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Fratello, devi morire

22 Dicembre 2006 alle 20:23
Spartaco

Se Dio non ci fosse, bisognerebbe inventarlo ( Voltaire )

Un altro Natale e il mondo resta sempre uguale. Anzi peggiora. Le filosofie positive che volevano cambiarlo non esistono più. Le hanno ammazzate nella culla. In compenso ne vengono avanti altre, che positive non sono, ma hanno il merito di mettere l’uomo al centro dell’interesse. O meglio la sua vita: quella fisica. Uno vuole morire? Libero di farlo. Staccare una spina è facile. Certo, si può anche non volerla staccare, la spina. Immaginate il dramma dei medici, chiamati a quest’ardua prova. Ma loro si possono rifiutare. Hanno Ippocrate che li protegge, con il suo giuramento. Ma sarà esistito Ippocrate? Che poi, se anche è esistito, quale contributo può aver dato? Qualche filtro o tisana per il mal di schiena?

La questione è che serve ben altro. Mentre si discute su come far morire la gente, se di propria mano o per interposta persona, non si fa niente per andare alla radice del problema, che è la sconfitta delle malattie che uccidono l’uomo. Per farlo non ci si può affidare alle maratone televisive. Bisogna investire seriamente nella ricerca, in modo disinteressato, come solo uno Stato può fare, non come le case farmaceutiche, pilotate dalla logica del profitto. La più primordiale e rozza forma vivente, il virus, è infinitamente più complessa del più evoluto dei dispositivi creati dall’uomo. Altro che microprocessori, altro che modelli quantistici e relatività generale o ristretta. Si tratta della materia di gran lunga più ostica di tutte quelle quotidianamente affrontate. Che richiederebbe proprio per questo uno sforzo senza paragoni, di risorse, di intelligenza, di impegno. Per il momento abbiamo Ippocrate. Se non basta, c’è pure Dio, che è stato creato, tra l’altro, da quelli che si prendono le pause e ci ricordano che, in fondo, tutti dobbiamo morire.

Pubblicato in Politica da Spartaco | (Letto 370 volte)

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13 Commenti a “Fratello, devi morire”

  • 13
    walter scrive:

    il mio non è un commento,ma una possibile legge per migliorare l’Italia.
    morire al compimento dei 70anni per tutti.
    non ci sarebbero piu’ problemi di pensioni,di case ,di lavoroe di spazi.
    ho quasi 50 anni, e credo che il tempo migliore sia gia stato vissuto,quindi ritengo che 70 anni siano fin troppi.
    la morte dovrebbe essere indolore e obbligatoria per tutti.
    con i grossi problemi esistenti ,credo servirebbe anche per tagliare un po’ di rami secchi (vedi tutta la gente di governo e di potere) che non fa altro che arricchirsi sulle spalle dei piu’ giovani senza lasciargli niente,neppure uno straccio di lavoro.
    ormai le citta’ sono popolate da anziani,che non pensano neppure lontanamente di morire,anzi si curano come se dovessero vivere in eterno.ma perche’ continuare ad assorbire ossigeno (vitale) egoisticamente?
    si, perche’ credo, lo facciano solo perche ritengono di esserselo guadagnato. non e’ cosi’ .
    si parla tanto di formare la famiglia,ma se non si lascia ossigeno per i figli(almeno a 70 anni) cosa si potra’ lasciare? anche perche’ piu’ si vive ,piu’ si spende(tutto)-

  • 12
    marchwind scrive:

    Anche io avrei fatto la scelta di Welby. Il suo corpo era diventanto insieme prigione e tortura disumana.

  • 11
    utente verificato swampthing scrive:

    @rouge:
    >io che ne ho 24 probabilmente troverei un posto fisso decente invece di cambiare lavoro ogni due mesi

    non è proprio questo il problema. E’ che si lavora in pochi e troppo. lavorare meno lavorare tutti. il progresso e la tecnologia devono affrancarci dal lavoro, basta essere schiavi.

    @marchwind
    penso che finché uno rimane lucido e ha la possibilità di comunicare e fare qualcosa, la vita meriti di essere vissuta, fino in fondo.
    Al posto di Welby, però, avrei fatto la sua stessa scelta. Quello non è vivere.

