Ratzinger, l’aids e il preservativo colabrodo
21 Novembre 2006 alle 21:29
Il Papa è preoccupato per il diffondersi dell’Aids. Per questo, rivela il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, ha chiesto un documento sul tema in generale e sull’uso del preservativo, in particolare. Il dossier, di quasi 200 pagine, contiene “posizioni esaustive con tanti interventi scientifici. Si va da quelli più rigorosi e restrittivi fino a quelli più comprensivi e aperti. Ora tutto è nelle mani della Congregazione per la Dottrina della fede che sta studiando il dossier”, spiega Barragan.
[repubblica]
E dire che, all’epoca di DittaturaClericale, uno degli articoli che più mi aveva fatto incazzare era “Il preservativo colabrodo“, di un tale Tommaso Scandroglio. Ripreso da molti blog e siti cattolici (vedere su google quanti l’hanno postato).
L’articolo citava un tale dottor Joannes P.M. Lelkens (mai sentito nominare):
“Lo spacciano per sicuro ma non è vero! Il virus dell’Hiv può trasmettersi anche se il preservativo è correttamente usato. Perché non informano i giovani di questo pericolo? Forse per non mettere in pericolo il business di certe lobbies.[…]
Ovviamente, peste e corna nei confronti della Chiesa cattolica, la cui morale retrograda e oscurantista si ostina a negare liceità all’uso dei contraccettivi, anche in epoca così a rischio di contagio mortale per larghe fasce di popolazione, soprattutto nei Paesi più poveri. Chiesa senz’anima, arroccata su principi insostenibili, crudele, inamovibile persino di fronte al pericolo di morte che circonda i nostri giovani.”
L’articolo delirante in se, finiva così:
“Ma, guarda caso, qui torniamo al recupero di quella visione monogamica della coppia, proclamata dalla Chiesa sin dall’inizio della sua bimillenaria storia. Ancora una volta questi cattolici. Che abbiano ragione anche quando parlano di preservativo?
Ricorda:
Il preservativo presenta fori il cui diametro è 50 volte più grande della grandezza del virus dell’AIDS
L’astensione dai rapporti sessuali con persone sieropositive e la fedeltà reciproca nel matrimonio sono l’unica garanzia sicura contro il contagio.
Studi epidemiologi, scientificamente condotti, dimostrano come nel 7-15% dei casi, fino al 30% in alcuni studi, l’infezione si verifichi nonostante l’uso del preservativo.”
Ah! ma guarda un po’. Allora Ratzinger perché commissiona questi studi? Se queste cose erano già scritte su periodici cattolici come “Il Timone“? Magari questi periodici non sono proprio in linea con la Chiesa? O raccontano fandonie? Qualcuno mente.
O forse è tutto un trucco, per far vedere come la Chiesa sia aperta alla scienza. Salvo poi affermare che gli studi hanno evidenziato che il preservativo non serve a nulla, e che solo la fedeltà o la castità possono bloccare il contagio?
Pubblicato in Amore e sesso, L'ora di religione da swampthing | (Letto 486 volte)
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