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Il mio 2 Giugno

2 Giugno 2007 alle 21:57
Spartaco

Come già per il 25 Aprile e il Primo Maggio, ho deciso di non festeggiare il 2 Giugno. Perché ho incontrato la Repubblica, l’altro giorno, in occasione di una carica di polizia e carabinieri contro i lavoratori che manifestavano per il loro posto di lavoro e la Repubblica non mi è piaciuta.

Per cui ho deciso di non andare alla sua festa.

La Repubblica era travestita da Questore, che era venuto lì per farci sgomberare. Mi si è avvicinato un Ispettore che mi ha condotto davanti alla Repubblica, che era lì sul marciapiedi, e che per l’occasione s’era portata appresso tutti i funzionari di Polizia del territorio, la Digos, l’Ufficio stranieri, la squadra narcotici, vestiti tutti allo stesso modo, tutti come Fiorello.

Quando mi sono trovato di fronte alla Repubblica, che senza mezzi termini mi diceva che bisognava sciogliere l’adunata sediziosa sennò sarebbero stati guai, e lo diceva a me, possibile “caporione” della faccenda, ho tirato dalla tasca il verbale della riunione al Ministero dello Sviluppo Economico che spiegava perché noi eravamo lì in quel momento. E per dare forza al discorso ho mostrato alla Repubblica il simbolo della Repubblica che era in testa al verbale . Ma non è servito.

Sicchè oggi me ne sono stato a casa e non ho guardato la televisione, non ho sentito il discorso di Napolitano, non mi sono entusiasmato a vedere sfilare i bersaglieri cui pure ho appartenuto diversi anni fa, quando l’esercito era di popolo, come Togliatti l’aveva voluto, per scongiurare rigurgiti golpisti di un fascismo mai definitivamente debellato.

Me ne sono stato in un angolo a contemplarmi il simbolo della Repubblica. Lo conoscete: quello dello stellone, della quercia e dell’ulivo. Che rappresentano l’Italia. E della ruota dentata, dell’ingranaggio che richiama l’articolo 1 della Costituzione, quello del lavoro a fondamento della Repubblica.

Veramente io l’altro giorno l’ingranaggio l’ho visto ma non era quello del simbolo. Era lo schieramento dei “fiorelli” pronto a scattare al primo segnale.

Siccome mi diletto di disegno, ho provato a ricavarne un altro di simbolo, senza la ruota dentata. E ho visto che viene meglio. Forse perché più aderente alla realtà.

Pubblicato in Politica da Spartaco | (Letto 489 volte)

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5 Commenti a “Il mio 2 Giugno”

  • 5
    utente verificato Spartaco scrive:

    er mahico
    La tua metafora è molto suggestiva e pertinente. Mi fa venire in mente quella della “coscienza infelice” di Hegel, ossia dell’individuo che possiede la ragione come strumento isolato ma che ha perso il senso dell’universalità della sua appartenenza, della coralità partecipativa al grande fenomeno della storia intesa come manifestazione progressiva e finale della grande virtù che è nell’uomo, il suo spirito.
    Come nella metafora, fino a quando non troveremo l’aggancio ai reali valori della nostra esistenza politica, fino a quando non ci sentiremo partecipi di una coralità che è organizzata per il meglio, saremo orfani e randagi in un mondo che sembra non appartenerci.

  • 4
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ Maso
    E’ semplicemente perfetta.

  • 3
    utente verificato calogero scrive:

    Davvero un bel post Spartaco.

  • 2
    Maso Carrese scrive:

    Chissà se la vignetta rende il senso del post di Spartaco….

    http://picasaweb.google.com/Harold.Lowe/IXFIN_1/photo#50 71620050809072338

  • 1
    utente verificato er mahico scrive:

    Una volta un bambino scopre di essere adottato, capisce che le sue radici non sono quelle che credeva.
    Forse l’italia sarà come quel bimbo un giorno, capirà che nè la chiesa, nè il turbocapitalismo sono i suoi genitori.
    Lei è nata da latre persone, forse migliori, ma che non l’hanno abbandonato per capriccio o per crudeltà, ma forse sono stati sfortunati perendo fatalmente in un incidente, forse allora una volta cresciuto il giovane li cercherà, e sapra chi erano i loro nomi e quindi, la sua vera indole, quell’unione di vera intesa di sentimenti e di reale passione, magari erano sempliciotti, ma cmq erano i suoi veri genitori, magari nella ricerca il giovane spera che siano ancora vivi, tra la gente, mentre lavorano, e magari anche loro sperano che il bimbo ritorni un giorno a cercarli.
    E se l’Italia fosse orfana dei suoi reali genitori? Cioè il Socialismo e la Costituzione.
    Speriamo siano ancora vivi, pensa il ragazzo mentre li cerca.
    :cccp:

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