  • 10
    utente verificato hicks scrive:

    “Unodei maggiori problemi della società moderna è che la gente vive troppo a lungo.”

    voglio vedere se fra 15 anni ti sta ancora a lamentare…

  • 9
    marchwind scrive:

    Rouge; sono d’accordo con te, ma il nostro punto di vista è una cosa dannatamente mutevole. Mio padre è stato colto da ictus. Prima ODIAVA gli handicappati (non sto neanche a dire il mio pensiero su questo) e ora ha cambiato il suo orizzonte mentale. Prima rifiutava ogni aiuto e ora asserisce che la cosa più cara è la vita, non importa sotto quale forma (egli non deambula bene, non usa una mano ecc ecc, ha bisogno d’aiuto). Se possiamo immaginare che un criminale si possa ravvedere e cambiare idea, perché questo non vale anche per gli anziani? Sono maledettamente attaccati alla vita!! Inoltre, ci sono tanti disabili e/o anziani che non sono in condizioni di espletare le funzioni che ritieni necessarie per condurre una vita dignitosa, eppure vivono tranquilli.Per questa ragione ti dico che devi aspettare di essere una persona più anziana per vedere se la pensi ancora così. :)

  • 8
    rouge scrive:

    Il solito problema delle discussioni etiche in Italia, e con gli Italiani.
    Drogati da secoli di indottrinamento cattolico le persone non sono più in grado di valutare obiettivamente un discorso sulla morte.
    Punto uno:
    Non ho mai detto che approvo l’eutanasia come strumento per il riequilibrio sociale. Non sostengo una dinamica quale quella degli Inuit, che mandano gli anziani alla deriva nel mare Artico su un Iceberg, come non propongo l’omicidio sistematico degli ultrasettantenni.
    Quello che ritengo aberrante, e dannoso per la nostra società, è il fatto che vengano spesi milioni per curare patologie quali Parkinson e Alzheimer, e non si pensi a proporre un futuro credibile per le generazioni under trenta.
    Punto due:
    Sono profondamente convinto che, a qualunque età, sarò sempre sicuro di voler vivere solo fino a quando la mia mente sarà sufficientemente lucida da poter capire un libro o un giornale; e il mio corpo mi consentirà di muovermi quel tanto che basta per espletare le funzioni che mi tengono in vita (respirare, bere, mangiare, lavarmi e espellere liquami vari).
    Per una questione di amor proprio non ritengo onorabile un’esistenza che dipenda esclusivamente da qualcun altro (sia essa una macchina o una persona). Quest’ultimo rimane un discorso personale, e non generalizzabile.
    Puntro tre (@massimino68):
    Non si tratta di prendere il posto di chi viene chiamato, si tratta di capire che una vita lunga non vuole dire curare le malattie, vuol dire lavorare per ottenere un ecosistema che consenta agli individui di crescere sani e resistenti, e di conseguenza di vivere più a lungo. Se il nostro habitat va a puttane, e la gente viene tenuta in vita oltre a ciò che la natura gli ha concesso, si arriva al crollo dell’ecosistema.

    Buon anno nuovo!

  • 7
    utente verificato massimino68 scrive:

    @ rouge
    Se dovessero chiamarmi e vuoi prendere il mio posto…:mrgreen:

  • 6
    marchwind scrive:

    Rouge: bisogna vedere come la pensi quando hai 70-75 anni………….Magari ti piacerebbe vivere ancora un po’ e non ti andrebbe il concetto di “morire per fare spazio ai giovani”. Ma forse mi sbaglio :)

  • 5
    rouge scrive:

    Certo, già siamo troppi per questo pianeta, curiamo pure le ultime malattie che restano a darci un limite quanto a numero di esseri umani e nel giro di un paio di decadi il mondo esplode.
    Gente si muore, e morire è l’unica cosa che ci assicura di esser vivi. Può morire un uomo, può morire un animale, ma non può morire un sasso.
    Unodei maggiori problemi della società moderna è che la gente vive troppo a lungo. Per questo ci si incasina con le pensioni, per questo i giovani non trovano lavoro. Pensate se, come fino a 50 anni fa la gente morisse sui 70 anni, andrebbe in pensione a 50-55, e io che ne ho 24 probabilmente troverei un posto fisso decente invece di cambiare lavoro ogni due mesi, o di stabilizzarmi come barista, rigorosamente in nero.
    La nostra società dovrebbe imparare ad accettare che l’uomo è mortale, che muore, prima o poi; e posticipare questo momento per forza non migliora la vita dell’individuo, anzi rende gli ultimi 10-20 anni di vita umilianti e penosi. Sempre a condizione che la persona sia ancora in grado di rendersene conto.

    Come al solito posto a orari assurdi, non del tutto sano, e scrivo un sacco.

    Buone feste a tutti!

  • 4
    Mizarin scrive:

    :offtopic: Buon Natale! :offtopic: :P

  • 3
    red float scrive:

    Finchè esisteranno gli interessi economici…..sic!:(

    :offtopic:
    Auguroni a tutti

  • 2
    er mahico scrive:

    Auguri Amazzone del Web. :mrgreen:

  • 1
    Tisbe scrive:

    :offtopic: Auguro a tutti gli amici di Terrorpilot Buone Feste :celebrate: :rasta:

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