, se un padre/madre non manda a scuola una figlia/figlio sono guai per loro, se una persona giovane che va’ a scuola viene vista con liviti nel viso, la polizia interviene subito, e nel maggiori casi alla prima offesa, vengono deportati.

    Ripeto non importa di che religione sei, o quale nazione vieni, le leggi vengono rispettati da tutti, la cultura e mentalita’ di consequenza viene subita assimilata, no perche a loro fa piacere e la accettano ben volentiere, ma perche la legge le viene imposta, in questo modo il proprio bagaglio culturale viene lasciato nei paesi di origine.
    Tante e’vero a volte penso, che gli United States piu’ che una democrazia sia una dittatura, ma d’altro canto con tutto il “mix of cultures”, ha ben poche scelte, perche’ alrimenti sarebbe il chaos totale, se a ognuno perche’ di un etnia differente decidesse di isolarsi dal resto della comunita’ e’ attuare il proprio bagaglio di cultura medioevale.
    Se un padre forza la propria volonta su una figlia per via della propria religione/tradizione fino al punto di ucciderla, perche’ uno stato non puo fare altrettanto, imporre le proprie regole, se un emigrato vuole vivere in Europa, deve accettare il modo di vivere e pensare del paese ospitante.

    http://mywindowintheworld.blogspot.com/

    Cya. 8)
    Red

  • 54
    utente verificato swampthing scrive:

    @Red

    anche in Italia abbiamo le leggi e il padre di Hina è stato condannato a 30 anni di reclusione se non ricordo male.

    in America, malgrado la pena di morte, succedono cose terribili lo stesso.
    pensa all’ultimo infanticidio, quello di Baby Grace.

    non penso che gli States abbiano nulla da insegnare all’Italia e all’Europa.

  • 53
    Red scrive:

    E’ scioccante questa notizia che arriva dall’Italia, per me che vivo negli States da piu’ di ventanni, quanto poco valore possa avere tuttora la vita umana, specialmente qualla femminile, in quei paesi musulmani dove l’onore familiare conta di piu’di una figlia che si ribella alle dure regole dell’Islam…
    Anche se’ nel nostro passato non tanto remoto, succedevano cose simili, cio’ non deve togliere nulla alla gravita del fatto.
    Ogni crimine simile a questo, dovuto da persone di questa o quella religione poco importa, vanno tutte condannate, non cerchiamo comparazioni, con casi presenti o passate piu’ o meno similari.
    Per quanto riguarda i media, fanno il loro lavoro, anche se’ certe volte enfatizzano troppo in un specifico caso.
    Qui in America, che io ne sappia, non ho visto casi simili come quelli che succedono in tutta europa.
    Ora dove sta’ la differenza degli emigranti che arrivano in europa e di quelli che arrivano qua?
    Negli Stati Uniti, le leggi sono piu’ dure, e riguardano chiunque, non attenuanti accettate, se tu segreghi una figlia, o la punisci severamente per qualsiaso motivo vai subito in jail “punto”.
    Se poi uccidi la figlia, qui rischi veramente grosso “life in jail or worst death penalty”.
    No scuse accettate, non analisi sono dovute, se sei appena scesso dall’aereo o nativo di qua, di fede cristiana o musulmana non fa’ nessuna differenza, segui le regole o ne paghi le conseguenze.
    No leggi della sharia o dell’onore, vengono applicate dai musulmani di qua’, e’ non aspettano generazioni per integrarsi.
    Qui un pakistan, un indiano o una persona di una qualsiasi altra nazione appena arrivato, capisce subito le regole del giuoco e di conseguenza si adatta.
    Perche’ non devere succedere lo stesso in europa?

    Se volete saperne di piu’ di come la penso, date un’occhiata su questo sito: :arrow: http://mywindowintheworld.blogspot.com/
    Vi faccio notare che e’ tutto in inglese.

    Cya. 8)
    Red

  • 52
    marchwind scrive:

    Domani inizia il processo per gli assassini di Hina. Ci sono punti di vista diversi :
    http://www.womenews.net/spip/spip.php?article772
    http://www.oddii.eu/tuttosuosservatorio/chisiamo.html
    L’importante è non dimenticare

  • 51
    marchwind scrive:

    Ho letto oggi che Hina è ancora all’obitorio in attesa di essere sepolta. Poveraccia. Pensare che per i musulmani è importante essere sepolti entro il tramonto e lei è ancora li dopo più d’un mese.

  • 50
    utente verificato swampthing scrive:

    ma quello che dici è ovvio, Calogero. Lo stato italiano he delle leggi che vanno fatte rispettare. E nessuno ha chiesto sconti in nome delle usanze diverse.

