La Repubblica del Sud
22 Aprile 2007 alle 23:24
Il Parlamento del Nord ha sede a Vicenza, nella villa Bonin Maistrello, via dell’Oreficeria n. 21. La terza seduta si è tenuta sabato 21 u.s., con la partecipazione tra gli altri di Roberto Formigoni. Nella precedente seduta del 10 marzo era invece presente Giulio Tremonti.
Questo Parlamento è una cosa seria: infatti, nell’atto “politico” della sua costituzione sta scritto che, se le cose non andranno come dicono i leghisti e non ci sarà un riconoscimento ufficiale della Padania, la Lega ritirerà i suoi deputati dal Parlamento italiano. Una specie di Aventino che avverrebbe nel Vicentino.
Per il momento la materia dei lavori parlamentari è di natura principalmente fiscale. Ha detto Maroni che le tasse che si pagano in Padania debbono rimanere in Padania, come ricavato, tranne una quota da versare allo Stato centrale.
La cosa non è nuova: esisteva già nel medioevo. Erano le decime che i feudatari pagavano all’imperatore. Ciò fatto, potevano amministrarsi il loro feudo in assoluta tranquillità, praticando sistematicamente il sopruso, applicando il diritto della prima notte, tagliando le mani a quelli sorpresi a cacciare o a tagliar legna senza il permesso del vassallo, ecc. Però si sapeva: i leghisti sono notoriamente cultori del medioevo. La vittoria di Legnano risale a quel periodo. Come risale a quel periodo la successiva sconfitta di Cortenuova, quando i gonfaloni della Lega finirono nella polvere, compreso il carroccio, ma a scuola non ce l’hanno detto soprattutto a noi meridionali per farci emigrare al nord.
Restiamo a questo punto in trepidante attesa di un Parlamento del Sud, che deve nascere per forza.
Lo si capisce dal fatto che nonostante l’impegno del governo attuale, fatto di trasferte in pompa magna, di minacce di invio dell’esercito (i Bersaglieri per la camorra e il Genio Militare per la monnezza) le cose restano sempre allo stesso modo, perchè saldamente nelle mani dei politici locali.
La sede sarà Napoli e l’atto politico sarà redatto da Bassolino, che farà riferimento alla specificità culturale del Mezzogiorno d’Italia, incentrato sull’insopprimibilità della camorra e della delinquenza in generale, compresa quella politica. Nell’ottica del pragmatismo che contraddistingue gli uomini di governo al sud come al nord e in qualche maniera li rende gemelli (in fondo sono tutti italiani), la materia fiscale sarà anche qui la prima ad essere affrontata. Includendo nel gettito fiscale il “pizzo”, che ha appunto con il fisco in comune la natura di prelievo forzoso, si stabilirà che i suoi proventi andranno direttamente nelle casse partenopee, tranne un’aliquota allo stato centrale. La geografia politica dell’Italia muterà radicalmente: la Padania al nord e la Nuova Provincia Organizzata al sud, inframmezzate da uno stato cuscinetto retto ad anni alterni dal Partito Democratico e dal Partito Repubblicano (ex CdL), che si occuperà dei musei, dei rapporti con il Vaticano e delle gite fuori porta.
Pubblicato in Politica da Spartaco | (Letto 616 volte)
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