L’ora è giunta
28 Ottobre 2006 alle 11:28
“Ciò che è razionale è reale, ciò che è reale è razionale”
(Hegel)
Sarà la ricorrenza pagana di Halloween, coincidente manco a dirlo con quella cattolica dei Santi, che mi spinge pietosamente a pensare al morto prossimo venturo, il capitalismo. Veramente non è morto ancora, ma morirà fra poco. Gliel’ha detto persino il prete che si è candidato a dargli l’estrema unzione, di sua iniziativa, per mettersi a posto la coscienza, dopo aver mangiato alla stessa tavola.
E che prete!
Nientemeno che Giovanni Paolo II, il tanto osannato Wojtyla, per intenderci.
Il quale , nell’enciclica “Centesimus annus” (1991), scrive:
“Nonostante i grandi mutamenti avvenuti nelle società più avanzate, le carenze umane del capitalismo, col conseguente dominio delle cose sugli uomini, sono tutt’altro che scomparse; anzi, per i poveri alla mancanza di beni materiali si è aggiunta quella del sapere e della conoscenza, che impedisce loro di uscire dallo stato di umiliante subordinazione”.
E aggiunge:
“ Coloro che non riescono a tenersi al passo con i tempi (nei Paesi sviluppati-ndr) possono facilmente essere emarginati; insieme con essi lo sono gli anziani, i giovani incapaci di ben inserirsi nella vita sociale e, in genere, i soggetti più deboli e il cosiddetto Quarto Mondo. Anche la situazione della donna in queste condizioni è tutt’altro che facile”
E conclude:
“…è inaccettabile l’affermazione che la sconfitta del cosiddetto «socialismo reale» lasci il capitalismo come unico modello di organizzazione economica. Occorre rompere le barriere e i monopoli che lasciano tanti popoli ai margini dello sviluppo, assicurare a tutti — individui e Nazioni — le condizioni di base, che consentano di partecipare allo sviluppo”.
Il capitalismo dunque è uno zombi, un cadavere ambulante. Ciò che è razionale è reale…
Il capitalismo, essendo inadeguato (lo dice persino un papa) non ha alcuna razionalità in senso storico. Non è reale. E’ pura apparenza. Un ectoplasma. Ma lo vedete Bush, che ne rappresenta l’ultima espressione? Assomiglia a Nerone, che suona la cetra mentre Roma brucia. Meglio a Mazzarò, lo spilorcio usuraio di Verga che sentendo la morte vicina prende a bastonate le sue galline gridando:” Roba mia, vientene con me!”
Pubblicato in Ottimismo da Spartaco | (Letto 377 volte)
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