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Qui c’è puzza di bruciato!

19 Aprile 2007 alle 01:06
Spartaco

Ancora una volta lo strumento mediatico la fa da padrone.

Non c’è bisogno di commento, quando si vede il fumo nero e denso che avvolge tutto trasformando il giorno nella notte, con i pompieri che svolgono le manichette e quei getti d’acqua che sembrano pisciate di passeri, con le lingue di fuoco che rompono la cortina fumogena e si affacciano minacciose come tentacoli di piovra quasi a dire ci fate un baffo con la vostra acqua.

Marinetti, creatore del futurismo italiano, non aveva a disposizione la telecamera. Perciò ricorse a un sistema che fece scuola: i suoi servizi dal fronte del conflitto italo-turco erano scritti disponendo sul foglio parole e frasi in modo da rendere la sensazione visiva di ciò che stava accadendo. Per cui l’espressione “lingue di fuoco” la scriveva in verticale.

Ma che c’entra la De Longhi con i turchi? Con loro nulla. Ma con i cinesi e i russi sì. Perché in Cina e in Russia la De Longhi ha costruito degli stabilimenti, dove ha trasferito produzioni che stavano in Italia. Pare che l’abbia fatto pure con metodi abbastanza “spicci”, riguardo alla manodopera, ovviamente.

Allora ci chiediamo, non fosse perché veniamo dal morto: il magazzino che è bruciato era di prodotti finiti o di parti per prodotti finiti? La plastica che va sugli elettrodomestici, per ragioni di sicurezza, deve essere autoestinguente. Allora delle due l’una: se si tratta di prodotti finiti, evidentemente vengono dalla Cina o da altre realtà banditesche dove non c’è rispetto delle regole sull’impiego dei materiali. Se si tratta di parti, queste sono state costruite in spregio delle regole di sicurezza e si deve capire se in Italia o dove.

E poi si parla di morti bianche. Per questi delinquenti non bastano i colori dell’arcobaleno, per le morti che sono in grado di propinare.

C’è poco da fare: gira e volta, la questione riguarda comunque la magistratura, in questo Paese di Guardie e Ladri dove sono sempre di più i ladri e sempre meno le guardie. Io mi offro come guardia. Anzi, poiché la divisa mi sta stretta, potrei fare l’aiutante perito: se non altro per cercare di abbreviare il periodo, sicuramente di anni, che si prenderanno per arrivare alla verità. Se…ci arriveranno.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana, Cronaca nera da Spartaco | (Letto 601 volte)

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8 Commenti a “Qui c’è puzza di bruciato!”

  • 8
    utente verificato er mahico scrive:

    Quando abrogheranno la legge 30 con potere retroattivo, forse faranno una mezza cosa per salvaguardare i primi custodi della vita degli operai: cioè gli operai stessi, che così terranno di più alla pelle e a un’ambiente sicuro, e non a una spada di Damocle sulla testa chiamata…..Outsourcing, Cessione ramo d’azienda o Esternalizzazione.

  • 7
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ er mahico
    E’ proprio vero che siamo sprecati.
    Ma che vuoi che ne sappiano questi quattro coglioni di autoestinguenza e di carico di incendio? O di diossina che nell’area interessata è ormai in concentrazione tre volte superiore al massimo ammissibile? Che ci vuoi fare: loro vanno avanti con le giornate della memoria. Mo’ ci hanno pure quella degli incidenti sul lavoro. Stanno a posto: la celebrano e si liberano la coscienza.
    Cialtroni ipocriti!

  • 6
    utente verificato er mahico scrive:

    avevo lasciato un commento fico ma nn lo leggo. uffa :twisted:

    in breve:
    dove era il preposto alla sicurezza? in CIGS? a fare il facchino come uno schiavo fuori dal magazzino sennò a DeLonghi piange il portafogli?

  • 5
    utente verificato er mahico scrive:

    sono abilitato come preposto alla sicurezza (legge 626)
    posso dire solo una cosa che non scagiona nessuno, ma è tecnicamente valida.

    in qualsiasi ambiente chiuso, dopo il primo principio di incendio (anche una fiammella di due cm), il tempo del completo avvolgimento delle fiamme è circa 15minuti, non conta la grandezza della camera di combustione, il principio di incendio si allarga per tutta la superficie in 15 minuti circa, in presenza di materiale non-autoestinguente, dopo questo tempo, l’incendio si protrae per tempi proporzionali al potere calorifico dei materiali, è superfluo indicare che la temperatura se supera i 75°C è irrespirabile e letale per un inalazione superiore ai 30 secondi).
    (me l’hanno insegnato i Vigli del Fuoco direttamente)
    dov’era il preposto in questi casi? capisco che 15 minuti non siano tanti, ma non sono neanche un flash.
    io credo che materiale altamente combustibile che non doveva essere lì abbia provocato la perdita del controllo della situazione.

  • 4
    utente verificato calogero scrive:

    @spartaco
    non conosco la normativa antincendio nell’industria, ma se non sono in regola i primi problemi forse li avranno con l’assicurazione che fara’ di tutto per non pagare. Quanto ale dichiarazioni della sindacalista, beh, e’ una sindacalista, mica un pompiere.

  • 3
    utente verificato Spartaco scrive:

    Oppure il padrone che , siccome per lui i divieti non valgono, fumava il sigaro.
    Comunque sigari o sigarette, si riporta il seguente commento (fonte citata):

    «Non capisco perché non sono entrati in funzione i sistemi di allarme». Queste le prime parole di Franca Porto, segretaria generale Cisl Veneto, impegnata per lavoro a Roma, ma in costante contatto con la Fim Trevigiana per conoscere l’evoluzione della situazione che ha portato alla distruzione dello stabilimento De Longhi di Treviso. «È stupefacente - aggiunge Franca Porto - che un incendio, per quanto violento, possa provocare una situazione così grave. Non capisco come in un’azienda tanto grande, non siano entrati in funzione i sistemi di allarme e antincendio. Questi, infatti, avrebbero potuto quanto meno contenere i danni allo stabilimento trevigiano».

  • 2
    utente verificato calogero scrive:

    e se fosse successo tutto perche’ un operaio fumava dove non doveva?

  • 1
    utente verificato Spartaco scrive:

    Dal Sole24ore, edizione on-line:

    “la linea distrutta dal fuoco potrebbe essere rimessa in funzione nel giro di circa tre mesi, mentre l’aspetto commerciale sarebbe comunque in piena efficienza perchè l’azienda dispone ancora di una partita di 50 mila pezzi stoccati nel magazzino di Mignagola di Carbonera, a pochi chilometri dal luogo dell’incendio.”
    PERCHE’ NON VANNO A VEDERE COME SONO STOCCATI? E COSA E’ EFFETTIVAMENTE STOCCATO? E COME FUNZIONANO GLI ALLARMI E IL SISTEMA ANTINCENDIO? (…SE ESISTE).

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