Quando muore Berlusconi
5 Maggio 2007 alle 22:17
Quando muore Berlusconi non è come quando muore il papa. Morto un papa se ne fa un altro. Due o tre suore che piangono, il catafalco con il cadavere imbalsamato in piazza San Pietro e poi la fumata bianca, dopo qualcuna nera giusto per far scena. E poi via alla notte degli oscar, con l’affacciata al balcone.
Per Berlusconi sarà tutto diverso, tranne il cerone sul viso e il fard a cui non rinuncerà nemmeno da morto, per cui anche lui sembrerà imbalsamato.
Sarà una cosa memorabile, perché lo sconcerto si impadronirà di tutti.
Come quando morì don Mommo, in un paese della Calabria, che i ragazzi non furono mandati a scuola o come quando arrestarono a Casal di Principe un temibile capo-camorra dell’agro aversano, per cui la gente si riversò per strada chiedendosi smarrita: “ E adesso come faremo?”
Come faranno quelli che abitualmente usano Berlusconi come spauracchio? Quelli che dicono “fai il bravo, sennò viene Berlusconi”? Come faranno quelli che pur di sbarrargli il passo sono disponibili a confondere sinistra e centro, laicismo e clericalismo, mangiapreti e bacchettoni, ulivi e margherite, zitelle mai violate e femminazze assatanate?
La prima cosa che succederà è che si sfascerà il Partito Democratico, che nasce in funzione antiberlusconiana o comunque contro l’aggregazione che Berlusconi è riuscito a realizzare. Un po’ come gli Indiani della prateria, che si misero insieme per sconfiggere in battaglia campale il generale Custer e poi tornarono a farsi guerra tra di loro.
Mediaset scomparirà e si tornerà al monopolio della Rai: qualcuno sta anche pensando di abolire il colore e tornare al bianco e nero, perché è più suggestivo e fa onore al Neorealismo italiano.
Per gettare fumo negli occhi in nome di un falso pluralismo di pensiero e di opinione, l’attuale canaglia giornalistica berlusconiana sarà mantenuta in vita affidandola a Confindustria.
La cosa però potrebbe non durare molto, perché bisogna fare i conti con l’irresistibile vocazione degli italiani a portare al potere le figure da avanspettacolo. Il loro gusto per la macchietta non ha limiti. Lo hanno fatto per Berlusconi, lo fecero per Mussolini inframmezzati da ciccioline e altri personaggi su cui conviene stendere un velo pietoso. Per cui non è detto che morto Berlusconi non ne venga poi un altro. Fiorello è in agguato.
Pubblicato in Il nano piduista, Povera Italia da Spartaco | (Letto 850 volte)
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