Preti sposati, un no lungo 1000 anni.
4 Dicembre 2006 alle 14:25
Il calo delle vocazioni potrebbe indurre il Vaticano a ridiscutere il tema del celibato sacerdotale che in realtà non è un dogma ma solo una norma disciplinare. Lo dice il cardinale Claudio Hummes, arcivescovo di San Paolo, al quotidiano brasiliano «Estrado do S. Paulo».
E sarebbe ora, ma se fossi un prete io mi incazzerei alquanto per queste posizioni ipocrite. O posso sposarmi perché é compatibile col sacerdozio o non posso perché interferisce con la “missione”. Cosa centra il calo vocazioni? Sembra un’offerta speciale da supermercato: siccome non abbiamo preti a sufficienza includiamo la moglie con relativa attività sessuale, rendiamo il sacerdozio più divertente e vedrete che arriva più gente. Magari tra qualche secolo legalizzeranno le gang bang con la stessa scusa. Quindi, o la chiesa ha sbagliato per mille anni vietando il matrimonio ai preti, oppure sbaglia adesso revocando il divieto. Eppoi che dire delle suore? Ce ne sono abbastanza in circolazione o creiamo un’offerta speciale pure per loro?
Comunque c’è da star tranquilli che la proposta non passerà, anche perché sarebbe come dire ai preti: scusate ma abbiamo sbagliato, era uno scherzo, vi abbiamo costretti a castità o relazioni clandestine per errore. Tempo dieci minuti, arriverà la tirata d’orecchie da Paparazzi e Claudio Helmes rientrerà nei ranghi muto, devoto e ubbidiente, se non altro per non dar ragione a Milingo.
Pubblicato in L'ora di religione da calogero | (Letto 340 volte)
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