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Li battezziamo o no?

24 Maggio 2007 alle 00:43
qirex

Quello che segue è un dialogo realmente accaduto.

Lui: però, sto papa… ma quanto mi sta sulle palle!
Lei: anche a me, in fondo se uno crede in Dio lo può fare indipendentemente dalla chiesa.
Lui: infatti quello che contesto non è la religione, ma tutto quello che ci marcia intorno.
Lei: è vero ormai la chiesa è una specie di partito politico. Si occupano di cose che non hanno nulla a che fare con loro.
Lui: gia… sai che a me ad esempio mi piacerebbe sposarmi in comune? Senza fare tutta la trafila della chiesa e palle varie.
Lei: [silenzio].
Lui: beh, ho detto qualcosa che non va?
Lei: vedi tu… lo sai che io credo in Dio, e che per me queste cose sono importanti.
Lui: anche per me sono cose importanti, tanto importanti che se non ci credo perché lo devo fare?
Lei: perché mi ami [broncio].
Lui: [imprecando tra se e se] però almeno concedimi il fatto che i bambini non li battezziamo.
Lei: COSA? Ma chi te le mette in testa certe idee???
Lui: perché cosa c’è di male? Io penso che queste cose vadano decise da grandi, magari dopo un adeguato percorso personale e spirituale. Insomma, bisogna essere grandi per capire se si crede o no.
Lei: non ho mai sentito tente cretinate tutte insieme.
Lui: scusa?
Lei: ma scusa, al bambino non ci pensi? Non credi che possa sentirsi discriminato? Ma prova ad immaginarti tuo figlio che quando arriva l’ora di religione si alza e se ne va.
Lui: sarebbe tutto suo padre.
Lei: non scherzare, io sto parlando seriamente.
Lui: anche io parlo seriamente, e siccome sono serio e coerente, mi piacerebbe che anche i miei figli lo fossero. Perché devo figurare tra le file dei cattolici se non lo sono? Voglio semplicemente che sia data la possibilità di decidere da grande, quando uno è cosciente di se e di quello che gli sta intorno ed eventualmente sopra.
Lei: continui a fare i tuoi soliti discorsi comunisti ed egoisti…

Stop. Al giorno d’oggi, così come stanno le cose, secondo voi chi ha ragione dei due?
In Italia facciamo tanto gli “avanti” quando in realtà non lo siamo. La chiesa è come la mafia, un’organizzazione estremamente radicata nel territorio, capace di modificare il comportamento e il pensiero di chi ci vive. Le argomentazioni di lui, sono perfettamente applicabili in un paese civile e davvero “avanti”, ma le argomentazioni di lei sono quelle vincenti. Quando lei dice: >, in realtà ha ragione da vendere. In un paese dove se non sei uguale agli altri sei il “diverso” da evitare e possibilmente insultare, è ovvio che un bambino non battezzato, quindi fuori dalla norma, venga preso di mira dai coetanei. Si sa che i bambini in età di scuola elementare-media sono molto cattivi con i compagni di classe.
Insomma volendo fare di testa sua, lui apsetta il giorno che gli torna a casa il bambino in lacrime, maledicendolo perché non ha voluto farlo battezzare a suo tempo. Ecco perché lei ha ragione.
Questa cosa mi fa incazzare. E parecchio anche.

Pubblicato in mondo malato, L'ora di religione da qirex | (Letto 752 volte)

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46 Commenti a “Li battezziamo o no?”

Pagine: « 3 [2] 1 »

  • 40
    utente verificato Spartaco scrive:

    Però a Faicchio c’è il vino buono. Quando me ne fai assaggiare un po’? :wink:

  • 39
    utente verificato Kahless scrive:

    Io l’ora di religione la frequento normalmente, insieme a tutti gli altri atei della mia classe, ma semplicemente per creare un dialogo, senza contare che la prof è laica ed è molto aperta, ma durante le funzioni religione noi siamo esonerati e rimaniamo a scuola. Nella classe nostra il crocifisso non c’è e se provano a metterlo lo bruciamo. Su ventinove ragazzi siamo 6 atei, 2 protestanti, 1 agnostico, 15 cattolici non praticanti e 5 cattolici praticanti. Non male per un paese contadino e di montagna come Faicchio, no?