  • 49
    utente verificato calogero scrive:

    in pachistan a una donna non puoi nemmeno stringerle la mano per salutarla. Non ci vedo tutta questa bellissima apertura.
    E per me non e’ affatto aria fritta. In pachistan avranno pure avuto una presidentessa donna (e noi ancora no) ma ci sono dei riti e delle usanze di matrimoni combinati e di stupri di gruppo per lavare l’onta dell’offeso che non trovo proprio bellissimi. Basta mettere le cose in chiaro quando si viene qua in Europa: le vostre usanze del cazzo le lasciate a casa.

  • 48
    arthurzanoni scrive:

    Questo caso secondo me è aria fritta e bisognerebbe darci il peso che ha in realtà. un padre, uomo, maschio, adulto, che indipendentemente dove sia nato dovrebbe aver sviluppato abbastanza autostima e amor proprio da non ammazzare il primo che gli crea problemi, e una figlia, normale figlia, anche un po’ fighetta.
    il padre ammazza la figlia.
    E’ esattamente come quando una volta quattro piano sopra di me nella mia vecchia casa il padre, finanziere, italiano, ha preso la pistola e ha ammazzato i famigliari.
    Dov’è la differenza? se ci si pensa tutto il resto è pompatura dei media, che ci si gettano sopra a sta cosa, solo perchè il padre era islamico. Ma che centra dai! Anche Renèe Guenon era islamico! e’ chiaro e non è ne ipocrita nè oscurantista pensare che in vari nuclei sociali vi siano norme morali. Come dice C.G Jung: “I dieci comandamenti se esistono ci sarà un motivo e di sicuro non è stato Mosè il primo ad averli scoperti”. (Chiaramente parlo dei 10 comandamenti come esempio per un determinato nucleo culturale di alcune normative di comportamento).
    Ma fermiamoci un attimo, ecco, a ragionare sulle culture da un punto di vista evolutivo e vediamo che anche i comportamenti delle società sono soggetti a selezione. Come in tutta la storia biologica anche i comportamenti sbagliati vengono eliminati, i giusti conservati e come in tutte le specie, in caso di sovrappopolazione, si genera nell’individuo uno stress inconscio che provoca una sorta di perversioen che condurrà poi agli omicidi efferati, alla pedofilia e a quel genere di reati. Che ci piaccia o no la mente umana è un 2+2 perchè è formata da atomi che seguono leggi logiche e prevedibili.
    Penso che un fatto simile sia capitato di sicuro in Puglia, come in Lombardia. Adesso sto gran vociare sul diritto alla cittadinanza solo perchè un padre ammazza la figlia….sarebbe come fare un gran baccano per un qualsiasi altro comportamento secolare insito nell’uomo generato, come quasi tutto quello che l’uomo fa nella cronaca nera, da un senso di sovrappopolazione o di ostracismo nei propri confronti.
    Siamo ulteriormente obbiettivi, sta gente viveva a Brescia, capitale dello spaccio di polvere bianca, di fighetti e simbolo dell’arretratezza culturale degli italiani. Eppure…uan delle città più multietniche in Italia. Ragioniamo ma se noi fossimo quegli immigrati, che vivono in una città fatta di Italiani razzisti, fascisti, fighetti e drogati, stessimo lì solo eprchè lì c’è lavoro. Ma nel corso degli anni a suon di dita puntate, di sguardi storti per strada, forse anche di insulti per quello che siamo…non impazziremmo?
    Io non voglio giustificare nessuno, ma tutti hanno enfatizzato la boiata dell’islam che ocn questa storia non centra nulla e nessuno ha parlato di omicidio per stress da emarginazione. Frequentissimo nell’uomo e addirittura tra le scimmie nostre antenate.
    Ripeto nessuna giustificazione, voglio solo dire che, il padre non è divenuto colpevole perchè islamico o perchè la cultura dalle sue parti è arretrata (boiate, la cultura pakistana è magnifica e lo dico da appassionato in antropologia e molto molto aperta rispetto ad altre culture arabe, la cui più chiusa è la saudita, gli amici di bush per intenderci)il padre è divenuto colpevole compiendo un gesto comunitario dettato dal panico di essere emarginato, oltre che dalla società che lo circonda anche dalla figlia che stava entrando nel giro dei suoi accusatori.
    Il colpevole è il padre, ma il mandante sono le Orine Fallaci che imperversano per Brescia, gli stessi che adesso in modo ipocrita piangono questa morte, e dentro di loro la vedono anche come un sollievo secondo me, perchè così possono dare la colpa al padre, e loro potranno anzi continuare ancora di più a fare i razzisti e gli emarginatori, a battersi il petto e a dire: “noi siamo il branco dominante sul nostro territorio”

  • 47
    utente verificato swampthing scrive:

    il mio era un paradosso in risposta alla frase “nessuno deve pensare che in Italia tutto sia lecito!” riferito agli extracomunitari.

