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Liberismo e catastrofismo

25 Marzo 2007 alle 19:49
Spartaco

Non vogliamo passare per gruppettari. Così si chiamavano gli aderenti ai cosiddetti gruppi extraparlamentari, generalmente di sinistra, che caratterizzarono l’Italia a cavallo degli anni ’70. Erano ferocemente avversati dal Partito comunista di Berlinguer, perché portavano acqua alla teoria degli opposti estremismi e di fatto impedivano la realizzazione del compromesso storico, che poi c’è stato. Però avevano nomi “sfiziosi”, come Lotta continua, Servire il popolo, Potere operaio ecc. Secondo una vecchia tradizione cara alla sinistra, erano spesso in polemica tra loro, per via di atteggiamenti che spaziavano dal leninismo fino al maoismo, per approdare in qualche caso all’anarchismo.

Molti degli esponenti “gruppettari” sono oggi rispettabili personaggi della nomenclatura di regime e stanno sicuramente molto meglio di me. Per questo non voglio confondermi con loro.

Motivo per cui d’ora in avanti, al posto del termine di “capitalismo”, userò quello di “liberismo”, che è più moderato.

Orbene, il liberismo rifugge per sua natura dal determinismo, se per determinismo intendiamo il principio per cui ad ogni causa corrisponde un effetto. Il liberismo predilige la casualità; e non potrebbe essere diversamente: l’economia liberista è un fenomeno sostanzialmente anarcoide, senza alcuna regola, tant’è vero che a periodi di espansione succedono periodi di depressione, i prezzi salgono e scendono secondo meccanismi senza logica alcuna. E’ chiaro che noi che siamo marxisti più o meno ortodossi sappiamo il perché, che risiede nella logica del profitto. Ma i liberisti non possono ammetterlo. Perciò nel loro mondo, che poi è anche il nostro visto che ce lo impongono, il caso regna sovrano.

Il catastrofismo appartiene a questo approccio metodologico: le tragedie non sono mai il frutto di atteggiamenti deliberati, ma fanno parte dell’universo in cui viviamo. Sono in un certo senso un intrinseco del sistema, che bisogna accettare in quanto tale: anzi un motivo in più per godersela, magari alla faccia degli altri, prima che sia troppo tardi. Si sorvola sul fatto che le vittime dei terremoti sono generalmente i poveracci, sorpresi nelle casupole che cascano al primo tremolìo della terra. Che sono poveracci le vittime della desertificazione, che non hanno acqua per irrigare le loro terre. Come sono poveracci le vittime dell’influenza aviaria, costretti a dividere con i polli la loro vita quotidiana, in una sorta di abominevole promiscuità.

Per i ghiacciai che si sciolgono hanno però trovato la spiegazione : sarebbe l’effetto serra, legato si dice all’accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera. Si tratta di una spiegazione interessata: vogliono in realtà prepararsi il terreno per assestare il colpo di grazia definitivo al petrolio, che rappresenta la grande arma nelle mani dell’islam. A vantaggio del nucleare. Che, uscito dalla porta, rientra per la finestra. A significare e rappresentare la più grande delle catastrofi dell’umanità.

Pubblicato in Politica da Spartaco | (Letto 433 volte)

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19 Commenti a “Liberismo e catastrofismo”

  • 19
    utente verificato Spartaco scrive:

    La scienza si occupa delle cose scientifiche, ossia della natura nelle sue manifestazioni, che in quanto fenomeniche, sono in grado di eccitare la nostra percezione sensibile. Però mica esiste solo la scienza. Con la premessa fatta, il suo campo d’azione è abbastanza ristretto e specifico. Ci sono un sacco di cose che con la scienza non c’entrano nulla. Una di queste è la logica del profitto. Che è un argomento di natura squisitamente politica.

  • 18
    utente verificato evileyes scrive:

    Touché… Volevo solo dire che spesso “scienza” non è solo pescare dal ristretto ambito del conosciuto e del verificabile. Se tutto fosse già scritto nei libri, non ci sarebbe bisogno di parlare di “scoperte scientifiche”.
    Ammetterai che è corretto dire che l’Arno, quando nasce dal Falterona, è poco più che un susseguirsi di gocce, ma poi diventa un bel po’ d’acqua.
    Credo che non sarà facile affermare, in un futuro neanche troppo lontano, che non sapevamo nulla, perché non potevamo provare empiricamente che la logica del profitto avrebbe portato a danni eco-climatici irreversibili.

