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La voce

12 Marzo 2007 alle 01:03
Spartaco

I malfattori hanno sempre un volto.

E’ quello che i giornali gli danno, sbattendo la loro faccia in prima pagina insieme al nome.

Ma non hanno una voce, per un limite intrinseco alla carta stampata.

Che, è vero, ci fa vedere come loro sono fatti, ci racconta di quello che sono capaci di fare, ma non ci fa sentire la loro voce, come parlano, come si esprimono.

“… con quanto amore mi dedico al tritolo…ancora poche ore poi gli darò la voce, il detonatore”. (F. de Andrè – il Bombarolo)-

I giornali portano il tritolo, ma gli manca il detonatore, che è la voce. Prima o poi si attrezzeranno per supplire alla bisogna.

Nel frattempo ci sembra opportuno, anche dalle pagine di questo blog, sostenere tutte le iniziative che attribuiscono ai delinquenti, oltre che un volto e un nome, anche una voce. Che potrebbe anche non essere quella di loro medesimi, ma è come se lo fosse: perchè loro mica sono scemi. Se potessero farsi riprendere in viva voce reciterebbero il Paternostro o farebbero un comizio a favore di Madreteresa di Calcutta.

Invece grazie ai potenti strumenti multimediali si riesce a ricostruire, in viva voce, ciò che loro effettivamente direbbero, se non avessero il condizionamento “ambientale” delle manette.

Si fa un po’ fatica a comprenderli, perchè, sprovveduti come sono, si esprimono “come li ha fatti mamma”: in ciò anche affermando una sorta di superiorità del loro idioma originario, diventato, in nome del latrocinio, simbolo del riscatto contro la prevaricazione del parlar toscano . Come nel link seguente: www.youtube.com/watch?v=u1Mj0VD6R4o

Ci sono però anche casi in cui i malfattori di cui prima sono talmente sprovveduti da non potergli attribuire alcuna voce. In un certo senso sono muti. Il che li rende ancora più distruttivi nella loro capacità di nuocere. Perchè la parte del loro cervello deputata a parlare è stata autorequisita per dedicarsi al malaffare. Autoprivatisi della facoltà di parlare, questi individui sbavano, come “o vavunciello” del link seguente. Dove, partendo dalla constatazione che non sono in grado di parlare, esiste la certezza che sono in grado di ascoltare il pernacchio o la pernacchia, decidete voi, che solo il genio di Eduardo de Filippo poteva ricreare.

www.youtube.com/watch?v=WoCxEiDU-w0

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | (Letto 336 volte)

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1 commento a “La voce”

  • 1
    Giancarlo scrive:

    A Spartaco e Maso Carrese : :winner:

    L’unione industriali di caserta ha avuto il coraggio, nel suo convegno svoltosi al teatro della reggia, di non far intervenire nessuna figura istituzionale.
    Solo al presidente della Provincia, de Franciscis, era affidato il compito della “presentazione” del convegno.
    Nessuno al di fuori di loro poteva parlare. Questo la dice lunga su quali scheletri nascondano nei loro armadi di Caserta. L’intervento principale è stato quello di Colaninno!!! (figlio d’arte dell’affossatore dell’Olivetti) presidente dei giovani industriali di italia.
    Giovani, ma si faranno, oh, se si faranno, con quell’esempio dei padri!
    Il presidente De Franciscis, molto polemico sul fatto che le istituzioni casertane non erano iscritte a dare un contributo alla discussione, ha fatto una arronzatissima presentazione e se ne andato subito.
    Tutto molto costruttivo!
    A noi lavoratori Ixfin-Uni.com rimane la lotta sotto ogni forma, come insegnano Spartaco con la satira in versi e in prosa, e Maso Carrese con l’inventiva supportata dalla tecnologia.

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