Il riscatto della monnezza
30 Maggio 2007 alle 18:37
L’emergenza rifiuti in Campania tiene banco, da diverse settimane. Tutti hanno capito che non è come le altre emergenze, per esempio la mucillagine. Per la mucillagine si ha la sensazione della cacca, quando uno si prende il bagno sull’Adriatico. Qui invece la cacca è vera. Come la diossina.
L’altra sera hanno fatto vedere un gregge di pecore vicino a una discarica dove le pecore erano come le mucche pazze. Quando ho visto il servizio ho pensato a una retrospettiva su Chernobyl, fatta giusto per dare un’altra spallata al comunismo, non si sa mai. Ma qui eravamo in Campania.
Però pure la monnezza può riscattarsi e rispondere a un nobile scopo, come il sasso in mano a Balilla, come la mascella d’asino brandita da Sansone.
Sicchè l’altro giorno, dopo l’ennesima riunione in prefettura per la vicenda Ixfin, le buste di immondizia, quando siamo usciti in strada, si sono messe a volare. Uscivano dai cassonetti e andavano a colpire inesorabilmente il fondo schiena dei politici “fai da te” che mettono in secondo piano la nostra sorte di lavoratori Ixfin con un piede fuori e l’altro dentro al licenziamento.
Sulle nostre teste si gioca la faida squallida tra Caserta e Napoli, tra Provincia e Regione, De Franciscis e Bassolino.
Contro Napoli spaccona e proterva insorge Caserta introversa e frustrata.
Sul piano politico, ovviamente. Con politicanti di infimo livello. L’assessore alle attività produttive di Caserta, tale Capobianco, mi ha rimandato per quattro volte l’appuntamento (poi annullato) che lui stesso mi aveva dato, quando l’ho fermato per la via e gli ho chiesto della nostra situazione Ixfin.
Hai capito? Per riscattarsi da Napoli guappa e cialtrona questi sciagurati hanno fatto un cartello, che vede insieme Provincia, Sindacati… e Confindustria.
Pure i sacchetti dell’immondizia non hanno retto a tanto scempio. E sono partiti come “Scud” iracheni.
Da una stampa falsa e vergognosa nella sua collusione siamo stati definiti “facinorosi”, “autonomi”, “minoranza strumentalizzata”. Ebbene, io mi onoro di appartenere a questa minoranza. La stessa di cui fa parte la lavoratrice Ixfin, già Indesit, signora Margherita, che oggi si è accasciata al suolo quando è cominciata una carica vergognosa di polizia e carabinieri. Contro di noi, che gridavamo per strada la rabbia per l’ennesima truffa. E’ vero, non avevano i manganelli. Bastavano gli spintoni, la voce grossa, il volto inferocito di chi era lì per offenderci.
Miserabili! E’ questa la vostra ritorsione per l’immondizia? Così tanto dunque gli ha bruciato per mandarvi a inveire contro gente inerme, che difende il suo posto di lavoro.
Miserabili! Voi e i vostri mandanti. Altro che poteri forti. Siete voi i poteri forti e la vostra forza è nei muscoli, come la vostra debolezza è nel cervello.
La signora Margherita è crollata. E voi vi siete fermati. Quella donna che poteva essere vostra madre, vostra moglie, vostra sorella vi ha fatto arretrare. Non siete ben addestrati. Ci dispiace per voi, perchè domani manderanno altri al posto vostro, che forse non si fermeranno.
La signora Margherita ha il marito che ha il cancro. Con la cassa integrazione, che finirà il 5 luglio, la signora Margherita porta avanti la sua esistenza, e quella di suo marito. E accetta il dramma di questa ingiustizia di Dio, sulla persona a lei più cara. Ma non accetterà mai l’ingiustizia degli uomini.
E noi insieme a lei.
Siamo alla resa finale. Questo è il mio ultimo post prima della luce, se luce mai ci sarà.
Pubblicato in Politica da Spartaco | (Letto 449 volte)
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