    Sono andato su televideo e tra le ultime notizie c’era quella dei 3 omicidi nel napoletano. Avrei potuto anche citare l’attore siciliano che ha accoltellato l’ex-marito della figlia… o il 23enne di Caserta che ha ucciso la
    ex fidanzata di 20 anni.
    In realtà anche in una società che rispetta le regole ci sono le eccezioni e non saranno un paio di episodi a fare la differenza.

    Non ci avevi mica letto qualcosa di razzista verso i napoletani spero…

  • 46
    hicks scrive:

    continuo a non capire.
    se vuoi renderci partecipe di tutti gli omicidi che si consumano in italia per far notare che non solo fra immigrati ci si scanna è un bene, se lo fai citando 3 casi, nel napoletano, due dei quali a sfondo camorristico, e poi te ne esci una frase su camorra-land mi domando cosa ti impedisce, seguendo la tua stessa logica, e passando al vaglio gli altri omicidi comessi ultimamente in altri parti d’italia, di ribattezzare il nostro paese omicidi/di/famiglia-land e a domandarti quando noi italiani capiremo che siamo in un paese civile e che non è giusto ammazzare la gente.

  • 45
    utente verificato swampthing scrive:

    io non insinuo proprio nulla. segui la discussione dal principio.

  • 44
    hicks scrive:

    “Cosa facciamo perché questi napoletani si rendano conto che viviamo in Italia e non in Camorra Land e che ci sono delle leggi da seguire?!!”

    e con questo cosa vorrsti insinuare?

  • 43
    Edo scrive:

    @calogero

    sono assolutamente daccordo sul fatto che le generazioni future supereranno questi problemi più facilmente proprio perchè, pur vivendo le tradizioni della propria cultura di origine, saranno cresciuti e impregnati nella nostra.

    Pur capendo e forse condividendo i dogmi di origine avranno una visione più ampia e aperta dei loro padri che hanno dovuto affrontare una catapultamento in qualcosa che non appartiene loro, che spesso non capiscono e rifiutano più per timore che per reale incomprensione.

    Il mio discorso è più orientato verso chi arriva qui già grande e grosso.

  • 42
    utente verificato calogero scrive:

    @edo

    pensare che uno arriva in un posto e si adegua alle usanze da come scende dalla scaletta dell’aereo e’ davvero ingenuo.
    L’integrazione e’ possibile ma e’ un processo lungo e difficile. Probabilmente e’ una cosa che riguarda piu’ le generazioni successive alla prima ondata migratoria che chi arriva per primo.
    Dopo l’omicidio di Hina ho sentito degli adolescenti bresciani che parlavano dei loro coetanei figli di immigrati compagni di scuola alla TV. Dicevano che questi sono sotanzialmente come loro, dei bresciani. La cosa mi ha sollevato il morale, perche’ a volte e furia di sentire solo la cronaca nera si finisce per pensare nero!

  • 41
    utente verificato swampthing scrive:

    Kaur, rimasta vedova con due figli, 12-13 anni,era stata richiamata in patria dai familiari che le avevano imposto di sposare il cognato 70enne.

    capito? contro queste cose non ci si può fare nulla. di cosa aveva paura? che venissero a prenderla? bastava andare dai Carabinieri.

    Poi siamo sicuri che Kaur fosse musulmana?
    probabilmente no.
    quindi vedi dove si arriva? ai soliti pregiudizi razziali.

    Io, invece, mi preoccuperei di questo:

    Tre omicidi in poche ore nel Napoletano, tutti in circostanze diverse.

    La prima vittima, un 43enne pregiudicato: è stato freddato a poca distanza dalla sua abitazione, nel quartiere di Secondigliano.

    La seconda vittima, un falegname di 56 anni, ucciso a Casandrino, a colpi di arma da fuoco.
    Infine, terzo omicidio, per una tentata rapina, nel quartiere del Vomero. Un uomo è morto accoltellato, raggiunto dai suoi aggressori, quattro persone, mentre si trovava nei pressi dell’edicola di cui è titolare la moglie.

    Cosa facciamo perché questi napoletani si rendano conto che viviamo in Italia e non in Camorra Land e che ci sono delle leggi da seguire?!!

    :cccp:

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