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I nuovi padroni

9 Giugno 2007 alle 15:17
Spartaco

Secondo voi, come fa una banda di delinquenti a insediarsi in un sito industriale?

Io lo so perché l’ho visto almeno un paio di volte. La prima volta quando siamo diventati Finmek. La seconda quando ci hanno fatto diventare Ixfin.

E’ vero che Bush sta a Roma e la questione passa in secondo piano.

Ma Bush se ne va in fretta anche per via di una fastidiosa cacarella, definita “disturbo intestinale” dal telegiornale: pensiamo noi sicuramente dovuta alla forzata astinenza dagli hamburger di balena che sono soliti mangiare in America.

E noi restiamo con i nostri problemi.

Tanto vale parlarne.

Allora: come ha fatto Fulchir a impadronirsi di così tante aziende e portarle alla rovina e mettere fuori causa qualcosa che assomiglia a seimila lavoratori?

Con la copertura politica. Ma non è questo l’argomento. Io voglio portare un contributo di costume. Voglio portare una testimonianza sul modo come il film si è svolto , indipendentemente dalla sostanza.

Sicchè quella mattina un’Alfa Romeo ha varcato il cancello della fabbrica senza arrestarsi in portineria. Senza che gli occupanti si facessero riconoscere. E’ filata dritta alla Palazzina Uffici, fermandosi a pochi centimetri dalla porta principale.

I guardiani le hanno corso dietro: anche se somigliano ai carabinieri, com’è giusto che sia, i guardiani hanno subito capito che quelli scesi dalla macchina erano i nuovi padroni.

Che si sono avvicinati a uno dei pini di fronte alla Palazzina. E hanno cominciato a guardare il tronco.

La fabbrica non gli interessava, per loro era una scocciatura. Ne avevano ricevute alla stessa maniera almeno altre tre o quattro negli ultimi tempi (Santa Maria Capua Vetere, Ronchi dei Legionari, Avezzano, Chieti, Aversa) e la cosa cominciava a infastidirli.

Il tronco invece gli interessava: per cui i guardiani si sono voltati dall’altra parte.

“Questi vogliono pisciare sul tronco” hanno pensato i guardiani.

I guardiani sono giurati. E hanno la consegna del silenzio. E’ vero che sono colleghi, però sono speciali perché durante il servizio militare hanno fatto i carabinieri.

Cosicché non ci hanno mai detto se poi quelli hanno pisciato oppure no.

E il “vecchio” padrone, direte voi?

Era già andato via: un fax arrivato la sera prima, che la segretaria gli aveva messo nel libro della posta, diceva che “il pacchetto” azionario dell’azienda era passato di mano. Per cui a lui non restava che guadagnarsi la porta, lasciando un patetico comunicato “di ringraziamento” a quanti gli erano stati vicino.

I nuovi venuti per prima cosa hanno cambiato lo stemma, con una cosa sinistra che sta a mezza strada tra l’aquila bicipite dell’impero austro- ungarico e l’emoticon dei virus. Insomma una cosa del genere :bio:

Hanno pensato che di due fabbriche era meglio farne una.

Loro venivano da Pagani dove non riuscivano a fare il contatore dell’Enel. Così hanno cominciato a cannibalizzare la nostra fabbrica. Un po’ come uno che possiede due automobili e decide di usarne una come pezzi di ricambio dell’altra.

Si sono presi prima la ruota di scorta, poi i sedili, la tappezzeria, le valvole, due pistoni e il volano.

E così è incominciata la nostra fine.

E’andata avanti in questa maniera per un anno con noi di Marcianise che facevamo da stampella a quelli di Pagani. Dove la massima autorità tecnica era incarnata da uno che, ma guarda un po’, si chiamava Nicoloso. Che dialogava con un altro “guru” del sapere industriale che si chiamava Rosati.

Tre mandati di cattura degli otto previsti a carico della banda non sono stati eseguiti perché i relativi destinatari sono latitanti. Sono proprio curioso di sapere chi sono questi tre.

Ma il peggio doveva ancora venire, perché dopo un anno siamo diventati Ixfin.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | (Letto 1268 volte)

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10 Commenti a “I nuovi padroni”

  • 10
    Giancarlo scrive:

    Per Antonella
    Stai molto attenta al tfr di tua madre e vai subito alla procura di S.M.C.V.
    Tutto quello che hai detto si è verificato pure ad Aversa e Marcianise.

