La marcia su Roma
7 Maggio 2007 alle 19:37
Mercoledì 8 maggio andiamo a Roma. Non si sa in quanti saremo: la convocazione al Ministero per lo Sviluppo economico c’è e questo è un fatto importante. Si parlerà della Ixfin che mentre un potere dello Stato la vuole chiudere (magistratura fallimentare), un altro potere dello Stato (ministero) dice che esiste l’alternativa al fallimento. Che mentre un curatore fallimentare e un perito del tribunale dicono che la fabbrica non vale nulla, un avvocato dello Stato e un perito del ministero dicono che esiste dentro quel recinto (ammesso che torni a popolarsi) un patrimonio di conoscenza e di esperienze professionali senza pari. Ci è stato detto da parte del sindacato interno, nell’assemblea tenuta sotto il pino stamattina, che l’incontro sarà focalizzato sulla questione Ixfin: nel senso che non si metteranno in unico calderone i problemi dell’occupazione in Terra di Lavoro, le difficoltà della filiera bufalina e l’emergenza rifiuti.
I problemi vanno affrontati separatamente, come dice la legge di Pareto.
Come forse non si è fatto quando il governo è venuto in trasferta a Caserta, a fare cosa non si è capito, vista la situazione in cui siamo oggi. Addirittura dice che al tavolo al ministero sarà chiamato anche il curatore fallimentare. Il confronto tanto atteso: poiché qui non è in discussione l’autonomia dei poteri dello Stato ci aspettiamo che sia il potere esecutivo a indirizzare quello giudiziario. E’ vero, bisogna tutelare i creditori: ma non siamo noi lavoratori i primi creditori? Quelli che in questa vicenda ci stanno rimettendo tutto? La dignità, la salute e la famiglia? Dateci quello che ci spetta. Quello che ci appartiene di diritto: il nostro lavoro, in una fabbrica che ha funzionato e funzionava fino alla contestuale dichiarazione di fallimento, nonostante i guasti che i farabutti pseudo imprenditori avellinesi avevano perpetrato.
Se mercoledì saremo in molti, tanto di guadagnato. Se saremo in pochi, questo non sarà motivo per fermarci e farci rinunciare.
Perchè la cosa più bella è che alcuni di noi, come stabilito nell’assemblea sotto il pino, nomi e cognomi, saranno presenti al tavolo del ministero.
Da questo preciso momento parte il contatore: qualunque variazione rispetto alle cose che si sono dette, qualunque intralcio, qualunque sabotaggio sarà prontamente riportato su questo blog, senza guardare in faccia a nessuno e sputtanando una volta per tutte chi deve essere sputtanato. Come sarà riportato il resoconto preciso delle cose che si diranno. Se si diranno. Perché se non si diranno, siccome non ci saranno più assemblee a qualcuno potrebbe pure venire in mente di destinare il pino ad altri scopi.
Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | (Letto 386 volte)
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