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3 anni fa a Nassiriya

11 Novembre 2006 alle 14:39
swampthing

Ricordiamo i caduti nella guerra imperialista americana, appoggiata dall’Italia di Berlusconi. 3 anni fa morivano 19 italiani. Ricordiamoli anche se sparavano sulle ambulanze, anche se volevano “annichilire” il nemico, anche se hanno taciuto sul fosforo bianco, anche se erano volontari e anche se avevano la bandiera italiana col fascio in camerata. Perché la colpa delle guerre non è mai dei soldati, ma di chi li comanda. Sulle squallide strumetalizzazioni della destra, in questi giorni, stendiamo un velo pietoso.

Pubblicato in Guerra Globale da swampthing | (Letto 673 volte)

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14 Commenti a “3 anni fa a Nassiriya”

  • 14
    rouge scrive:

    Io non discuto la loro buona fede in molti casi, per questo la responsabilità è dei governi. Sta di fatto che se uno mi dice uccidi, non per questo uccido. Chi va in Iraq come militare l’ha scelto, non si è svegliato una mattina a Nassirya. E’ inutile, se non controproducente dire “lo fanno per la paga”; ci sono un sacco di lavori pagati benissimo, che chi ha un minimo di coscenza non fa, l’assassino, il trafficante d’armi e il militare per stati come il nostro, o come gli USA, che concepiscono la guerra come strumento di offesa, o come soluzioni per le controversie internazionali. Che bello sono riuscito a citare pure la Costituzione.

  • 13
    massimino68 scrive:

    @ rouge
    Non hai un’idea di quanti ragazzi,e adulti (18/45)miltari,chiedono di andare in zone come irak,afganistan,e nei balcani.E non sicuramente per spirito di patria,almeno la maggior parte,e quelli che conosco io.Poi certo ci sono i corpi speciali,e quelli ce li mandano e,non e’ tanto facile rifiutare,anche perche’la maggior parte di loro ha in testa solo una cosa…guerra!!!!

  • 12
    rouge scrive:

    La responsabilità è sicuramente dei governi, in quanto un soldato non decide dove andare, al massimo sceglie qualcosa proposto da altri. Questo non toglie che il libero arbitrio lasciava loro la possibilità di rifiutarsi di andare, piuttosto che di commettere determinate azioni. Se mi prestano una pistola e io ci ammazzo qualcuno, quello che mi ha prestato la pistola è colpevole di avermi fornito l’arma, ma il responsabile dell’omicidio sono io.
    Chi sceglie liberamente di andare in un altro stato allo scopo di conquistarlo sbaglia, e questo vale per i governi; chi ammazza, distrugge, o attenta alla vita di qualcuno, se non per legittima difesa, sbaglia e questo vale per i soldati.
    In Iraq di giusto, credo che proprio non sia stato fatto nulla.

  • 11
    spartaco scrive:

    La commemorazione è soltanto il modo per mettersi a posto la coscienza. Fa parte del doppiogiochismo che è insito nell’individuo e che la religione, primieramente quella cattolica, ha sposato. La messa non è una commemorazione? Ricorda il martirio di Cristo, addirittura con il rito di mangiarne la carne e berne il sangue. Così i partecipanti sono emendati dei loro peccati. E all’uscita della chiesa, possono ricominciare daccapo. Tanto verrà un’altra domenica.

  • 10
    utente verificato swampthing scrive:

    la cosa più bella l’ha detta il padre di uno dei caduti:
    “potevamo esportare patate e pomodori invece di democrazia”.

  • 9
    massimino68 scrive:

    E’ vero non c’e’ logica nel trovare un giorno in cui tutti gli italiani possano commemora re i morti di nassiria.E’ solo strumentalizzazione politica,allora ci vuole un giorno,per i bersaglieri che entrarono a roma,uno per quelli di qualche battaglia nella 1 guerra,uno per la seconda,e non parliamo per quelle in giro per il mondo dove sono morti recentemente e non,militari italiani,e per i civili cosa vogliamo fare? La smetta Fini & co. di rompere i coglioni con questa storia,con tutto il rispetto per i militari e famiglie.Mio padre era militare…

  • 8
    utente verificato calogero scrive:

    Secondo me questa storia di commemorare ogni anno i morti di nassyria e’ una fesseria. immaginatevi se il presidente USA dovesse commemorare tutti morti delle varie guerre che hanno combattuto. non farebbero altro che partecipare a commemorazioni. Ora noi in Italia facciamo tanto casino perche’ i morti avuti sono relativamente pochi (per fortuna) e in particolare concentrati nei fatti di Nassirya. Inoltre non mi risulta che il parlamento commemori ogni anno anche gli altri morti. Commemorare i morti di Nassyria trascurando gli altri e’ fare un torto agli altri e alle loro famiglie. Squallido creare questa differenza come se alcuni caduti fossero diversi da altri. Quindi tanto vale commemorare tutti i caduti di tutte le guerre lo stesso giorno tipo il 4 novembre (se non lo fanno gia’).

  • 7
    marchwind scrive:

    wow! questa volta son d’accordo con er mahico….

  • 6
    fydel scrive:

    La colpa non è solo di chi li comanda. La colpa è pure di chi agisce, di chi parte volontario per occupare una terra straniera, in genere spinto principalmente dall’aumento (molto sostanzioso) di salario. I singoli devono assumersi le proprie responsabilità. Priebke non era un bravo militare che eseguiva ordini superiori. Era un assassino.

    Ciò detto, è naturale che dispiaccia vedere la gente morire per niente. L’odio dei popoli oppressi non dovrebbe essere diretto verso le truppe ed i soldati, quanto verso i governi che ce li hanno spediti (e magari le persone che hanno votato quel governo). A tal proposito, copio un pezzo di giusti sui soldati dell’impero austroungarico che occupavano la lombardia.

    A dura vita, a dura disciplina,
    Muti, derisi, solitarî stanno,
    Strumenti ciechi d’occhiuta rapina
    Che lor non tocca e che forse non sanno:
    E quest’odio che mai non avvicina
    Il popolo lombardo all’alemanno,
    Giova a chi regna dividendo, e teme
    Popoli avversi affratellati insieme.

    Povera gente! lontana da’ suoi,
    In un paese qui che le vuol male,
    Chi sa che in fondo all’anima po’ poi
    Non mandi a quel paese il principale!
    Gioco che l’hanno in tasca come noi. -
    Qui, se non fuggo, abbraccio un Caporale,
    Colla su’ brava mazza di nocciuolo,
    Duro e piantato lì come un piolo.

  • 5
    SKA scrive:

    Anche se fossero tutti fascisti è come dice Swamp, la colpa delle guerre non è dei soldati. Certo, non ci sono capitati per caso lì. L’hanno scelto volontariamente.
    Sono le idee fasciste che stanno ai vertici a dover preoccupare, non quelle alla base.

  • 4
    utente verificato er mahico scrive:

    “Quasi”

  • 3
    utente verificato er mahico scrive:

    quasi tutti. hai detto bene.

  • 2
    utente verificato Kahless scrive:

    ma se i soldati sono quasi tutti fascisti!! :P

    italy.indymedia.org/news/2003/11/432750_comment.php

    :nonazi: :violent: :allah:

  • 1
    utente verificato er mahico scrive:

    erano semplici coraggiosi soldati.
    peccato averli persi in maniera così avventata.
    chissà che aiuto avrebbero potuto dare al mezzogiorno invece di andare in una guerra superiore per crudeltà alla WWII e più pericolosa del Vietnam.

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