    Dai un’occhiata a :

    http://blog.terrorpilot.com/archives/1211

    e:

    http://blog.terrorpilot.com/archives/1430

    :cipisciosopra:
    ……. :massimo:

    :cipisciosopra:
    ……. :ixfin:

    :cipisciosopra:
    ……. :mastella: Clemente Mastella che lo protegge perchè ha sposato la nipote della moglie.

  • 9
    Giancarlo scrive:

    per Antonella
    fai molta attenzione al tfr.
    Qui tra Marcianise ed Aversa l’abbiamo perso TUTTI !!! Grazie a Massimo Pugliese e alla sua pigreco che lui non sa nemmeno che significa perchè, tra l’altro, è un ignorante totale.

    :cipisciosopra:
    :massimo:
    :cipisciosopra:
    :ixfin:

  • 8
    utente verificato er mahico scrive:

    Sono arrivato alla certezza che questi ladri di vita professionisti ( :massimo: )
    e i loro guardaspalle ( :berluska: :mastella: ) temono solo una revolverata in fronte, visto che in galera non ci andranno mai, e tantomeno restituiranno una lira.

  • 7
    antonella scrive:

    :massimo: :ixfin:

    Cia’ a tutti,mi chiamo antonella e sono della provincia di Avellino. Conterranea di Pugliese!! Mi madre lavora da 25 anni all’interno di una società che sta subendo i pugliese che non rubano solo agli altri ma anche a chi è delle loro stesse zone!!Ma non è che questo ce li faccia schifare di più o di meno, vanno schifati e basta! L’azienda metalmeccanica in cui lavora mia mamma era Italdata, poi acquisita dal gruppo siemens nixdorf: una delle più concrete realtà industriali in ambito elettronico del Sud Italia. Poi siemens a venduto a Flextronics, americani, che dopo un po’ hanno rivenduto a Pugliese, lo stabilimento di Avellino e gli altri del gruppo!
    Oggi l’azienda conta circa 200 dipendenti si chiama Elital, e ha per simbolo il Pgreco!
    Ha avviato la procedura di cassa integrazione da quasi un anno, si lavora poco e male, non arriva la merce visto che non hanno i soldi per pagare i fornitori…e adesso chiedono metteranno in mobilità 18 persone! :blasting:

    Quello che non capisco è perchè si consente tutto questo, e perchè i lavoratori di tutte le ditte dei pugliese non collaborano! Mi ricordo di uno sciopero di un 3 anni fa, in cui proposi questa cosa ai sindacati ma non mi ascoltarono!
    VI assicuro però che parlarne in rete richiama l’attenzione!

    Quello che dirò a mia madre appena la vedo è di verificare se il suo Tfr è tutto intero!
    a presto

  • 6
    utente verificato er mahico scrive:

    e non avete conosciuto Caggiani di Italtel……

  • 5
    Gennaro S. scrive:

    il cafone salito o il povero arricchito subbito salta agli occhi , si mette in evidenzia con gli atteggiamenti piu’ viscidi del mondo . non cerca di comparire come una persona distinta no, pensa ho fatta la gavetta e ora che sono arrivato fino a qui tutti ne pagherete le conseguenze ( in negativo naturalmente ) !!!!!!!!!!!!!!!!! :star:

  • 4
    ferdinando scrive:

    A noi a Santa Maria CV hanno riservato un trattamento migliore:
    Passaggio di 1/2 stabilimento in Siemens Telematica con tanto di produzione “tedesca” all’interno e tante trasferte in Germania!
    Intanto Pasquale Esposito con 1000 lavoratori si trasferisce a Marcinise nello stabilimento Siemens (nel frattempo diventato Italtel con tanto di logo sul tetto). Dopo 2 anni ( chissà xkè in queste storie sono sempre 2 anni!!!) ritorno di Pasquale Esposito (lasciando sul posto 800 persone e riportandosi solo il “suo” capo del personale) a Santa Maria CV con ritorno dei loghi aziendali ai rispettivi posti di partenza con una variante:
    il ramo d’azienda Siemens Telematica a SMCV è diventato parallelamente ACCESS MEDIA (Finmek) con tanto di presentazione sulle scrivanie di Carlo Fulchir, il “giovane” imprenditore ITALIANO.
    Intanto Pasquale Esposito convoca nella “palazzina comandi” le prime linee e si pavoneggia di essere riuscito a “mollare” alla Siemens 800 persone.
    ECCO QUESTO E’ STATO IL MOMENTO TOPICO! Abbiamo tutti preso coscienza di essere merce di scmbio e vettori x la realizzazione di un disegno!

