Storie di ordinario marciume beneventano, ovvero tutto cominciò con una scuola….
17 Novembre 2006 alle 20:52
Questa è una storia tipicamente italiana, e fa riflettere su come il marcio della politica oltre a essere a livello nazionale è principalmente a livello di piccole realtà di cui oggi vado a raccontare.
Telese Terme è una ridente cittadina termale di 6000 abitanti in mezzo a una valle fra i monti dell’Appennino Campano, roccaforte mastelliana che viene qui a fare la sua festa ed è anche il posto scelto da me e dalla mia famiglia per un esilio volontario da Napoli, nostra città di provenienza. Questa cittadina è governata dallo stesso personaggio da circa vent’anni grazie a un sapiente gioco di uomini-ombra che gli hanno successo quando la legge non gli permetteva la candidatura. Per tutti questi anni ha fatto il bello e il cattivo tempo qui e dato che Telese è un posto dove le elezioni vengono decise da 46 voti non è facile per l’opposizione di centrosinistra mandare via questo governo di centrodestra (anche se i partiti qui non contano molto e il consiglio comunale è composto da due partiti, tutti e due con una forte componente centrista), ma in questi giorni l’oligarchia telesina comincia ad avere paurosi scossoni che si ripercuorranno anche a livello regionale.
Tutto parte dalla locale scuola superiore, una scuola dove Liceo Scientifico, Liceo Classico e Istituto Professionale Industriale (circa 700 studenti) ammassati in un istituto piccolo ma soprattutto vecchio e sporco, dove i ragazzi sono costretti a stare in 40 in una classe di 30 mq, e dove la muffa e l’umidità hanno raggiunto livelli insostenibili. La soluzione più logica è stata quella di trasferire lo Scientifico in un altro posto. Si ma dove? Il genio comunale ha risposto: nell’ex mulino Capasso, di proprietà del suddetto signorotto locale, tal Giuseppe D’Occhio detto Pino, attualmente Assessore e Vicesindaco, ma in realtà sindaco in pectore. Subito gli studenti sono insorti, e al loro fianco anche Ds e Rifondazione, ma in difesa di D’Occhio si è schierato il presidente della Provincia di Benevento, Carmine Nardone, diessino e amico di D’Occhio, che ha giustificato l’intervento per motivi di budget (falsissimo, perchè per ristrutturare il mulito, al momento completamente inadeguato ad assolvere funzioni di scuola servirebbero più soldi di quelli necessari a costruire una scuola nuova). Ora già D’Occhio attraversa un momento difficile nel partito, ed ora se lui e Nardone danno il via libera al progetto ad uno lo silurano nel consiglio comunale, all’altro Rifondazione e 3/4 dei consiglieri Ds in provincia gli faranno mancare la fiducia in consiglio, provocando la caduta di tutti e due, evidentemente i consiglieri hanno fiutato la tempesta che si potrebbe abbattere su i loro partiti.
P.S. Domani grande corteo per le vie di Telese, parteciperanno ragazzi da tutte le scuole sannite, gradirei un vostro appoggio anche solo morale. Logicamente alla manifestazione parteciperò anche io.
Pubblicato in Politica, Povera Italia da Kahless | (Letto 499 volte)
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e i segretari regionali di Ds e Rifondazione hanno ribadito che se Nardone approva il progetto il consiglio lo manda a casa, ma la cosa allucinante è che sul soffitto del mulino c’è una foresta di antenne ripetitrici del segnale del telefonino, e affianco al mulino c’è la centrale a petrolio di telese, in più il mulino si trova sotto alla falda del Grassano, una zona ad alto rischio franatico e dove in passato si sono verificati crolli anche gravi. :P :x



