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Corsi e ricorsi

3 Dicembre 2006 alle 21:53
Spartaco

La politica è l’arte del possibile

(Otto von Bismark)

Un personaggio delle mie parti, tale Giambattista Vico, sosteneva che la storia si ripete, secondo un ciclo eterno e immutabile. Il suo pensiero non ha avuto molta fortuna, sia perchè anticipava di quasi due secoli la storiografia moderna, sia perchè Vico era napoletano. Come a dire nessuno è perfetto.

Ad ogni modo, la sua lezione è sicuramente illuminante almeno relativamente al caso italiano, per la ciclicità secondo cui compaiono sulla scena politica individui che fanno dell’opportunismo misto al doppiogiochismo il loro cavallo di battaglia.

L’opportunismo nasce sempre da una contingenza che pare connaturata al sistema politico italiano, cioè la non esistenza di una maggioranza numericamente forte per governare senza problemi. Per cui entità insignificanti dal punto di vista politico possono risultare determinanti ai fini della governabilità per una ricorrenza di tipo puramente aritmetico.

Queste entità debbono però trovare in un soggetto adeguato la loro anima, l’uomo del destino capace di trasformare il presupposto aritmetico in strapotere politico.

Ed è qui che la storia si ripete. C’era una volta Craxi. Domani ci sarà Casini.

Pubblicato in Casini, Politica da Spartaco | (Letto 438 volte)

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9 Commenti a “Corsi e ricorsi”

  • 9
    utente verificato calogero scrive:

    Potrebbe essere, pero’ Follini che smamma dal partito per fondarne un’altro (ma serviva un altro partito?), e Casini che si smarca dalla manifestazione mi sanno piu’ di manovre democristiane di gente ammalata di poca poltrona. se la maggioranza regge per tutta la legislatura sono altri 4 anni e mezzo a rosicare all’opposizione. Dopodiche’ o si ricompattano o perdono di nuovo.
    Oppure, stanno manovrando per fare le scarpe agli altri leader. Del resto un cambio di leadership nel polo sarebbe auspicabile. Pero’ per sostituire il leader non si puo’ abbandonare la coalizione.

  • 8
    utente verificato Spartaco scrive:

    Un piglio autoritario no, ma autoritaristico sì. Come si è visto nel partito, dove c’era un Follini di troppo. Non che l’abbia cacciato, ma se uno se ne va vuol dire che la testa contro il muro l’ha sbattuta. Non credo nemmeno si sia scocciato Casini di stare all’opposizione. E’ passato troppo poco tempo.
    Casini fa un ragionamento molto lineare: si ritiene l’unico in grado di poter far fuori in un colpo solo Berlusconi, Fini e Bossi anche perchè si sono già fatti fuori da soli. Berlusconi ha le ore contate, in vari sensi, e ha spaccato l’Italia come peggio non si poteva. Fini resterà fascista per sempre e non ha convinto nemmeno quando si è vestito da rabbino nella trasferta israeliana . Bossi è un ectoplasma che si porterà nella tomba tutto l’armamentario leghista compreso Calderoli & C. Chi resta? La gallina dalle uova d’oro: il popolo della destra, la maggioranza silenziosa, gli stragisti, i vecchi e nuovi arnesi della democrazia cristiana, i burocrati corrotti, i preti, le suore , le bigotte e i bacchettoni. E Casini sa esserne l’anima.

  • 7
    utente verificato calogero scrive:

    Casini il ricorso storico di craxi? Non mi pare proprio. Trovi che abbia un piglio autoritario? A me sembra il classico DC stufo di stare all’opposizione, circondato da gentaglia e stufo pure di vedere i cugini al governo seduti sulla poltrona che vorrebbe lui.

  • 6
    utente verificato Spartaco scrive:

    @calogero
    ok. Tu non paragoni La Malfa a Craxi. Ma il problema non è La Malfa , è Craxi. Allora la questione è, tanto per rimanere in tema: Casini può essere il ricorso storico di Craxi, come Craxi lo fu di Mussolini, come Mussolini lo fu di Napoleone, e così via su per la storia fino a Cesare che massacrò il modello repubblicano di Roma antica?

  • 5
    utente verificato calogero scrive:

    Egregio Spartaco
    ma hai letto? dove leggi che paragono La Malfa a Craxi? :roll:

  • 4
    utente verificato Spartaco scrive:

    Caro Calogero,
    perchè non portare alle estreme conseguenze gli effetti del grappino o bianchino mattutino, anzichè affogarli nella misguazza del brodino o del minestrone di mezzogiorno, come forse in certi contesti si è usi fare, per mantenere il giusto mezzo?
    Veramente vuoi paragonare Giorgio La Malfa a Craxi?
    Uno che è sempre vissuto all’ombra del padre e dei suoi calci nel sedere, che dal potente Ugo ha ereditato solo la smorfia che gli deturpa il viso, uno che dorme all’impiedi e che potrebbe al massimo fare il rappresentante di medicine per propinare il sonno?
    La contingenza aritmetica è solo un espediente, come dire, una entratura: il resto lo fa la persona. Craxi stava cambiando l’Italia in senso autoritario, secondo un progetto che se attuato avrebbe polverizzato non solo il 16%, ma anche il 160% e il 1600%. “Il colpo alla nuca della democrazia”", come lo definì Eugenio Scalfari. Non a caso attaccò in modo frontale la magistratura. Perchè nella divisione dei poteri di cui la libertà dei magistrati costituisce il caposaldo Craxi individuò il maggior ostacolo alle sue mire. E in questo fu lungimirante: perchè è stata la magistratura, espressione del popolo sovrano, a farlo fuori.

  • 3
    utente verificato calogero scrive:

    Craxi pero’ era arrivato al 16% se non ricordo male, il che non e’ proprio una nullita’ numerica in un sistema proprozionale come quello dell’epoca. Casini viaggia sul 5%, no?
    Io il ricorso storico lo avrei fatto su gente tipo Giorgio La Malfa che faceva cadere governi col suo 2% (ai tempi del pentapartito) e Mastella determinante con anche meno. :twisted:

  • 2
    utente verificato Spartaco scrive:

    :ok: Grazie Arthur

  • 1
    arthurzanoni scrive:

    wow…post molto carino

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