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Articolo 32 della Finanziaria 2006 e libertà d’informazione

7 Ottobre 2006 alle 15:26
swampthing

UPDATE: le cose non sono come sembrano a prima vista… alle volte capita di prendere un granchio, c’ho pure un ginocchio gonfio perché sono ruzzolato per terra… :wink:
Dopo aver letto l’articolo di TerzoOcchio e di Loud, sono più tranquillo.

OLD:
Questo governo comincia a starmi sulle palle. Mentre Zapatero ha tagliato l’iva su libri e cd, noi facciamo pagare la tassa sulle rassegne stampa.

All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: “I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29

Certo che nell’era delle Creative Commons e dell’Open Source, questa legge si volge proprio nel senso opposto. :shootme:

La formulazione precedente era:

“gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l’utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell’autore, se riportato”.

Non basta bloccare questa legge, voglio la testa dell’imbecille che l’ha proposta.
Questo blog, per esempio, si occupa al 90% di commentare le notizie del giorno…

Qui c’è la petizione da firmare.
Ne stanno parlando su Bloggoverno, Capemaster, d4rkcloud, wittgenstein, Punto Informatico, Mantellini

Andate e firmate.

ps. interessante articolo su terzoocchio, dà una ridimensionata alla faccenda.

Pubblicato in Internet e tecnologia, Politica da swampthing | (Letto 1029 volte)

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9 Commenti a “Articolo 32 della Finanziaria 2006 e libertà d’informazione”

  • 9
    Loud scrive:

    E c’è di piu, come ho aggiunto tra i commenti sul mio blog :)

    Roberto Giachetti (deputato parlamentare) ha portato questa questione unitamente al Copyleft alla Commissione cultura e gli emendamenti sono già cominciati. Ora dobbiamo attendere l’esito del dibattito e veder che salta fuori…

    Cito un testo tratto da Il Manifesto, visto su megachip.info grazie a un nuovo post di SKA:

    L’ambiguità minacciosa del legalese dispiega tutta la sua potenza: si parla di riproduzione di articoli, anche «parziale», effettuata con «qualsiasi mezzo». Si tratta dunque di un’odiosa gabella sul pane quotidiano della blogosfera, ovvero sulla possibilità di riprodurre (in parte) e di citare articoli giornalistici per poi commentarli, o anche solo a titolo informativo? E’ la fine dell’intensa conversazione online, costituita da rimandi, citazioni, e anche da un po’ di spregiudicato copia-e-incolla? I blogger si agitano, mentre fioriscono le interpretazioni giuridiche. Riccardo Franco Levi, ispiratore della modifica nonché sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, getta un po’ di luce sulla materia precisando che si tratterebbe di «una base giuridica per la riscossione dei diritti d’autore sulle rassegne stampa». Insomma, un modo per regolare meglio l’attività di chi fotocopia articoli per usi commerciali (come i service che realizzano appunto delle rassegne) o la pratica di alcune testate di ripubblicare articoli altrui. Una questione tra editori, dunque, o poco più.
    (di Carola Frediani, da il Manifesto)

    Quindi dico: Meglio così! Significa l’interpretazione assunta è giusta, anche a dire del suo fautore :-)

    Ciao
    Luca

  • 8
    Endriu scrive:

    Di fatto imbavaglia tutto il fermento di “opinionisti liberi minori” che sono in gran parte blogger. Tanto non hanno ragione di preoccuparsi dei giornali, visto che sono gestiti dai politici, ma riportare un articolo di un quotidiano può essere arma mortale in mano ad un intelligente blogger!
    Siamo di nuovo alla carboneria!

  • 7
    Blublog » Blog Archive » La paura dei blogger si nasconde dietro l’art.32 scrive:

    […] In questi giorni girano per la rete voci che non permeterebbero più la “riproduzione” di articoli di riviste e giornali, questo caos è dovuto alla poca chiarezza sull’art.32 della nuova legge finanziaria che riguarda il diritto d’autore. Da quanto leggo nel BlogGoverno la modifica che verrà apportata non toccherà i blogger ma solo gli editori che avranno scopi commerciali. All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: «I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui al cornma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29». In realtà da quanto si può leggere sotto non riguarda i blogger (art. 70): 1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purchè non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali. 3. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta. Il pensiero per ora non ce l’hanno ancora tolto (art.21 della Costituzione)! […]

  • 6
    utente verificato swampthing scrive:

    grazie Loud. dopo una prima veloce occhiata al decreto legge, leggendo Terzoochio mi sono accorto che non è come sembra, il tuo articolo è la conferma.

  • 5
    Loud scrive:

    i chiarimenti li trovi sul mio blog o sul bloggoverno, ciao.

  • 4
    Loud scrive:

    Non è cosi. La norma non interessa i blogger tra i soggetti passivi, ma gli editori nell’ambito della loro attività commerciale e degli accordi per i compensi di citazione, prima regolamentati con diritto privato a cui ora si aggiunge l’obbligo (forse per fini fiscali, forse per tutela dell’attività).
    L’articolo 70 rimane invariato e libera i blogger nella loro attività di critica politica, saggistica, satirica o ai fini di mera opinione libero o insegnamento.
    L’art. 65 è modificato al primo comma che riguarda i soggetti operanti a “scopo commerciale”.

  • 3
    marchwind scrive:

    Certo che è grave- a parte il fatto che dobbiamo stare attenti, perché un bel giorno qualcuno si sveglierà e deciderà di farci pagare per usare l’internet( e non sto parlando della bolletta del telefono). La proposta è già nell’aria….. :evil:

  • 2
    Naufraghi scrive:

    È vero, facciamo un muro dell’infamia!!
    Negli ultimi mesi si dovremmo mettere:

    * L’autore della legge sull’indulto
    * Il genio che ha messo i CAP in vendita (e qui il CDA è in bella vista sul sito)
    * Ed adesso il simpaticone che vuole tassare le rassegne stampa!!

    Ma dove siamo!! Prima ci fanno votare la “bandiera” e poi con quella ci coprono le peggio infamie?

  • 1
    { capemaster } » blog » Andiamo bene andiamo… scrive:

    […] UPDATE: ne stanno parlando oltre a Carmelo: LibertyFirst, Camelot, Luca Sofri, Samuele Silva, Maxime, Vale, SKA, Terrorpilot, … Tags: finanziaria, citazioni, proprietà intellettuale, ma che caspita fate? […]

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