  • 17
    utente verificato Spartaco scrive:

    Siamo d’accordo su parecchi punti, solo che forse le cose le chiamiamo in maniera diversa. La mancanza di criterio e di scrupoli dell’uomo io la chiamo logica del profitto, ma significa la stessa cosa.
    Non mi trovo su San Tommaso, che è un campione della ragione piuttosto che dell’esperienza sensibile: ma mi è simpatico , perchè cercò di dare un fondamento all’esistenza di Dio. Un bel colpo alla metafisica, con gli strumenti di allora. Per questo Tommaso non andava a genio alla chiesa.

  • 16
    utente verificato evileyes scrive:

    E a me pare di capire che tu giudichi scientifico ciò che vedi, secondo il modello di San Tommaso. Vorresti quindi dirmi che i cambiamenti climatici che (sono ragionevomente sicuro) ci troveremo a fronteggiare, avverranno tutti insieme?
    Sono più propenso a credere che saranno graduali e che, pianino pianino, grazie alla mancanza di criterio e di scrupoli dell’uomo nei confronti della natura (che scientificamente funzionerebbe benissimo), ci troveremo tutti nella merda.
    Sempre ammesso, e non necessariamente concesso, che non finiamo tutti cadaveri per opera della fantomatica bomba sulla punta del mondo di sveviana memoria.

  • 15
    spartaco scrive:

    Mi pare di capire che la circostanza del maglioncino a gennaio dobbiamo attribuirla all’effetto serra. Si dovrebbe fare un ragionamento tra ciò che è scienza, in senso galileano, cioè basata sul metodo sperimentale e ciò che è un modello scientifico, che può essere rispettabile quanto si vuole, ma non è scienza, perchè è manchevole del dato empirico, ossia della riproducibilità sperimentale indipendentemente dalle situazioni accidentali di spazio e di tempo. In parole povere, se il maglioncino, invece che la canottiera, fossimo costretti ad indossarlo il prossimo agosto, penseremmo ancora all’effetto serra?
    A meno di non concludere che, se ciò si verificherà e nessuno in linea di principio è in grado di escluderlo, dovremmo attribuirlo “ai mutamenti notevoli, agli scenari ecc., che tutto è, tranne che scienza.

  • 14
    utente verificato evileyes scrive:

    Guarda, non vorrei fare la parte di quello che vuole avere per forza ragione o l’ultima parola, ma non sono affatto d’accordo con te.
    Altro che ere geologiche e cambiamenti dovuti alla precessione degli equinozi (che non ho bisogno di ripassare). Qui si parla di mutamenti notevoli, di scenari totalmente nuovi, di caratteristiche climatiche sconosciute - se l’emissione di CO2 e gas di origine antropica non rallentasse - in meno di un secolo e per quasi metà del pianeta! E anche nel caso che il processo di emissione di questi gas dovesse interrompersi ora (pura utopia), le conseguenze saranno ridotte, ma avvertibili in ogni caso.
    Non la penso così solo io, ma anche eminenti scienziati. Documentati bene.

  • 13
    utente verificato Spartaco scrive:

    Certo che ne abbiamo messa di carne a cuocere!
    Vorrei però rimanere al punto centrale del post, ripromettendomi di tornare sul “cappello” in un’altra occasione. Che sicuramente non mancherà, visto che sono in una condizione di inattività coatta da cui nulla mi smuoverà, eccetto mia moglie, che ci sta tentando da un pezzo.
    La mia idea è questa: che tutto ciò che si dice in termini di energia, ecologia e catastrofi assortite è emanazione del sistema capitalistico, pardon, liberistico più o meno neo in cui viviamo. La questione energetica non è di oggi: risale ad almeno trent’anni fa, quando ci spaventarono con la scusa che il petrolio stava per finire e ci facevano fare le domeniche a piedi. allora l’ecologia non c’entrava una mazza e di ecologisti manco l’ombra. Tant’è che la soluzione che ci fu ammannita, in termini di autotrazione, fu l’impiego massiccio del motore Diesel. Nonostante il superbollo,che non aveva alcuna finalità ecologica, il diesel diventò una specie di status symbol: persino la fiat, che del Diesel automobilistico non ne aveva mai voluto sapere, creò la Uno D, con un motore da 1298 cc che era il più piccolo della categoria. Veramente una cuccagna: per le case automobilistiche e per il capitale in generale. Gli interessi delle compagnie petrolifere non furono minimamente toccati, perchè tecnologicamente produrre benzina o nafta è esattamente la stessa cosa. Salvo il non trascurabile particolare che il motore Diesel è tra i più inquinanti epericolosi mai concepiti: oltre alle percentuali elevate di NOx che sono legati ai picchi di temperatura e di pressione caratteristici del Diesel, esiste il problema, durante la combustione, della formazione di benzopirene, altamente cancerogeno. Come al solito le pecore hanno seguito il pastore. Mi devo fermare sennò mi viene un altro post. Debbo però aggiungere, a proposito del maglioncino, che le variazioni climatiche si osservano su campioni dell’ordine di migliaia, se non milioni di anni, come le ere geologiche. E che, per il fenomeno della precessione degli equinozi, che vi invito a ripassarvi, le stagioni si sono invertite già un numero ragguardevole di volte a far data dalla nascita del nostro pianeta.

