Tra Draghi e Geronzi c’è Profumo… di stronzi
22 Maggio 2007 alle 20:26
Siccome Terrorpilot è una finestra sul mondo e a me piace ogni tanto affacciarmi alla finestra, questa cosa della fusione Unicredit Capitalia meritava qualche considerazione. Anche perché dice che le banche sono l’ossatura economica del paese, la base della sua capacità di fare.
Per usare un paragone caro ai napoletani, le banche sono come l’olio: indispensabile per friggere il pesce.
Il pesce ce lo mettono gli altri, gli imprenditori. E’ vero che molto spesso puzza o addirittura è inesistente. Ma questo non ha importanza, perché la magistratura fa il suo corso.
Nel frattempo che i magistrati arrivano, quando arrivano, le banche continuano a fare il loro lavoro: ti spellano se non paghi, ti vendono pure tua moglie “al pubblico incanto” e praticano l’usura legalizzata, ma questo riguarda i poveracci. Che, come giustamente lascia intendere Berlusconi, non hanno avuto successo nella vita e meritano il posto che occupano, mentre lui, che invece è nato con la camicia ed è fortunato, merita di governare.
Ho capito però che di questo passo mi sarei fatto prendere la mano e sarei ripiombato nella solita requisitoria contro il sistema capitalistico e le sue molteplici manifestazioni di prevaricazione e sfruttamento del prossimo. Per cui ho cercato di cambiare registro. Ci sarà pure un giusto a Sodoma. Eppoi ci stanno ripetendo in mille salse, da destra e da sinistra, che questo sistema non ha alternative.
Sicchè, accettata seppur a malincuore questa logica, ho cercato almeno di capire a quale schieramento appartengono i protagonisti. E’ vero che comunque ti mettono una corda al collo. Però se è rossa invece che nera almeno uno si toglie una soddisfazione, anche se si tratta di un cappio.
Ho scoperto così che i due principali attori della vicenda sono amici di tutti: le loro conoscenze spaziano interamente per quello che una volta si chiamava “l’arco costituzionale”. Cioè non c’è nessuno di quelli che contano, a destra o a sinistra, che si fanno avanti a sbarrargli la strada.
Per cui ho pensato che la cosa migliore fosse rimanere ai fatti. E i fatti sono: Geronzi è pesantemente coinvolto nel crac della Parmalat, con l’accusa di usura. E’ stato condannato in primo grado per il crac Italcase, con sospensione condizionale della pena (fonte Wikipedia).
Profumo , invece, quando gli hanno chiesto se la fusione avrebbe portato alla soppressione di posti di lavoro, ha detto senza mezzi termini che le fusioni servono per fare efficienza. Secondo un’equazione molto cara alla gente della sua risma, per cui meno si è, meglio è.
In ultimo c’è Draghi. Che fa il Governatore della Banca di Italia ed è esperto di privatizzazioni o di liberalizzazioni, che si chiamano così da quando c’è la sinistra al governo per non offendere Bertinotti. Draghi durerà per mettere finalmente a segno il colpo da maestro della sua vita: la privatizzazione della Banca di Italia. C’è già un possibile acquirente: Berlusconi, che però ha posto la condizione di volere la sua immagine sulla banconota da 100 euro. Come Abramo Lincoln sul dollaro? No, come la regina Elisabetta sulla sterlina.
Pubblicato in Politica da Spartaco | (Letto 697 volte)
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che non Vi prendete nemmeno la briga di controllare se la Banca d’Italia è privata: LA BANCA D’ITALIA E’ PRIVATA !!! ma non è del
Grazie, Giancarlo.

