La dittatura di dio
7 Giugno 2007 alle 10:13

CITTA’ DEL VATICANO (6 giugno)
“Un giovane ha cercato di saltare sulla jeep bianca del Pontefice mentre stava compiendo il consueto giro di in Piazza San Pietro prima che iniziasse l’udienza generale. Il giovane, in maglietta rossa e cappellino, si è appoggiato sulla transenna, l’ha scavalcata con un salto e ha quasi raggiunto la vettura scoperta di Benedetto XVI che procedeva piano per permettere al Papa di salutare i fedeli. Il giovane è stato subito fermato dagli uomini della sicurezza vaticana che lo hanno atterrato e circondato.
Dal vaticano subito dopo hanno fatto sapere che il giovane è di nazionalità tedesca, 27 anni e «non aveva intenzione di attentare alla vita del Papa», mostrava «chiari segni di squilibrio», era in stato confusionale e dopo essere stato fermato dalla gendarmeria vaticana e interrogato dal giudice unico del Vaticano, Gianluigi Marrone, ne è stato disposto il «ricovero obbligatorio in una struttura sanitaria protetta».
(da Il Messaggero)
E poi dicono dei regimi comunisti, che mandavano i dissidenti nelle cliniche psichiatriche. Forse lì almeno i dissidenti potevano sfogarsi prima di finire in manicomio, se non altro per guadagnarsi la qualifica di dissidenti.
Il Vaticano invece fa subito: la diagnosi di infermità mentale è precoce, addirittura contestuale al gesto di dissidenza, se così si può definire il salto di una transenna. Dice che il giovane non voleva attentare alla vita del Papa: desiderava toccarlo. Per questo forse lo hanno subito considerato malato di mente: il verbo “toccare” oggi tra i preti, con tutto il casino sulla pedofilia, non si deve neanche pronunciare.
Figuriamoci “toccare” il Papa, con qualche miscredente acquattato pronto a dire che il Papa ci sta.
Forse per questo il Papa ha fatto finta di nulla. Oppure sulla “papamobile” c’è un ologramma, un papa virtuale. O forse una controfigura. O forse uno che si è già rincoglionito, per via delle amabili cure di cui è circondato.
E meno male che il Vaticano, oltre la gendarmeria e le guardie svizzere, ha il “giudice unico”, che evita le lungaggini della giustizia, come i diversi gradi di appello, le giurie popolari e tutto l’armamentario garantista fatto per perdere tempo e favorire i delinquenti.
Tant’è che per il giovane in questione è stato disposto il “ricovero obbligatorio” in una struttura sanitaria “protetta”. Un ipocrita giro di parole per dire che è stato rinchiuso in un qualche manicomio criminale che ancora sopravvive per conto del Vaticano che essendo uno stato estero vale per lui il principio della non ingerenza. Adesso ho capito perché Bush viene in Italia. Per prendere lezioni dal Vaticano su come gestire Guantanamo.
Pubblicato in Cronaca nera, Ratzinger da Spartaco | (Letto 1254 volte)
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