  • 12
    utente verificato evileyes scrive:

    Devo ammettere che ho avuto difficoltà notevoli a capire cosa volevi dire prima, ma ora penso di aver capito.
    Per quanto riguarda il lasciar fuori il neo, ok, lasciamolo fuori, anche se, per me, come romanticismo non è uguale a decadentismo, così il liberismo non ha le stesse matrici del neoliberismo.
    Marx sorriderebbe, ma Marx era un ottimo economista e, negli ultimi anni della sua vita, ha scritto anche quell’opera (i “manoscritti matematici”) che gettano una nuova luce sul resto dei suoi scritti. E’ cercando le certezze matematiche in economia, che ha potuto snocciolare teorie economiche originali, sì, ma anche dotate di solide radici scientifiche.
    Io non sono né un matematico, né un economista, solo uno che osserva e cerca di farsi una sua idea.

  • 11
    rokkok scrive:

    il capitale si può ricavare attraverso formule ben definite, pertanto il Capitale non può inventarsi un Liberismo (lasciamo fuori il neo, per amor del cielo :evil: ) quindi a partire da ciò, o, se lo inventa, non può che essere deterministico poiché è determinato con formule empiriche (che si conoscono attraverso l’esperienza)
    se oggi Marx sarebbe ancora in vita sorriderebbe, io credo, all’idea di una Economia considerata come scienza esatta alla maniera della geometria :D

  • 10
    utente verificato evileyes scrive:

    > rokkok
    Il concetto espresso da spartaco non ti convince perché ha scritto “liberismo”.
    Se avesse aggiunto il prefisso “neo”, saresti sicuramente stato più concorde.
    D’altronde sono ben note le teorie di Rothbard, secondo il quale la libertà di commercio dev’essere tutelata dalla legge (magari esercitata per mezzo di tribunali privati e il cui braccio sarebbero dovuti essere poliziotti privati), non dallo stato (visto come un padre-padrone, nemico e disonesto).
    Sebbene questa teoria anarchica sia di fatto contraria alla visione comunista dello Stato, paradossalmente, per come è organizzata la vita politica quest’oggi, in Italia, non è totalmente aliena da ogni forma di ragionevolezza: in effetti la classe politica sta abusando della democrazia, allontanando dal popolo le leve per utilizzarne gli strumenti.
    Se l’Italia è una Repubblica Democratica, sarebbe l’ora di epurare il Parlamento dagli scaldapoltrone e da persone che non potrebbero per legge neanche fare i vigili urbani. Sarebbe l’ora di vedere qualche faccia nuova, invece del solito circolo di Bridge.

  • 9
    rokkok scrive:

    non mi convince il cappello :D

    lascio stare le catastrofi e anche i gruppettari, introdotti unicamente per evidenziare che non ti vuoi confondere con loro, ma come si fa a sostenere che il “liberismo predilige la causalità? :nono:
    Proprio l’esempio dei prezzi, secondo me, dimostra chiaramente il rapporto causa-effetto che sottende al concetto di liberismo.. che non tiene in nessun conto delle regole altrui, ma le sue le fa essere dogmi a cui tutti devono sottostare, altro che impresa “anarcoide”!
    il problema è che le sue leggi, di natura empirica certo ma non casuali, come un veleno attosca tutto il pianeta :cry:

  • 8
    utente verificato swampthing scrive:

    giro le osservazioni a Spartaco, l’autore dell’articolo.

