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Pansa contestato

17 Ottobre 2006 alle 13:15
swampthing

Sono contento di quanto è avvenuto. Perché indica di quale carica d’odio sia intrisa la vita pubblica italiana, e quanti pregiudizi ideologici facciano velo al dibattito libero sulla storia. L’importante è comportarsi come abbiamo fatto noi stasera: restare calmi, non lasciarci intimidire, e rendere ognuno libero di esprimere la sua opinione. Loro, e noi.

Pansa, il revisionista, risponde così alle contestazioni di un gruppo di giovani dei centri sociali, che hanno interrotto la sua conferenza a Reggio Emilia. Una contestazione dura, quanto inevitabile. Pansa esordisce così: (al termine della presentazione del suo penultimo libro) «Si alzò un signore sulla sessantina e disse: “Io non mi sento un cittadino di serie A. Sono solo un cittadino di serie B. Perché da sessant’anni cerco le ossa di mio padre, e non le ho ancora trovate». Cerca meglio, avrei risposto io. Ma i contestatori hanno preferito dare una risposta più diretta: «Io sono un cittadino di serie A, e lei ha scritto un libro infame per fare soldi sulle spalle della Resistenza! ». Seguono cori, bandiere, striscioni, insulti, urla, secondo il Corriere.
Risultato: pubblicità gratuita al libro di Pansa e vendite che schizzano alle stelle. Bah.

Pubblicato in Politica, Fascismo arretrato da swampthing | (Letto 492 volte)

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19 Commenti a “Pansa contestato”

  • 19
    spartaco scrive:

    A Auliu…vattelapesca che scrive:
    “La seconda è che la gente “veramente” (notare le virgolette) di sinistra, “veramente” laica, “veramente” tollerante …(omissis)…è stanca dei centri sociali, dei comunisti da età puberale perenne, della violenza verbale e fisica, del ricorso agli abusati concetti di oligarchia-grandefratello-dittatura della maggioranza”.
    Il vero problema è qui. Forse lei stanco ci è nato, per cui non ha dalla sua nemmeno l’attenuante di esser stato preso per stanchezza, di aver abbandonato dopo tentativi e sforzi vanificati da un sistema più potente, convinto oramai di impegnarsi in una impari lotta. Non può però non pensare a chi diversamente da lei e da altri come lei non si è stancato ed ha pagato anche per lei il prezzo per l’esistenza di una sinistra. Gente che lei bolla come “leccatori continui”.
    Per non parlare della laicità, dei cui martiri è piena la storia. Il vero bacchettone è lei: si crogiola ed autocontempla nella sua “tolleranza” e “non violenza” e chiude gli occhi di fronte allo squallore e la miseria che le si consumano a poca distanza. Come un bacchettone, che tiene separati i comportamenti pratici dalle impostazioni di pensiero, si autoassolve. Sempre a somiglianza di un bacchettone, è pronto a censurare chi vuol mettere il naso nel suo messale, parlando di …abusati concetti di oligarchia etc. Per lei sono scritti in latino, che è la sua lingua, per cui le appartengono di diritto. Non è dato ad altri di entrarvi, perchè quando ci entrano, fanno casino. Sono cose troppo grandi per loro. Le lasciassero a lei e ad altri come lei, che sanno bene come tenerli sottochiave e usarli alla bisogna.Non perda dunque il suo tempo con me. Da Custode del Tempio qual’è, pensi a tener riservato il suo Graal. La povera gente non ne ha bisogno. Sa come muoversi. L’ha sempre fatto nella storia, lo farà anche adesso.

  • 18
    utente verificato calogero scrive:

    Carisssimo signor Spartaco,
    le avevo messo il link dell’articolo 21 affinche’ lei potesse leggerlo e capire meglio il senso delle mie parole in modo da non travisarle e da capire che la liberta’ di espressione e’ cosa seria e fondamentale per le nostre esistenze. Chi la nega o la vuole impedire agli altri e’ un fascista. punto. Sei poi il fascista quel giorno era vestito di rosso era un fascista rosso. Sono i comportamenti che ci qualificano non i simboli e le magliette del Che. Suvvia signor Spartaco non e’ cosi’ difficile da capire.
    Concordo invece sulla sua interpretazione dell’articolo Uno, se repubblica e’ fondata sul lavoro chi non ha lavoro e’ senza repubblica e costituzione.