  • 38
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ er mahico
    Quelli che devono essere oggetto di cura sono i “combattenti”, quelli che si espongono, non quelli che si nascondono. Quelli che vanno in cerca della pallottola giusta, in senso figurato, ovviamente, che metta fine al loro calvario. In questo è il loro “help me!”
    E noi dobbiamo essere pronti a dargli ciò che gli serve: non la pallottola, ma “la bottarella” per farli passare da questa parte dello schieramento. Getteranno il fucile, pardon, il messale e ci abbracceranno, per averli finalmente portati alla vita.

  • 37
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ qirex
    Per adesso il problema non si pone… perchè siccome mi hanno buttato fuori dal lavoro e vado avanti con la CIG, per ritorsione domestica (fino a quando non sarò capace di trovarmi un altro lavoro) mi debbo cucinare io :mrgreen:

  • 36
    utente verificato qirex scrive:

    per spartaco

    e io che pensavo di essere sfigato con le donne. ti faccio una domanda, non ti offendere: sa cucinare?

    scherzi a parte, forse leggendo i vostri commenti mi sto autoconvincendo ad andare avanti nella lotta. forse la Lei del post non ha pienamente ragione. forse.

  • 35
    utente verificato er mahico scrive:

    @Spartaco
    prima in questo blog ero quello che difendeva le “radici cristiane”, o per meglio dire il benessere che io piamente davo raggiunto x il rapporto causa-effetto religioso sul comportamento.( ergo radici cristiane= botta di culo di benessere per il paese che le ospita e le coltiva.)
    non mi ricordo in quale post, ma sicuramente uno dei primi d iTerrorpilot, ma io e Calogero eravamo d’accordo solo sul premere il tasto invio a fine digitazione , non difendevo in toto la chiesa, ma solo quello che mi sembrava doveroso difendere.
    Calogero era quasi più integgerimo e rigoroso con i religiosi di me con i fascistelli, mi faceva quasi impressione :mrgreen:
    Fortunatamente sono arrivati i referendum ,sabotati da prelati e affini, e io sono diventato anticlericale convinto . (ateo praticante non mi bastava più)
    Posso offrire i Palermitani come cavie? Non vanno mai in chiesa, ma sono tutti cattolicissimi a loro dire, sicuramente perchè ci vanno di mattina presto prima di andare a lavorare, per questo non si vedono. :mrgreen:

  • 34
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ calogero
    Veramente il dialogo ce l’ha lei, che evidentemente ne ha bisogno. Come per esempio tanti altri nella stessa condizione che scrivono sul blog. Forse l’ho già detto in un’altra occasione: non siamo insensibili al grido di dolore che da parte di queste creature si leva verso di noi! Vogliono essere aiutate, giustamente senza essere offese. Propongo la creazione del CDC, Centro di Disonticassione dal Cattolicesimo, di cui io sarei il gestore. Ho chiesto a mia moglie di fare da cavia per il primo esperimento e mi ha detto di no,
    Ti offriresti tu, Calogero? :mrgreen:

  • 33
    utente verificato calogero scrive:

    @spartaco
    beh almeno hai un dialogo. Pensa a quelle famiglie dove a tavola si sta zitti o peggio si guarda la TV :wink:

  • 32
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ fabrizio
    Uguale: mia moglie, che è cattolica praticante, va a messa e santifica le feste, mi dice esattamente la stessa cosa, quando parliamo di religione: “perchè devi offendere?”. Però la cosa finisce lì: perchè i miei figli sono tutti battezzati, hanno fatto la prima comunione, lei, mia moglie, va a messa, anche quella vespertina e io preparo la cena. Lei ritorna e, a fine cena, sente l’irrefrenabile bisogno di raccontarmi l’omelia del prete. Io la contesto a lei e al prete e litighiamo. Ma la domenica successiva si ricomincia daccapo. E secondo me mia moglie è contenta.