  • 7
    kaimano scrive:

    SWA: e’ un tema difficile. Oltre alle critiche di davidw, che condivido, vedo un po’ tirata la tua conclusione quando, parlando dell’effetto serra, dici che i liberisti ci stanno disinformando (o ingannando) perche’ “vogliono in realtà prepararsi il terreno per assestare il colpo di grazia definitivo al petrolio, che rappresenta la grande arma nelle mani dell’islam”.
    Sull’energia ho le mie idee, diverse dalle tue. Non vedo nessuna crociata anti islam di questo tipo e credo, anzi, che il petrolio continuera’ ad essere utilizzato finche’ sara’ disponibile ad un prezzo conveniente (con buona pace dell’effetto serra).
    Quando il prezzo superera’ la convenienza rispetto al costo di altre forme di energia il petrolio sara’ progressivamente abbandonato.
    Quanto al nucleare consentimi uno sfogo. A meta’ degli anni 80 ci fu un referendum per l’abolizione delle centrali nucleari in italia. Non voglio tornare alle polemiche nate intorno a quel referendum ma voglio solo considerarne le conseguenze.
    In Italia non c’e’ piu’ una centrale nucleare ma, in compenso, siamo circondati da centrali localizzate nei paesi confinati che producono energia quasi esclusivamente per noi (quindi che cosa abbiamo fatto? abbiamo spostato solo di qualche km il problema e paghiamo la medesima energia ad un prezzo maggiorato).
    Ma questo non e’ il solo danno. La nostra industria nucleare, allora agli albori, e’ stata definitivamente chiusa e il nostro paese non ha piu’ potuto partecipare alle commesse, miliardarie, per la costruzione di altre centrali nel mondo. Diro’ di piu’: l’Italia, nel giro di qualche anno, dovra’ probabilmente rivedere la sua posizione sul nucleare. Dovremo costruire nuove centrali e ci troveremo senza know how. Dovremo quindi acquistarlo all’estero, con ulteriore danno a nostro carico.
    Quando ci fu il referendum votai a favore della chiusura delle centrali. Mi accorsi poi di essere stato irretito dai verdi (che ora non esito a definire oscurantisti) e da coloro che lottavano con loro. Ci spiegarono i danni del nucleare (ci convinsero facilmente) ma tralasciarono di informarci su cosa avremmo dovuto subire in caso di vittoria.
    A parte lo sfogo apprezzo il tuo sforzo e la tua analisi. Temo pero’ che il tema (al di la’ del nucleare) sia parecchio piu’ complesso.

  • 6
    utente verificato er mahico scrive:

    Attento Qirex.
    La propaganda americana faceva passare per invincibile una cosa che neanche esisteva (e tecnicamente era non fattibile) come lo “Scudo Spaziale”.
    io penso che i loro satelliti sono sì potenti, ma solo se c’è un punto di collegamento a terra (microspia, Transponder).
    Inoltre basta lanciare nello spazio un sacchetto di 4 kg di bulloni per disattivare un satellite. Questi infatti diventano come proiettili una volta entrati in orbita e trapassano da parte a parte qualunue cosa.
    è come affidare la propria sicurezza a un aquilone.

    Riguardo a Spartaco devo dire che è veramente preparato, E come me, al Sud non viene apprezzato dai finti datori di lavoro che preferiscono i raccomandati dalla mafia che non sanno distinguere una isobarica da una isometrica, o scrivono la potenza elettrica apparente in W anzichè in VA.
    c’è talento da vendere in questo Blog. peccato non incontrarci almeno una volta di persona.

