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Terminali metaniferi e rigassificatori

16 Settembre 2006 alle 23:39
swampthing

Dopo mesi di fatiche per raccogliere firme, distribuire volantini, cercare di portare informazione, per aprire gli occhi tutti insieme dopo i miraggi di sempiterno benessere propinati dalla SNAM, assistere al crescendo rossiniano della campagna di imbonimento crea in noi un senso insopportabile di impotenza. Se a questo poi aggiungiamo le ridicole promesse contenute nel Protocollo d’Intesa di recupero delle Terme Romane e la grande bufala dei posti di lavoro, lo sconforto è sensibile. Tra l’altro, la parziale metanizzazione della Centrale ENEL non è per nulla garantita essendo questa estranea al protocollo d’intesa stesso e la stessa ENEL in una lettera del 17.01.96 al Comune subordinava questa trasformazione (parziale):
1) alla sua partecipazione alla realizzazione del Terminal
2) alla convenienza economica di tale trasformazione.
Considerata la sensibilità dell’ENEL, nei confronti della cittadinanza con la scelta fatta a suo tempo di cacciare la centrale in mezzo alle case e l’insensibilità alle proteste dei cattadini durate due decenni per l’inquinamento e il rumore (quante volte vi sarà capitato di svegliarvi di soprassalto con quel fischio assordante in piena notte?). Nulla fa ben sperare a riguardo della sua attendibilità. L’ unica cosa certa è che l’ENEL, ad onta di quanto ripetutamente asserito dalla SNAM fino a pochi mesi fa, parteciperà nella misura del 40% alla realizzazione. E non facciamoci illusioni sulla rinuncia a costruire un’altra centrale a ridosso del Terminal, perchè questa era prevista e, prima o poi, (meglio quando l’opposizione abbasserà la guardia) arriverà.

Quanto al recupero delle Terme, l’impegno della SNAM si limita ad eseguire a sue spese in collaborazione con il Comune uno studio di fattibilità. Considerati i risultati delle analisi sull’acqua termale di questi decenni è assolutamente ovvio che, finchè l’area sarà ricoperta dai materiali della criminale discarica, non vi potrà mai essere esito positivo di alcuna analisi. Facile quindi per la SNAM impegnarsi al recupero subordinandolo a tale esito. Vi ricordiamo che il finanziamento per il recupero delle Terme non verrà comunque dalla SNAM: il Comune ha già fatto richiesta di finanziamenti alla Comunità Europea. Ciò significa che la SNAM, nei suoi depliants, promette le Terme con i soldi della CEE, ma soprattutto che noi potremo avere le Terme anche senza il Terminal. Interessante vero?

Per quel che riguarda il porto, si hanno ulteriori conferme all’azione di interdizione causata dalla presenza delle metaniere, rendendo ridicola l’illusione di un rilancio dello stesso. II sistema VTS, lungi dall’essere un regalo, è semplicemente indispensabile in presenza di traffico di metaniere. Vi ricordiamo che tali navi rientrano nella categoria C di pericolosità, la stessa di navi ad energia nucleare.

Ultime dalla città: ci sono ancora molte persone che non sanno nulla del Terminale SNAM e manifestano un allarmante stupore quando sentono di cosa si tratta. Ciò significa che parte dei nostri sforzi è andata sprecata, nel contempo però ci è di conforto vedere come anche gli sforzi della SNAM di propagandare il suo mega-stupro sono caduti nel vuoto. Nel complesso a pensarci bene è naturale che vi sia una grossa fascia di persone non al corrente della situazione che alla SNAM definiscono “indecisi”. Considerata la martellante presenza di sondaggi telefonici e di lussuosi stampati SNAM che, quotidianamente, cercano di penetrare nelle nostre case, il grado di insofferenza comunque si fa sensibile e ci rendiamo conto che di questa, anche se non ne siamo certo responsabili, possiamo pagare le spese anche noi che da quasi un anno cerchiamo di combattere contro questa irreversibile lesione alla nostra città.
L’appello che vi rivolgiamo è questo:
PARLATE, PARLATE, con tutte le persone che conoscete. Spiegate, a chi non lo sa, cosa sarebbe il Terminale metanifero. Dite loro che lo stesso CHICCO TESTA, Presidente dell’ENEL, parlando a proposito dei posti di lavoro a Montalto di Castro ha affermato: “II gassificatore non avrebbe comunque risolto i problemi occupazionali dei 1500 lavoratori di Montalto. I nuovi 5-600 posti avrebbero avuto una durata limitata e poi il problema si sarebbe riproposto…..” (da “I1 Sole 240re” 18.07.96). Ora noi ci chiediamo: Come mai a Monfalcone il Terminal porterebbe posti di lavoro e a Montalto no? Quando diciamo che il Terminal non porterà posti di lavoro non sono Cose che ci inventiamo. Ci sono ben altri inventori professionisti in azione in città che cercano, di vendere sassi spacciandoli per oro.
Certo qualcuno si premurerà di far rettificare al bravo TESTA le sue affermazioni che tanto imbarazzo devono suscitare nel Grande alleato SNAM, soprattutto ora che noi lo facciamo rilevare. Bè, che ci volete fare, è il destino nostro ormai quello di fornire indirettamente indicazioni alla SNAM su cosa promettere e cosa dire.
Però stavolta sarà difficile non vi pare?

Tratto dal volantino del Comitato NO Terminal realizzato grazie al contributo volontario dei cittadini monfalconesi.

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Pubblicato in Attivismo da swampthing | (Letto 1528 volte)

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3 Commenti a “Terminali metaniferi e rigassificatori”

  • 3
    Sermau scrive:

    utilissimo

  • 2
    marchwind scrive:

    Ho sentinto parlare di qualcosa simile che vogliono fare a largo del porto di Livorno…..

  • 1
    utente verificato calogero scrive:

    Io non ho nulla contro i rigassificatori, o meglio nulla piu’ che contro ogni schifezza che inquini o deturpi l’ambiente. Nel caso di Monfalcone il problema era la localizzazione dell’impianto sita a tre chilometri in linea d’aria dalla piazza del centro cittadino (una follia), nonche’ la morfologia del golfo che diventava strettino per le mega metaniere, anche considerando il normale traffico del porto di Monfalcone.
    Eppoi mi puzzava tantissimo che la Snam volesse coprirci di regali: se una cosa ti conviene non servono!
    Al rferendum votai NO! of course

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