    PS sono un lavoratore anch’io.

  • 17
    spartaco scrive:

    A CALOGERO CHE SCRIVE:
    “Si parla di una cosa diversa che questo nostro brutto stato cattivo con le classi e gli sfruttati garantisce a tutti per costituzione, materiale e non solo formale”.
    Questa è una contraddizione: un brutto stato cattivo con le classi e gli sfruttati non può garantire nulla, per definizione.
    A meno che il brutto e cattivo non sia detto in senso ironico, volendo con ciò affermare il contrario.
    Per cui si giunge a una prima conclusione: per Calogero una stato con sfruttati e sfruttatori non è nè brutto, nè cattivo.
    La seconda conclusione è che per Calogero basta scrivere qualcosa su un pezzo di carta perchè quella cosa si materializzi. Per cui la nostra costituzione avrebbe rispetto alle altre una prerogativa che mai nessuno si è sognato di imputarle, a cominciare da quelli che l’hanno creata: cioè di garantire automaticamente sul piano materiale i suoi contenuti formali.
    A meno che per Calogero il garante di questa materializzazione non sia lo stato:
    che, essendo una entità astratta non è in grado di per sè di garantire assolutamente nulla. Chi garantisce o meno qualcosa sono gli uomini che detengono il potere, e lo fanno secondo i loro interessi.
    Per quanto riguarda l’articolo 21, devo ammettere di non conoscerlo. Ma non per distrazione, come dice Calogero. Il problema è che mi sono inceppato sull’articolo 1 e non riesco ad andare avanti.
    Sto cercando disperatamente l’evidenza di questa cosa del lavoro come fondamento della repubblica e non riesco a trovarla. Ad esempio davanti ai cancelli dela Ixfin, dove 950 prsone e relative famiglie sono state buttate sul lastrico nell’indifferenza generale. Hanno perso il lavoro. Come a dire sono rimasti senza Costituzione. A proposito, signor Calogero, la invito là fuori, a parlare con i lavoratori. Non si preoccupi: non mordono. In ogni caso io la proteggerò, perchè sono uno di loro. Al massimo potrà beccarsi una sputazzata nell’ occhio, ma potrà sempre consolarsi del fatto che poteva succederle di peggio.

  • 16
    auliulilèmtulilemblemblù scrive:

    :bla: caro spartaco… lei (mi pare di capire) divide il mondo in rossi, neri e cacarella lasciando intendere (sempre se la vista e il comprendonio non mi ingannano) già con lo stesso uso di categorie cromatico-esistenziali così grezze che persino l’essere neri (cioè fascisti) sia più dignitoso dell’essere dei moderati di sinistra (probabilmente per la presenza, nell’idea fascista, di una matrice socialista-eversivo/rivoluzionaria che lei nei partiti di stampo laburista-socialdemocratico vede ormai del tutto o quasi del tutto estinta) Tuttavia lei (sempre salva una mia eventuale dislessia) afferma di non sentirsela di fare codesta famosa rivoluzione, al pari del signor Calogero (e forse, preciserei io, più che altro al pari di tanti incendiari e lottatori continui che l’hanno preceduta che non hanno esitato, al momento del bilancio*, a diventare pompieri e leccatori continui).
    Devo quindi ritenere che lei (in quanto persona di sinistra non realmente rivoluzionaria) vada collocato (per la stessa definizione da lei fornita) tra i “cacarella” cioè (sempre stando alla sua nomenclatura) tra i rifiuti più immondi dell’umanità? Ho paura di sì…. ho paura che le sue stesse parole la inchiodino.
    Da parte mia, io sarei tentato di venire in suo soccorso ricordandole che dopotutto “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Ma non mi pare opportuno sprecare per un bacchettone trinciagiudizi della sua risma le parole del vate Fabrizio.
    Due sole cose sono sicure: una è che le tesi contenute nei libri si possono e si devono leggere, commentare, criticare e confutare (anche… perché no?) con altre tesi ed altri libri. La seconda è che la gente “veramente” (notare le virgolette) di sinistra, “veramente” laica, “veramente” tollerante e democratica è stanca dei centri sociali, dei comunisti da età puberale perenne, della violenza verbale e fisica, del ricorso agli abusati concetti di oligarchia-grandefratello-dittatura della maggioranza (che sono concetti troppo grandi per fare da foglia di fico ai piccoli attributi morali e culturali di certi avanzi di balera).

