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Il “sacco” di Napoli

4 Novembre 2006 alle 01:19
Spartaco

Di fronte a quello che sta succedendo viene legittima una domanda: ma Napoli così ci è o ci è diventata?

Secondo Calderoli ci è. E a pensarla in questa maniera non è solo lui.

La lega non sarebbe un problema se fosse fatta solo da Bossi e Calderoli. Ci sono molti altri che la pensano allo stesso modo. Un po’ come il nazismo: oltre Hitler molti altri erano nazisti.Anzi alcuni lo erano ancora di più: un famigerato SS che si chiamava Heydrich fece schedare tutta la popolazione tedesca, in funzione razziale, senza risparmiare nessuno, nemmeno Hitler.

Tornando a Napoli, non si può dire che sia stata sempre così. Non avrebbe espresso le cose positive che ha espresso. Federico II volle qui la sua Università, la prima Statale della storia, “a Napoli, città amenissima…. dove i costumi sono per tutti benevoli”, come fece scrivere nell’Editto di fondazione del 1224.

L’illuminismo qui era di casa. Giambattista Vico era napoletano e napoletano era Carlo Pisacane, l’unico grande socialista del risorgimento italiano.

Dal punto di vista industriale Napoli ha fatto la sua parte, esprimendo lavoratori che hanno formato una classe cosciente e combattiva.

E’ vero, Napoli ha sempre avuto un sottoproletariato urbano particolarmente “appariscente”. Ma sotto tale profilo non è più di Roma, che la suburra la conosce dal tempo dei Cesari .

Dunque Napoli com’è oggi ci è diventata, o meglio, ce l’hanno fatta diventare.

I responsabili sembrano apparentemente soggetti diversi: in realtà sono tutti collegati tra di loro dalla logica del potere e della malversazione, secondo una continuità storica che forse ha eguali solo nel sudamerica.

Primi fra tutti gli americani: con la loro occupazione portarono nella città,stremata dalla guerra e dall’ignavia fascista, il vizio e la corruzione: prostituzione, contrabbando e la filosofia del facile arricchimento, come hanno fatto dappertutto, a Saigon, a Bangkock e in casa loro.

Non a caso la fortuna di Lauro,” il comandante”, comincia in quel periodo. Prende dagli americani le liberty e mette su una flotta di carrette del mare per alimentare i suoi traffici.

Sotto il simbolo di stella e corona (partito monarchico) e gli auspici dei Savoia (quegli stessi di oggi) inaugura la prassi del voto di scambio: il voto per una scarpa, l’altra scarpa dopo le votazioni, se il risultato è andato a buon fine. Erano gli anni del sacco di Napoli, quando la vecchia guardia laurista passa la mano alla novella Destra, il Centro di Antonio Segni. E’ la Democrazia cristiana, quella dei dorotei, dei Gava padre e figlio, Silvio e Antonio, gente senza scrupoli, che all’ombra dello scudocrociato non ha esitato ad allearsi con la delinquenza comune pur di mantenere saldo il potere; inquinando con pratiche sciagurate tutto quello che c’era da inquinare: la politica, la scuola, il lavoro.E arriviamo così ai giorni nostri.

Nessuno ha pagato. Nessuna forca è stata eretta in piazza Mercato, luogo storico delle esecuzioni borboniche. In compenso i democristiani si sono dispersi. Alcuni sono andati a destra, altri a sinistra, alcuni al governo, altri all’opposizione. La diaspora della DC. O la sua metastasi. I dorotei ci sono ancora, come i morotei, i basisti, i forzanovisti, gli avellinesi di De Mita , i beneventani di Mastella, i fanfaniani, gli andreottiani e i cutoliani.

Pubblicato in Politica, Povera Italia da Spartaco | (Letto 771 volte)

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32 Commenti a “Il “sacco” di Napoli”

Pagine: [2] 1 »

  • 32
    massimino68 scrive:

    @Spartaco.IL 68 e’ li perche sono nato in quell’anno,certo poi il 69… Spartaco ognuno ha le sue idee,e vanno rispettate, e io sicuramente rispetto le tue(possiamo sicuramente darci del tu immagino), la storia del tema era forte,e la russia era davvero una grande,le idee erano giuste,ma secondo me erano i vertici(sicuramente non tutti) che erano sbagliati.Per quanto riguarda il baffo,in quel periodo c’era almeno un altro che li portava,io non so se si somigliavano, ma non mi sono mai piaciuti.No si elimina la gente che non la pensa come te,e loro lo facevano.Poi ti ripeto ognuno a le sue idee,pero’ quando sentiamo persone che dicono ah mussolini si che era un grande,bisogna spiegarli che non era affatto cosi,ed e’ meglio che persone come lui,non prendano mai il potere.Forse mi sono dilungato,e spero di non aver offeso nessuno. Un saluto.

