Tutto quello che fa male ti fa bene
28 Dicembre 2006 alle 18:45

Se siete in vacanza, e non sapete come passare il tempo, potete leggervi “Tutto quello che fa male ti fa bene” di Stephen Johnson, uscito pochi mesi fa nella collana “Strade Blu” di Mondadori.
Si tratta di un saggio molto scorrevole (e anche divertente) che cerca di dimostrare “perché la televisione, i videogame e il cinema ci rendono più intelligenti”.
L’autore parte da quella che chiama “la curva del dormiglione”, rifacendosi al film “Il dormiglione” di Woody Allen, dove un gruppo di scienziati del 2173 si domandava stupito come fosse possibile che la gente del ventesimo secolo non avesse compreso le straordinarie proprietà nutritive delle torte alla crema e delle merendine.
Partendo da questa citazione Johnson inizia ad analizzare in che modo i prodotti di massa come i videogames e le serie televisive non conducano all’appiattimento intellettuale in un’inesorabile curva verso il basso, ma come - al contrario - abbiano portato una quantità incredibile di stimoli intellettuali, contribuendo ad aumentare le capacità di analisi, interpretazione, comprensione di strutture narrative complesse, decodifica delle interfacce, problem solving e anche (udite udite) la capacità di socializzazione e interazione tra individui.
Si tratta di un libro che combatte il luogo comune secondo il quale la nostra civiltà - attraverso i videogiochi e la televisione - sta scivolando verso un baratro di annullamento intellettivo e degrado psico-sociale, di pigrizia intellettuale e incapacità di pensiero creativo.
La prima parte del libro è la più gustosa e ricca di esempi molto documentati. La seconda cerca di spiegare più scientificamente il fenomeno (attraverso un approccio che tira in ballo anche economia, sociologia, neuroscienze e teoria dei media).
Un saggio intelligente, anche se alcune tesi (imho) sono controverse. L’autore ha comunque il coraggio di andare (in maniera scientifica e molto documentata) contro la corrente di un diffuso pensiero qualunquista e moralista, che vede nei prodotti della cultura di massa l’incarnazione del male.
Pubblicato in Televisione, Cinema, Relax, Internet e tecnologia da remix | (Letto 537 volte)
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