    Non so se abbia ragione Pansa… non ho letto il suo libro (e nemmeno so se lo leggerò).
    Di sicuro aveva ragione Pasolini.

    In simpatia.

    *spesso più economico che esistenziale

  • 15
    Diego scrive:

    Caro spartaco sul fatto che io sia solo non ne sarei molto convinto!Ma stai parlando di socialismo o di comunismo?Ti consiglio di dividere le questioni perchè dal socialismo è nato anche il fascismo….
    Comunque hai proprio centrato il punto esatto del discorso ma non ti sei posto la domanda giusta…Perchè i russi sono scappati per venire qui per farsi “sfruttare”?Non è questo il frutto di tanti anni di regime comunista?E’ vero che erano una potenza,ma è anche vero che quella ricchezza era suddivisa per pochi intimi al cremlino mentre per gli altri patate e vodka!
    E poi sei proprio sicuro che quel regime premiasse i meriti degli individui senza guardare alla classe sociale,senza sfruttati e sfruttatori?Posso dimostrare tranquillamente il contrario…
    Bella utopia un paese dove non si lavora,però al tempo stesso si ha un tetto sotto il quale dormire,un pasto caldo 3 volte al giorno e magari anche cure mediche!
    Chiaro che se per te essere sfruttato significa lavorare sotto salario,coseguendo oltre al “disprezzato” stipendio anche una quantità innumerevole di diritti e di agevolazioni i discorsi cadono tutti!
    Voi volete tutto senza dare niente,io invece credo che il lavoro sia alla base di una società forte e che contribuisca alla grandezza di una nazione oltre che al benessere dei suoi abitanti!
    Ah tranquillo che,pur dopo 8 ore di lavoro i piatti ed il parebrezza della macchina me li lavo da solo….

  • 14
    Diego scrive:

    sinceramente swampthing di libri neri ne ho letti fin troppi sia da una parte che dall’altra,ma non sicuramente su “consiglio del nano piduista”!Non sono qui a difendere nessun sistema o ideologia,sto semplicemente cercando di essere obbiettivo e credimi che l’obbiettività è la chiave per raggiungere quelle verità storiche che ancora vengono volutamente taciute!
    Ed il fatto che il capitalismo abbia fatto più morti o meno del comunismo/nazismo etc non deve essere usato come pretesto per avere ragione dove la ragione non c’è….credo solo che l’unica ideologia importante veramente sia la vita umana!

  • 13
    utente verificato calogero scrive:

    Egregio signor Spartaco,

    potrebbe anche essere che il suo ritrattino mi calzi a pennello, forse si forse no. Non importa.
    Vede forse lei ha fatto un po’ di confusione perche’ qui non si parla di economia, classi, sfruttati, e sfruttatori. Si parla di una cosa diversa che questo nostro brutto stato cattivo con le classi e gli sfruttati garantisce a tutti per costituzione, materiale e non solo formale.
    Il fascismo, caro signor Spartaco, e’ metodo, non e’ un colore come pensa lei. Potevano anche vestirsi di viola i signori, io li avrei riconosciuti lo stesso!

    per essere piu’ chiari, un link di un sito che lei frequenta… distrattamente a parer mio. Saluti.

    http://blog.terrorpilot.com/articolo-21/

  • 12
    utente verificato FrankL-ar scrive:

    @ swamp
    non guardo Striscia di solito, ma la TV a quell’ora è accesa e capita che ci casca l’occhio… ;)

    x spartaco l’ennesimo :allah: :allah:

    è vero, il regime sovietico ha prodotto milioni di morti, ma io son di quelli che avrebbero preferito che Gorbaciov rimanesse in sella e completasse le sue riforme. Il popolo invece ha preferito fuggire verso in neon e la baldoria occidentale, immaginandosi chissà cosa… e anche stasera le strade saranno piene di prostitute ucraine, e domani chissà quante badanti moldave cambieranno il pannolone ad una nostra vecchia connazionale, mentre al confine tra la Transdniestria e la Russia procederà florido come al solito il traffico di ogni tipo di sostanza stupefacente…

  • 11
    spartaco scrive:

    A DIEGO CHE SCRIVE:
    “…forse un viaggetto in russia per osservare la ricchezza del postcomunismo serebbe una buona illuminazione…”
    Caro Diego,
    ma perchè dovremmo andare noi in Russia se i russi sono qui?
    Li incontri ogni mattina; sono quelli che ti lavano il parabrezza della macchina, mentre le mogli sciacquano i piatti nella tua cucina, sollevando te e la tua consorte da una incombenza fastidiosa! Sono quelli che sono stati costretti a scappare dal loro paese perchè i mafiosi li taglieggiavano e si erano stancati di mangiare le patate coltivate di nascosto nei giardini pubblici. Sono tecnici, ingegneri, professori diventati tali grazie a un sistema che premiava il merito a prescindere dalla razza e dalla provenienza. Di Ceceni, Moldavi, Ingusci, Caucasici, Baltici, Kirghisi, Armeni, Ucraini, si parla adesso. Prima esistevano i Sovietici, che fucilavano i mafiosi, che mandavano l’uomo nello spazio umiliando gli americani, che mandavano la donna nello spazio (Valentina Tereskova) umiliandoli ancora di più. Quegli stessi che fermavano Mac Arthur in Corea, infliggendo con i loro Mig 15 batoste memorabili agli F 86 USAF, che facevano desistere i francesi di Guy Mollet dall’appropriazione indebita e neo-colonialista del Canale di Suez, che aiutavano Castro a Cuba contro il ritorno del feroce e sanguinario Batista, che consentivano ai Vietcong di arrivare alla vittoria contro il più potente degli eserciti del mondo.
    Caro Diego, sei solo! Persino il più grande detrattore di quel regime, Karol Wojtila, ha dovuto ammettere fra i denti, in una delle sue ultime encicliche (forse per spianarsi la strada al purgatorio) che se il socialismo è stato sconfitto, non sono però state risolte le istanze di giustizia e di eguaglianza da cui il socialismo si era generato.

  • 10
    utente verificato er mahico scrive:

    per me sono stati troppo buoni i contestatori.
    :star:

  • 9
    utente verificato swampthing scrive:

    si ho capito. sei uno che, come consiglia il nano piduista, tiene il Libro nero del comunismo accanto alla bibbia sul comodino. :no:

    E il capitalimo? quanti morti ha fatto?
    molti di più…

  • 8
    Diego scrive:

    Accetto il suggerimento anche se non ne avevo bisogno!Quello che volevo dire era che forse un viaggetto in russia per osservare la ricchezza del postcomunismo serebbe una buona illuminazione per molte menti!!Sinceramente la falce e martello ed altri simboli che ostentano tutt’oggi con orgoglio un grande ammasso di ignoranti senza cultura storica,ha sulle proprie spalle ed ha causato almeno lo stesso numero di morti innocenti che ha provocato il nazismo…ma purtroppo questo non conta!!

  • 7
    utente verificato swampthing scrive:

    Vorrei aggiornarti, Diego: in Russia non ci sono più i comunisti.

    Frank, ma guardi striscia la notizia? lì l’unica cosa che striscia sono i conduttori… :vomit2:

    Il gesto dei “giovani dei centri sociali” non posso condannarlo. Per un semplice motivo: se avessero voluto contestare civilmente Pansa, non avrebbero avuto alcuno spazio. Quindi se lo sono preso. Facendosi strumentalizzare, come al solito.. purtroppo.

