Fenomenologia di Berlusconi
13 Maggio 2007 alle 12:35

“Ahi! Signora Lòngari, mi è caduta sull’uccello”, disse Mike Bongiorno. Chissà se Umberto Eco ha preso spunto anche da questa memorabile gaffe per scrivere la sua “Fenomenologia di Mike Bongiorno”.
Il tema centrale del saggio è: come si può, a fronte di tanta scempiaggine, risultare in testa agli indici di ascolto? Eco tenta una spiegazione, che è più o meno la seguente: Mike Bongiorno è talmente sprovveduto che anche il più sprovveduto degli italiani, quando lo vede in azione, si sente superiore a lui. E gli porta simpatia.
Il professor Eco mi perdonerà se uso il suo stesso approccio metodologico per una “Fenomenologia di Berlusconi” che, nella pratica, ricalca quella di Mike Bongiorno.
Si sottolineano infatti diversi punti di convergenza tra i due illustri personaggi.
Innanzitutto, sono entrambi due uomini di spettacolo. Avvezzi e quasi smaniosi di farsi riprendere, ci arrivano sempre preparati, almeno dal punto di vista estetico. Che Berlusconi si faccia truccare come Greta Garbo è un fatto che nessuno mette in discussione: alla stessa maniera di Mike, che essendo del 1924 dovrebbe oggi avere abbondantemente superato ottant’anni. Lo so, parecchi mi diranno che il trucco non c’entra niente e che uno si mantiene così perché non ha mai lavorato. Ma è una maldicenza.
Entrambi portano una ventata di italianità nelle loro esibizioni. Berlusconi non ci fa mai dimenticare “la Milano da bere”, quella dell’Amaro Ramazzotti, per intenderci, così come Mike , quando può, ci ricorda i carabinieri, quelli delle barzellette, nella loro candida e incolpevole ignoranza.
Una volta, invece di leggere Paolo VI nel corso di un quiz, lesse Paolovì. Come nella barzelletta di assunzione dei carabinieri, dove all’aspirante viene richiesto di leggere un cartello dove sta scritto NAPOLEONE III; sono prescelti tutti i candidati che, con voce forte e chiara, leggono: NAPOLEONE CENTOUNDICI!
In più Berlusconi è basso di statura, il che agli Italiani non dispiace. E non mi venite a dire che questa è una cosa meridionale: perché al nord, che la mettono sempre in positivo, si dice che le botti piccole tengono il vino buono; al sud, che vanno un po’ più sul negativo, dicono che “chi è luongo, è fesso”.
La carrellata può continuare, ma ci dobbiamo interrompere per motivi di spazio.
In conclusione, sarebbe opportuno che quello spot antitelecom con Fiorello e Bongiorno camuffati da poveracci barboni fosse in realtà fatto da Berlusconi e Bongiorno. Sempre nella parte di poveracci: possibilmente reali, piuttosto che travestiti. Per solidarietà ai tanti barboni che affollano le nostre città, ivi compresa, e forse in primis, la Milano da bere.
Pubblicato in Il nano piduista da Spartaco | (Letto 1618 volte)
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negli anni del suo BUON GOVERNO???Mi sa che sai pensare solo a TE cara sereenlla…come fa LUI
BELL’ARTICOLO,BRAVO.
@ Seerenlla (”suppongo” “Serenella”): cosa intendi dire con “ci sa fare” nel senso che che lui Vi sa fare?