  • 31
    utente verificato calogero scrive:

    @spartaco
    mens sana in corpore sano… dopo te la spiego :mrgreen:
    e molla lo strega che fa male. Vai con la birra, ti consiglio la Budeiovcky di Ceske budeiovice! :ok:

  • 30
    spartaco scrive:

    @massimino68
    Curiosità per curiosità: ma ci hai messo il 68 perchè sei nato nel 68 o perchè ti piace il 68? Qualcuno, tranne il mio amico Calogero che è un puro, potrebbe immediatamente postare che è meglio il 69, non per via dell’autunno caldo, ma per quell’altra cosa innominabile.
    Comunque: io la Russia l’ho amata svisceratamente. Appartengo alla categoria di quelli che dicevano “addavenì baffone!”. Il primo libro che ho letto giovincello è stato “Le vie del cosmo”, di Jury Gàgarin, per i tipi degli Editori Riuniti. Fui buttato per questo fuori dal liceo perchè scrissi su un tema che Gagarin era andato su per il cielo e non aveva incontrato Dio. Il preside considerò la cosa molto irriverente , non ho mai capito se verso Dio o il prete che insegnava religione e che per altri versi lo proteggeva.
    Ai mondiali di calcio ho sempre tifato per la Russia nelle partite con l’Italia.
    I russi erano grandi: quel CCCP sulla maglietta lo tengo stampato in mente. E poi quei giocatori, a cominciare da Yashin, un grandissimo portiere : una faccia da contadino con le mani grandi che pigliavano dappertutto le sporche palle dei capitalisti, con noi italiani già mangiati dalla corruzione per cui ci facemmo battere dalla Corea :altro che atomica! Mi ricordo un giocatore coreano che si chiamava Pac Doic che filava come una saetta e rimbambiva Facchetti.
    Dice il TG1 che stiamo ai primi posti nela Hit parade dei corrotti e pare che la colpa sia del pallone. Azz, e questa è la Juventus, con noi meridionali tutti appresso. Grande signora! Grande bagascia, dico io.
    Fa bene Calogero, che se ne va a Barcellona a vedersile partite!

  • 29
    massimino68 scrive:

    @spartaco.Ma ti piace la russia in quanto paese,oppure come idea,come modello di vita che era e,che e’?

  • 28
    spartaco scrive:

    @calogero
    amico mio,
    perchè debbo nascondermi? E poi a te, che del grigiore dell’esistenza hai fatto modello di vita. Ti sono solidale; fin dalla mattina, sono con te quando ti si presenta il primo angoscioso problema: meglio un grappino o un bianchino per affrontare la giornata?
    Penso che tu scelga il bianchino, perchè la grappa non la sopporti. Se ciò ti può consolare,io vado avanti con la strega. Quella di Benevento. Mi ricorda Mastella: come i romani, che quando mangiavano dovevano gurdare scene di morte. Forse per ruttargli contro, alla morte.
    Ti propongo un gemellaggio, per fare pace in nome dell’Italia: grappa e strega. Il tutto con il consenso di Mangiafuoco; sì, quello dei burattini, ammesso che me la faccia passare!
    Wamp=vampa=fiamma=fuoco=mangiafuoco. Mi sa che la peroni, quella della testa, pardon bottiglia vuoto a perdere, mi sta contagiando. Comunque essa è meglio del grappino. E’ meno alcolica. Si dice che dalle parti vostre l’alcool sia una piaga. Maldicenze! E allora la Russia, che è il mio paese preferito, dove vanno a vodka? Perchè, come giustamente tu hai notato, io sono comunista e amo svisceratamente al Russia.
    “Nunc est bibendum”. (Poi quando hai un po’ di tempo ti dirò che significa).Continua dunque, amico mio, nelle tue libagioni e io continuerò nelle mie, se questo può servire a lenire il dolore della NOSTRA condizione.