  • 5
    utente verificato qirex scrive:

    secondo me questo non è un gioco a chi elimina per primo il petrolio. anzi. gli americani fanno di tutto per averne di più, sempre di più. il problema è che in america gli investitori dell’oro nero sono troppi, e troppo vicini al governo usa. tuttavia, anche gli americani hanno capito che il petrolio sta per finire. ecco perchè il gas naturale fa gola eccome. ed ecco perchè siamo andati in afghanistan. il vero motivo non è la caccia al pericoloso sultano terrorista (oggi con i satelliti riescono a contare i peli del culo di chiunque), ma l’intrufolarsi degli americani nel progetto di un lungo gasdotto che collega il turkmenistan al pakistan-india. l’afghanistan ci sta proprio in mezzo.
    secondo me l’america non ha ancora interessi nel nucleare, perchè le centrali a fissione non sono tanto redditizie. il rischio è troppo alto, le scorie un peso, e gli ambientalisti una palla al piede. piuttosto si potrebbe investire nella ricerca sulla cosiddetta fusione fredda, a detta di alcuni possibile.
    forse lo sanno in pochi, ma l’italia è uno di quei paesi i quali ricercatori studiano la fusione fredda. è tutto scritto quì:

    http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rap porto41.asp

    dove un giornalista di rai news ha fatto una bella inchiesta sulla fusione fredda. dove si spiega perchè la fusione fredda funziona ma non lo sa nessuno. queste cose mi fanno vomitare!

  • 4
    utente verificato evileyes scrive:

    L’effetto serra è un effetto, come dice il nome. Il gas omonimo è presente in natura, ed è un regolatore di radiazioni IR, ma i CFC (clorofluorocarburi e basta il nome a capire da cosa derivano), gli HFCs e potrei continuare, non lo sono.
    Ovviamente l’uomo ha cercato di rovinarsi fin da quando ha cominciato a dimenticare il rapporto con la terra: parlo di disboscamento, di abbandono dell’agricoltura, di cementificazione. Ora, grazie alla variazione di rapporti chimici, in atmosfera non c’è più stabilità nei processi termici, e il risultato è il tuo maglioncino.
    > Spartaco: pensi che in Italia, con l’ignoranza che dilaga, non sia possibile indire un referendum per far tornare attive le centrali nucleari e vederlo passare? Io credo di sì. Basta un messaggio a reti unificate o tanti piccoli messaggi subliminali lanciati attraverso i media, e li vedrai tutti in fila davanti al tritacarne, come in The Wall.
    Ora che ho fatto del disfattismo, vorrei, anche se l’argomento è abusato, ricordare che esistono fonti di energia maggiormente ecocompatibile, e la pianto lì, che tanto Grillo e l’idraulico ce ne hanno già parlato a sufficienza.

  • 3
    utente verificato swampthing scrive:

    wow! ne sai parecchio, come supponevo.
    però rimane il nocciolo della questione: l’effetto serra esiste o no?
    secondo te no, mi pare di capire. a me a gennaio, col maglionicino invece del cappotto e sciarpa, qualche certezza mi era venuta.

  • 2
    utente verificato Spartaco scrive:

    In Iraq ci siamo andati… e ce ne siamo tornati. Come se ne torneranno gli americani. Con quella gente non la spunta nessuno.
    Il petrolio fa un sacco di casino. Vedi la Nigeria.
    Le centrali nucleari non si possono fare “tout court”. In Italia sono state bandite. quando alcune erano in corso di costruzione. C’è stato un referendum. All’estero le cose non è che vanno in maniera molto diversa: il pericolo della fusione del nocciolo è un fatto internazionale. In America, prima di Chernobyl, ci fu l’incidente alla centrale di Three Mils Island e la catastrofe fu sventata per un soffio: ci fu comunque fuga di materiale radioattivo (l’acqua di raffreddamento del reattore fuoriuscita in forma di nube di vapore).
    Il carbone come combustibile è un disastro in senso assoluto. Rudolf Diesel dovette spararsi un colpo di pistola perchè la nafta non era ancora stata inventata e lui era costretto a far funzionare il suo motore (che Diesel pensava perfetto, uguale a quello ideale di Carnot) con polverino di carbone.
    Per quanto riguarda il gas, esso è il combustibile ideale. Ma non c’è gas senza petrolio. Nel senso che gas e petrolio vanno sempre insieme: è solo una questione di atomi di carbonio, in numero minore di cinque per il gas, in numero maggiore di cinque per il petrolio.

  • 1
    utente verificato swampthing scrive:

    questa sull’effetto serra usato solo per tornare al nucleare, mi sembra un’ipotesi un po’ azzardata…

    allora che ci siamo andati a fare in Iraq? bastava fare le centrali nucleari, no?

    poi, che io sappia, le centrali elettriche vanno soprattutto a carbone o a gas…
    che vogliano colpire il nemico russo? :mrgreen:

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