L’ottuso controllore multimediale
19 Settembre 2006 alle 12:40
Microsoft annuncia l’arrivo di Zune, un lettore portatile in grado di riprodurre musica, video, immagini e di condividere file con altre persone attraverso una connessione wireless.
Molti lo considerano l’anti iPod, ma…
Quando un file viene trasmesso da uno Zune all’altro viene applicato il DRM (Digital Right Management). Ciò significa che un file (video, brano musicale,…) può essere ascoltato o copiato per un numero limitato di volte oppure ascoltato per pochi giorni. Poi basta.
Questa restrizione viene applicata anche per i file coperti dalla licenza Creative Commons, che può fornire ben altre (più allargate) modalità di fruizione delle opere. In pratica, se creo un brano musicale e decido di renderlo fruibile a chiunque con una licenza Creative Commons, non mi conviene condividerlo con Zune perché quest’ultimo ne limita l’utilizzo secondo le regole del DRM.
A questo proposito i creatori delle Creative Commons stanno accusando Microsoft di violare con Zune la loro licenza (e la nostra libertà, aggiungo io).
Su Zuneinsider, il blog di un dipendente di Microsoft che sta lavorando al progetto Zune, si spiega che attualmente non c’è nessun modo per capire se un file che si sta trasmettendo è coperto da copyright (e quindi soggetto a DRM) oppure no. Per questo viene applicata senza discriminazione la restrizione degli utilizzi limitati.
Peccato che questo non sia del tutto vero. Come fanno notare su Boing Boing, le licenze Creative Commons sono “machine-readable” e quindi teoricamente riconoscibili dal lettore Microsoft.
Possibile che un colosso multinazionale come Microsoft non riesca a pagare un esperto del settore per creare un lettore multimediale che non limiti la libertà delle persone?
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