Ixfin: Cronaca dal Palazzo
10 Maggio 2007 alle 11:32
Alfonso Gianni, sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico, è una persona a modo. Disponibile, informale, si vede che ha portato una ventata nuova nel Palazzo fascista (artisticamente parlando) sede del dicastero. Lo stesso che andammo nel novembre del 2004, Berlusconi regnante, dove un Borghini in doppio petto, alla maniera dei suoi capi di allora e non come il Borghini “mazzolato”di ieri, accompagnò trionfalmente in una sala tutta stucco e legni “l’imprenditore” che in meno di due anni ci avrebbe “guidato” (si fa per dire) alla rovina.
Fatto salvo Gianni e il contesto climatico, lo spettacolo offerto dalla politica, presente in quella sede anche con la Regione Campania e la Provincia di Caserta, è stato estremamente deludente.
A cominciare dal rango assolutamente minore dei personaggi che erano stati mandati a rappresentarle. Liquidiamo subito i “legati” della Provincia, che hanno fatto scena muta: due soggetti a mezza strada tra il preposto comunale all’Annona e il cronista di un quotidiano di periferia. Ho scoperto che erano la Provincia solo alla lettura del verbale finale che li nominava, per cui me li sono fatti indicare.
Il pezzo forte è stata la Regione. Siccome non voglio infierire, perché la nostra sorte è anche nelle mani di questi figuri, dirò soltanto che il tizio presente ha chiesto tempo per la verifica di risorse regionali per ammortizzare un possibile triste epilogo della nostra vicenda. Che è assolutamente nelle premesse, come ipotesi sciagurata ma plausibile: per cui sull’argomento si poteva arrivare preparati.
Il quadro di insieme è di un sistema di interlocuzione politica fondamentalmente inerte, a tutti i livelli. Che fa finta di scoprire l’esistenza del problema nel momento in cui lo si espone. Che, una volta che il problema lo ha capito, dopo averglielo spiegato per l’ennesima volta, tira fuori soluzioni all’impronta, a braccio. Un po’ come il medico con il malato.” Ti fa male la testa? Prendi l’aspirina. Ah, è lo “scolo” che c’hai? Allora ci vuole la penicillina. No, adesso che ti sei spiegato ho capito: hai un tumore. Allora devi morire”.
Oggi parte il contatore della bomba del fallimento. Con la sentenza definitiva in tal senso saremo licenziati e sul caso Ixfin calerà il sipario. Grazie all’intervento della politica, ci è stato detto che il giudice ha regolato “il timer” in modo che la bomba scoppia al massimo tra venti/trenta giorni. Grazie, signori della politica, per averci abbreviato il calvario: come dicono a Napoli, che “la meglio morte è quella subbito”.
Intanto abbiamo realizzato, sempre a quel tavolo e dopo un’estenuante serrata sulla drammaticità della situazione, che, almeno a livello di principio, l’ordigno si può disinnescare. Che la zeppa nel meccanismo di sparo si può infilare. Con un piano congiunto Ministero-Regione che preveda un intervento di recupero e risanamento industriale dell’area di crisi, dove insiste la Ixfin. Il protocollo di intesa è alla firma, come è stato verbalizzato e come sarà riportato al giudice, tramite il curatore fallimentare presente al tavolo. Basterà questo a placare il Moloch?
Una cosa è certa. Questi signori della politica dormono, come si dice a Napoli, con la “zizza in bocca”. E’ IMPERATIVO mantenerli svegli. REGIONE E PROVINCIA debbono essere oggetto di nostra “amorevole cura”. Bisogna fare in modo che questo piano industriale abbia il massimo risalto, a livello locale. Bisogna pubblicizzarlo ai quattro angoli di questa nostra area sciagurata, da Mergellina al Chiatamone, dai Quartieri spagnoli al Ponte di Casanova. Perché, quanto maggiore sarà il risalto che gli verrà dato, tanto più vile e sporca sarà la carognata di un pronunciamento che ci getta definitivamente per via.
Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | (Letto 1753 volte)
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