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Terminali metaniferi e rigassificatori

16 Settembre 2006 alle 23:39
swampthing

L’incidente del Chiapas

Vi siete mai chiesti quante cose succedono nel mondo delle quali non venite mai a conoscenza?
Certo devono essere moltissime, la maggior parte delle quali forse, nemmeno di nostro interesse. C’è però, purtroppo, un tipo di notizia alla quale dovremmo cominciare ad interessarci e riguarda gli incidenti ad impianti ad alto rischio come il terminal SNAM.
L’incidente che sto per raccontarvi è successo neanche due mesi fa e riguarda un impianto per la liquefazione del gas naturale, ovvero l’inverso di quello che la SNAM vuole costruire a Monfalcone: diciamo che è il primo passo di quella catena che finirebbe nell’impianto SNAM. Riguarda comunque sempre il GNL (gas naturale liquefatto). La sera del 26 luglio di quest’anno a Cactus -Chiapas - Messico, ci sono state tre esplosioni consecutive e un incendio ad uno degli impianti della Pemex (Petroleos Mexicanos) causati da una fuga di propano (che serve nella prima prima fase di liquefazione del gas naturale metano). L’incidente ha provocato la distruzione totale di due dei cinque impianti criogenici di gas naturale che ricevono 14 miliardi di metri cubi all’anno di gas (è l’impianto più importante dell’America Latina) per poi liquefarli.
17 persone sono state uccise dall’ esplosione e i feriti sono stati un centinaio molti dei quali gravi, la deflagrazione ha prodotto fiamme che hanno raggiunto fino i trenta metri di altezza e l’onda d’urto dello scoppio si è sentita in tutta la zona circostante fino ad un raggio di 10 km, causando la rottura dei vetri di case e uffici. Migliaia di persone sono state evacuate per paura di altre esplosioni. La zona è stata immediatamente circondata dall’esercito messicano e dalla polizia.
I monfalconesi devono fare una scelta molto difficile il 29 settembre perchè, nel caso che dicano si, metteranno a rischio non solo se stessi, ma anche le popolazioni che non hanno avuto la possibilità di scegliere o meno questo impianto e che, se lo troveranno ad incombere sulle loro vite per lungo tempo. L’incidenti, si spera di no, possono sempre succedere. A parte il fatto che ci si può dimenticare qualsiasi velleità turistica per questa zona e dintorni (e mi riferisco in particolare a Staranzano e al suo progetto sul litorale), nessuno verrà a spendere le sue vacanze all’ombra del terminal metanifero più grande d’Europa e per di più con la puzza sotto il naso. E sì, perchè il metano che è inodore deve essere odorizzato per legge e per odorizzare tutto quel gas ce ne vorrà di “profumo”. Nessuno da tanto in cambio di poco, per di più con i tempi che corrono, vi siete mai chiesti perchè la SNAM sia così buona e voglia darci chissà quanti regali, cosa si prenderà in cambio? Si prenderà: il nostro futuro, il nostro territorio, la nostra sicurezza. Ecco cosa si prenderà in cambio, e scusate, non è poco.

Tratto dal volantino del Comitato NO Terminal realizzato grazie al contributo volontario dei cittadini monfalconesi.

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Pubblicato in Attivismo da swampthing | (Letto 1506 volte)

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3 Commenti a “Terminali metaniferi e rigassificatori”

  • 3
    Sermau scrive:

    utilissimo

  • 2
    marchwind scrive:

    Ho sentinto parlare di qualcosa simile che vogliono fare a largo del porto di Livorno…..

  • 1
    utente verificato calogero scrive:

    Io non ho nulla contro i rigassificatori, o meglio nulla piu’ che contro ogni schifezza che inquini o deturpi l’ambiente. Nel caso di Monfalcone il problema era la localizzazione dell’impianto sita a tre chilometri in linea d’aria dalla piazza del centro cittadino (una follia), nonche’ la morfologia del golfo che diventava strettino per le mega metaniere, anche considerando il normale traffico del porto di Monfalcone.
    Eppoi mi puzzava tantissimo che la Snam volesse coprirci di regali: se una cosa ti conviene non servono!
    Al rferendum votai NO! of course

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