  • 31
    fabrizio scrive:

    @spartaco
    ma perchè devi offendere ?

    Direi che dopo questa … passo e chiudo.
    Buona notte

  • 30
    utente verificato Spartaco scrive:

    @fabrizio
    Hai ragione. Infatti viene da “fanum” che è neutro e non da “fanus” che invece è maschile. Dovevo stare più attento. I latini usavano il neutro quando l’argomento era scabroso, quando sfuggiva alla loro natura fondamentalmente pragmatica.
    Perchè non la mettiamo in un altro modo?
    Tu credi. Io non credo.
    Tu hai la fede, una specie di rinuncia aprioristica a far funzionare la ragione, almeno e solo, voglio augurarmi, in campo religioso.
    Mi dispiace, ma non sono capace di girare l’interruttore.
    Il cervello mi cammina sempre.
    Se mio figlio fa la stessa cosa, sono contento di questo.

  • 29
    Sibille scrive:

    @ luca

    “poi si sa,le donne sognano il vestito bianco,la chiesa e i fiori fin da quando sono bambine;cerchiamo di far loro capire che sono cresciute da quando sognavano quelle cose;quindi che non tritino i maroni e usino il cervello,piuttosto che essere conformiste a tutti i costi…”

    Non generalizzare, please. Non tutte le donne stanno nel ritrattino che hai fatto. Io, all’epoca, mi sono sposata cedendo alle mille insistenze di “lui” e mi sono comunque rifiutata di farlo in chiesa. Mi sono rifiutata anche di indossare il classico abito da sposa, perché mi sarebbe sembrato di essere mascherata da Carnevale. :mrgreen:
    Oggi dico scherzosamente (ma neanche tanto) che mi sposerei di nuovo per due sole ragioni:
    1) per ereditare (posto che la cosa sia chiara e intenzionale per entrambi):celebrate:
    2) se avessi un coltello puntato alla gola (intanto mi salvo, e poi ne riparlliamo) :whistling: :violent:

    ciao

  • 28
    fabrizio scrive:

    @spartaco

    Figurati se mi offendo.
    Ma la tua frase era diversa:
    […]Diamogliela vinta ai fanatici, poverini, pure loro devono campare[…]
    E se anche tu intendevi fanatico come riportato, non lo si evinceva dalla frase. O no ?

    E poi.
    Non per mancanza di fiducia ma …

    http://www.etimo.it/?term=fanatico
    http://it.wikipedia.org/wiki/Fanatismo
    http://it.wikipedia.org/wiki/Fanatismo_religioso

    Diciamo che quanto qui letto non conferma in pieno la lettura che tu ne dai.
    Meno che mai puoi supportarla con le parole che da te sono state associate.

    Ma finisce qui. Nulla di personale.
    Chiarito.

    Torno a ribadire.
    Se tu, o chiunque altro, non ci crede … pace.
    Liberissimo di non battezzare tuo figlio.
    Mai ti dirò che sei un infedele o che tuo figlio non deve giocare col mio.
    E se scoprissi che mio figlio discriminasse il tuo per questo … sarei profondamente amareggiato.
    Perchè non sarei stato in grado di educarlo.

    Allo stesso modo sono io libero di farlo battezzare se invece credo.
    E sarei altrettanto amareggiato se fosse tuo figlio a “scherzare” il mio per questo.

    Temo però che se li educhiamo come qui stiamo “chiacchierando” temerei di più la seconda ipotesi.
    Senza offesa.