  • 27
    utente verificato calogero scrive:

    @spartaco lei dice
    “buoni elettori non ci sono se non ci sono buoni politici e viceversa. E’ un cerchio perverso che bisogna spezzare.”
    I suoi ragionamenti sono a livello di “e’ nato prima l’uovo o la gallina?
    e prima,
    “solo qualche fesso qualunquista con l’aggravante del nordista razzista inconscio, tipo…(censura) che se dovesse studiare qualcosa non saprebbe nemmeno da dove cominciare,”

    se ha qualcosa da dire lo dica chiaro e non si nasconda.

  • 26
    spartaco scrive:

    I buoni elettori non ci sono se non ci sono buoni politici e viceversa. E’ un cerchio perverso che bisogna spezzare. Le iniziative economiche che sono state fatte al sud dallo Stato con l’imprenditoria del nord sono servite ad alimentare il sistema clientelare del voto di scambio, aggiungendo danno al danno.
    Il nord industriale ha fallito, perchè è venuto meno allo stesso principio fondamentale del capitalismo, che è la libera iniziativa. Si è agganciato al carro delle elargizioni pubbliche secondo una logica che non ha avuto eguali nemmeno nei paesi del blocco comunista.
    L’anomalia italiana. Il primato imprenditoriale del nord di fatto non esiste, perchè non siamo in grado di competere con nessuno. Se un primato c’è, questo è nella distorsione e mistificazione dei fatti, a cominciare da quelli storici. La smisurata esaltazione dell’esperienza dei Comuni, la battaglia di Legnano, cose che ci hanno insegnato a scuola per portare acqua a un certo mulino.

  • 25
    utente verificato er mahico scrive:

    Forse vado a lavorare a Padova.

    Sinceramente più sento storie del Sud più ho voglia di far cantare i miei botti di fine di anno.
    Ma siccome non mi và di fare sali e scendi dal palazzo di In-giustizia, preferisco levare le tende e andare in luoghi più tranquilli.

    Al Sud , come fa intendere Calogero, non servono buoni politici, servono buoni elettori. :ok:
    E se vado a Padova mi sa che la Sicilia ne perde uno.

  • 24
    spartaco scrive:

    La faccenda dell’unità d’Italia sotto i Savoia è stata una storia sporca, di quelle che non si chiariranno mai completamente: solo qualche fesso qualunquista con l’aggravante del nordista razzista inconscio, tipo…(censura) che se dovesse studiare qualcosa non saprebbe nemmeno da dove cominciare, può pensare che mille individui in camicia rossa comandati da un avventuriero potevano mettere nel sacco i borboni.
    Storicamente i meridionali non hanno colpa. Una buona parte dei 650000 morti della prima guerra mondiale, il cui risultato è stata la proporzionale etnica nei territori “conquistati”, erano meridionali. Lo stesso fascismo è un fenomeno che con il meridione non c’entra nulla, almeno per origine: è tutta farina del sacco della bassa padana.

  • 23
    massimino68 scrive:

    CI SIAMO

  • 22
    utente verificato calogero scrive:

    Il giorno in cui si facesse la secessione bossi sarebbe un disoccupato qualunque. I primi a non volere la secessione sono i dirigenti leghisti che rimangono a Roma a fare la bella vita gridando allo scandalo. Mi sa che quando il polo ha perso le elezioni la dirigenza leghista ha stappato la bottiglia migliore!

  • 21
    massimino68 scrive:

    Purtroppo calogero ha ragione su quasi tutta linea.E poi la guerra… la guerra no.Faremmo proprio il gioco di chi come bossi hanno davvero capito che la loro sopravvivenza e’ legata all’impulsivita’ e ignoranza delle persone,perche’ alla gente come bossi e co. non gliene frega una beata minkia di seccessione o altre cazzate,vi ricordate che disse che sarebbe andato a vivere in svizzera se avvesse vinto la sinistra,vi ricordate il “chi non salta italiano e’ ” di castelli ? Pero’ i soldi dagli italiani,compresi i napoletani,quelli si eh, quelli gli piacciono.Cosa cazzo ci fanno ancora in ITALIA andassero affanculo dove gli pare. E,Napoli non penso fosse stata sempre cosi,Napoli come altre citta’ hanno contribuito negli anni a dare,ad esprimere anche il bello che si dice del nostro paese,cambiare non e’ facile,ma non con la guerra.NOI NON SIAMO BUSH;NOI NON SIAMO NANI,E NON CI SERVE LO SPIN DOCTOR.

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