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I siti che cambiarono il www (e il mondo)

16 Agosto 2006 alle 12:25
remix

In occasione del quindicesimo compleanno del World Wide Web, l’Observer si è lanciato nella redazione di una lista dei siti che hanno maggiormente influenzato la storia di questi anni di vita del web e che “hanno cambiato il mondo”.

  1. eBay.com
  2. wikipedia.com
  3. napster.com
  4. youtube.com
  5. blogger.com
  6. friendsreunited.com
  7. drudgereport.com
  8. myspace.com
  9. amazon.com
  10. slashdot.org
  11. salon.com
  12. craigslist.org
  13. google.com
  14. yahoo.com
  15. easyjet.com

Penso che la classifica sia abbastanza valida (forse avrei aggiunto wired.com). Forse, se sarà rifatta in occasione del 20° anniversario, ci troveremo anche flickr.com, del.icio.us, digg.com, last.fm, technorati.com, i servizi di google (maps, gmail,…).

Ma questo è già futuro…

Pubblicato in Internet e tecnologia da remix | (Letto 584 volte)

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18 Commenti a “I siti che cambiarono il www (e il mondo)”

  • 18
    marchwind scrive:

    @ Remix: my pleasure- è un articolo lungo ma certamente interessante

  • 17
    utente verificato remix scrive:

    @marchwind: grazie della segnalazione!

  • 16
    marchwind scrive:

    Ecco un articolo su Wikipedia- in inglese purtroppo-se interessa a qualcuno

    http://www.newyorker.com/fact/content/articles/060731fa_ fact

  • 15
    red float scrive:

    I progetti “Open Source” mi sono sempre piaciuti.
    Tra i miei soft ve ne sono diversi e devo dire che sono i migliori xchè vengono provati e corretti da moltissime persone,prova che l’UNIONE fa la forza….:idea:

  • 14
    utente verificato remix scrive:

    Nel dicembre 2005 la rivista Nature pubblicò online uno studio che comparava l’Enciclopedia Britannica con Wikipedia.
    Il risultato: nell’Enciclopedia Britannica ci sono - in media - 2,92 errori per voce. In Wikipedia 3,86.
    Direi che per Wikipedia è un risultato lusinghiero, proprio in virtù del fatto che è costruita liberamente da persone e non da un ente scientifico predisposto a farlo.

  • 13
    utente verificato swampthing scrive:

    forse il fatto che tutti possono correggere una voce in wikipedia, lo rende più attendibile… poi c’è chi controlla le modifiche e in caso di vandalismi, vedi Pascucci, si arriva a bannare il vandalo…

  • 12
    marchwind scrive:

    Wikipedia è un sito importante ma non è assolutamente attendibile come fonte perchè chiunque può modificare i dati su qualunque argomento. Il vantaggio che ha sull’enciclopedia normale è la vastità degli argomenti trattati, ma gli errori rimangono. E’ l’autogestione dell’informazione ma il risultato va preso con le molle 8O

  • 11
    utente verificato remix scrive:

    @calogero: anche la tv è capitalista, ma ogni tanto ci capita di vedere programmi chiaramente anticapitalisti. anche i giornali sono capitalisti, ma ci scrivono persone intelligenti.
    forse internet riesce ad offrire più possibilità di interazione e di affermazione delle proprie idee: in maniera più libera e meno controllata rispetto ai media tradizionali.
    e questo è possibile perché c’è stata un’evoluzione tecnologica che è passata attraverso la storia di quei siti web (e anche di altri). pensa che senza la scommessa dei ragazzi di blogger.com non saremmo qui a scrivere su terrorpilot(s) tutte queste idee anticapitaliste
    :)

  • 10
    utente verificato swampthing scrive:

    diciamo che la rete è lo specchio della società reale. Quindi non è né capitalista né anti capitalista…

  • 9
    utente verificato calogero scrive:

    @remix si e’ vero, pero’ l’omino che incarta il libro che compri su amazon e’ un nuovo sfruttato, no?
    eppoi pensa a tutti i webdesigner sottopagati
    diciamo che la rete si lascia usare, e’ un po’ mignotta :sifone:

  • 8
    utente verificato remix scrive:

    @calogero: ma è anche l’unico luogo in cui idee anticapitaliste (dal software libero alla controinformazione) trovano possibilità di essere diffuse…
    e poi, dai, wikipedia e napster sono tutto tranne che capitaliste :)

    update
    @fydel: grazie dell’appunto, ho corretto craigslist.org

  • 7
    utente verificato calogero scrive:

    Io trovo che internet sia molto capitalista.

  • 6
    fydel scrive:

    Secondo me google, yahoo, e craigslist (non craiglist) dovrebbero stare più su. Prima dei motori di ricerca, internet serviva solo a mandarsi email. E poi manca un sito fondamentale…. terrorpilot.com :=)) :wink:

  • 5
    utente verificato swampthing scrive:

    infatti…
    le idee non vengono fuori con i contributi statali…
    ma con la mentalità giusta.
    In Italia si clona. Alle volte bene, come i western di Sergio Leone. :)

  • 4
    utente verificato remix scrive:

    @Red Float: d’accordo sul fatto che lo stato fa poco o niente per i giovani.
    ma non penso che sia questo il motivo per cui non c’è neanche un sito italiano in quella lista…

  • 3
    Red Float scrive:

    Beh le idee nuove sono prerogativa(in genere),dei giovani.
    Chiediamoci piuttosto il perchè non vi è traccia di italianità,io dico che lo stato x incentivare i giovani non fa una minchia,preferisce tutelare il sistema capitalista.
    O no?:twisted: :whistling:

  • 2
    utente verificato swampthing scrive:

    Peccato che non c’è traccia d’italianità in questo elenco di siti web che hanno fatto la storia del web. Forse è una questione di lingua, forse preferiamo clonare le idee degli altri e accodarci dietro i vincitori.
    Zero innovazione dall’Italia… si salva solo qualche web designer dal lato artistico.

  • 1
    red float scrive:

    Penso che sia una lista + che valida,l’informazione si è evoluta grazie a loro.
    Questo è già futuro.

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