    Ciao ciao

    PS
    Credo. Ho dubbi. Molti anche sulla gerarchia.
    Mi indispone chi sentenzia e giudica con veemenza.
    Chi vuole imporre il proprio modo di pensare.
    Forse anche per questo mi indispone parte del clero.
    Ma rileggendo alcuni dei commenti qui presenti ho il timore che alcuni tendano a criticare un metodo usandolo!!!

  • 27
    luca scrive:

    e comunque se la mia futura moglie mi imponesse il matrimonio in chiesa e il battesimo ai figli non diventerebbe sicuramente mia moglie…
    forse è per questo che ancora non sono sposato??????
    poi si sa,le donne sognano il vestito bianco,la chiesa e i fiori fin da quando sono bambine;cerchiamo di far loro capire che sono cresciute da quando sognavano quelle cose;quindi che non tritino i maroni e usino il cervello,piuttosto che essere conformiste a tutti i costi…
    ho scritto una roba sensata?
    mah?

  • 26
    luca scrive:

    ho 32 anni,non battezzato,non “comunionato” e non “cresimato”.ho sempre pensato che il bel discorso fatto da mio padre all’epoca,non fosse di uno “avanti”(se lo conosceste…),ma fosse il discorso di un comunista!non sarò certo io a dire qual’è la verità;però non mi è mai capitato di essere preso in giro da bambino-adolescente,anzi,mi sentivo molto fiero della mia “diversità”. è questo il concetto da far passare nella testa dei bambini prima, e in quella degli adulti poi: la diversità come valore aggiunto,non come discriminante.
    ce la faremo mai?

  • 25
    utente verificato qirex scrive:

    cazzo spartaco ma quante cose sai?
    a brindisi si dice che sei uno “ca truevi sempri la pezza a ‘cculori”
    (riesci sempre a mettere una pezza)…

  • 24
    utente verificato er mahico scrive:

    Spartaco nun se batte!

  • 23
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ fabrizio
    Non ti offendere. Io la parola “fanatico” l’ho usata nel suo senso giusto, quello originario. Fanatico viene da “fanus” che presso i Romani, e anche gli Etruschi, indicava il luogo consacrato alla divinità, il tempio. Quindi fanatici sono semplicemente quelli che seguono la religione. Che poi sia passato a significare un’altra cosa questo non c’entra e non è sicuramente colpa mia.

  • 22
    fabrizio scrive:

    @spartaco

    […]
    Battezziamoli pure i nostri figli, chi se ne frega! Diamogliela vinta ai fanatici, poverini, pure loro devono campare..
    […]

    Mica ho detto che tu debba battezzarli i tuoi figli.
    Ma non darmi del fanatico se io voglio farlo!!!!

  • 21
    Sharphead scrive:

    Vi dirò, io sono stato battezzato e tutto, ho sempre fatto l’ora di religione perchè la consideravo una divertente parentesi tra le altre ore scolastiche (il mio insegnante non era un prete), per la precisione in quinta superiore ce l’aveva a metà mattinata e non mi andava di svegliarmi per uscire dalla classe e andare a dormire da un’altra parte. Comunque la discriminazione è una realtà, non solo a livello religioso. Io da bambino venivo dal nord e mi sono trasferito al sud, e lì venivo discriminato perchè ero del nord. Poi quando sono tornato al nord venivo discriminato perchè sembravo uno del sud. Ho passato gli anni fino alla terza media tra le prese in giro e tutto il resto. Le superiori le ho passate in solitudine. Eppure sono cresciuto e sono diventato una persona orgogliosa e fiera, e ho avuto tempo di farmi amici e la donna, nonostante abbia passato un’infanzia schifosa, anzi, ne sono uscito temprato nello spirito. Quindi, trovo insensato dire che un bambino sarà discriminato per il battesimo, peggio ancora per le ore di religione: alla fin fine un bambino può essere discriminato perchè ha gli occhiali, quindi è inutile porsi tanti problemi assurdi. Se il bambino sarà discriminato sarà discriminato, se non lo sarà non lo sarà, l’importante è che venga su sano e con un cervello.

    Madò che spataffio.

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