  • 6
    Diego scrive:

    Datemi solo una motivazione per la quale il libro di pansa sia una bufala!
    Voi c’eravate?Siete convinti di quello che vi hanno raccontato fino ad oggi? E poi se vi degnavate almeno prima di criticarlo di leggerlo vi rendevate conto che non parla affatto male della resistenza,il problema è che voi confondete la resistenza con la rivoluzione rossa avvenuta in quel periodo,atta ad instaurare un governo di stampo staliniano in italia!!!
    E allora dico col cuore a questi cazzo di centri sociali:MA ANDATEVENE IN RUSSIA E NON ROMPETE I COGLIONI ALLA GENTE CHE CON I REGIMI NON VUOLE AVERE NIENTE A CHE FARE!!!!

  • 5
    utente verificato FrankL-ar scrive:

    E’ interessante notare come i giovani dei centri sociali, considerati il male assoluto durante i governi di centrodestra, adesso vengano coccolati dalle televisioni.

    Ieri a Striscia la Notizia ( con gli ascolti che fa ) è stato dato ampio risalto alle contestazioni contro Veltroni a Roma… ma tu guarda che strano…

  • 4
    spartaco scrive:

    Gentile signor Calogero,
    si vede che lei è una persona perbene. Come i suoi simili, è perfettamente integrato nel sistema. La sua coscienza è però pulita, perchè lei sta a sinistra.
    Per lei è tanto,perchè significa che non è nè berlusconiano, nè fascista. E’ un socialdemocratico o un socialista riformista. Perciò non è un comunista.
    Il fatto che lei non sia un comunista la porta ad avere una visione del mondo che si basa su alcuni elementi fondamentali, che sono i seguenti:
    a) il liberismo economico, con la conseguente suddivisione della società in classi e l’esistenza dei ricchi e dei poveri. Per lei, che è di sinistra, è comunque una cosa esecrabile. Però non si spinge oltre l’esecrazione, convinto come è che questo sia il migliore dei mondi possibili;
    b)la democrazia, intesa primieramente come libertà di pensiero e di espressione.
    Si dà il caso, signor Calogero, che esistono ancora i comunisti. Sono quelli che dicono che la cultura dominante è la cultura della classe dominante e che non c’è democrazia in un sistema di sfruttati e sfruttatori. E che non c’è altro rimedio se non la violenza per rovesciare situazioni di questo tipo.
    Lei non se la sente, vero sig. Calogero?
    Nemmeno io me la sento.
    Però non arrivo a disconoscere i comunisti. o almeno non ad offenderli, come fa lei, definendoli “fascisti rossi”. Il rosso lasciamoglielo ai rossi che ancora esistono.
    Gli altri, se non sono neri e non son rossi, possono sempre consolarsi di esser gialli della “cacarella” .

  • 3
    utente verificato calogero scrive:

    io le immagini non le ho viste, pero’ come ho scritto nel post, se le sue tesi sono ridicole si coprira’ di ridicolo.

  • 2
    utente verificato swampthing scrive:

    quello che da fastidio non è il libro in se stesso, ma il fatto che Pansa si proclami di sinistra e poi racconti delle storie discutibili e lacrimevoli, scritte per gettare discredito sulla Resistenza. Non per nulla alle sue conferenze ci sono sempre esponenti di destra, che non vede l’ora di avere del materiale per gettare fango sulla sinistra. Non vedo perché Pansa debba essere preso sul serio, visto che i maggiori storici hanno descritto il periodo in maniera diversa.
    La storia del padre e dei ciocolattini lasciamola a Studio Aperto e altri programmi spazzatura di questo genere.

    cmq ho visto le immagini del parapiglia alla TV e i giovani dei centri sociali, più che aggredire, sono stati aggrediti… dai partigiani secondo il TG, ma io non ne sarei così sicuro..

  • 1
    utente verificato calogero scrive:

    Se Pansa vende piu’ copie del suo libro fa piu’ soldi e ci sono piu’ libri in giro che dicono una verita’ che non ti piace. I centri sociali abbondano di geni!! :bigballs: :bigballs: :bigballs:

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