    ERAVAMO IN MANO ai pidocchi arricchiti!

    Il dopo è storia comune a TI Modinform.

    Oggi la cosa si sta ripetendo con la NokiaSiemens.
    A Marcianise vi sono ancora ex miei colleghi a cui va la mia solidarietà!
    Non sono così cattivo da dare a loro un: benvenuto tra di noi, ma penso che la loro strada è comune alla nostra!
    Non dimentichiamoci che al Comune di Marcianise fa gola quel suolo e già l’anno scorso avevano avuto la proposta di trasfersi nell’area exSAFFA.
    Non vi dice niente?

    Ah dimenticavo, la struttura di SMCV è di proprietà di Pasquale Esposito!
    Come vedete tutti i piscitielli ‘e cannuccia hanno avuto gli immobili.

  • 3
    spartaco scrive:

    a proposito: i nomi di questi non li faccio, perchè sono ex colleghi. Entrati, è vero, come montecristi, ma alla fine han fatto pure loro la fine dei poveri cristi.

  • 2
    spartaco scrive:

    La continuazione fino ai giorni nostri avverrà tra poco. Per quanto riguarda quelli che vennero a Marcianise, uno si chiamava Siniscalchi. L’altro non me lo ricordo, No, non faccio come Andreotti al processo di Catanzaro, non me lo ricordo veramente. Però mi ricordo le parole tristissime con cui esordirono i loro lacchè, ex nostri colleghi che AVEVANO CAMBIATO aria con la venuta di Polesel, riparando da Fulchir e tornarono da noi a comandare, ricchi e incazzati come il conte di montecristo: “VI ABBIAMO COMPRATI”.

  • 1
    Giancarlo scrive:

    Aspettiamo tutti la continuazione del racconto fino “ai giorni nostri”.

    Nel frattempo voglio dare il mio contributo “da Aversa” a proposito di quando sono arrivati “quelli” che hanno “giustamente completato” l’opera della Finmek di Carlo Fulchir.
    Erano i “nuovi padroni” (ma padroni di che? mandati da chi?) della Ixfin.
    La scena sconcertante descritta da Spartaco era già stata vista puntualmente ad Aversa dove
    sono entrati per la reception senza degnare nemmeno di uno sguardo l’addetta all’ingresso.
    Insomma non era un pino ma era una donna, e non l’hanno nemmeno sfiorata con lo sguardo.
    Io ero casualmente presente alla scena e sono un testimone perfetto.
    Non contento mi avvicinai alla “ricezionista” e le chiesi: “Ma tu sai chi sono quei due?” Lei mi rispose di non avere assolutamente idea di chi fossero. E siccome era semplicemente un’operaia prestata alla ricezione ( così come si faceva nell’era Finmek in uno stabilimento ex Texas Instruments ormai allo sfascio), non ebbe proprio lo spirito, o il coraggio, o la fermezza, fate voi, di fermarli e chiedere a quei signori chi fossero.
    Prima di dirvi nome e cognome di quei signori, come è mio costume, vi racconto con un esempio, come normalmente funzionava la reception della fabbrica prima della calata dei barbari.
    Un giorno, ad Aversa, venne a trovarci Mark Shepard, President and CEO della Texas Instruments Incorporated, insomma il capo di tutti i rami industriali di tutte le Texas del mondo.
    All’ingresso della reception, secondo una procedura riconosciuta e applicata in tutte le fabbriche Texas del mondo, il sig. Shepard:
    1) salutò con un cordiale sorriso la ricezionista regolarmente addetta.
    2) Si presentò con nome, cognome e carica
    3) Venne registrato su apposito prospetto giornaliero delle visite
    4) Chiese di poter conferire con chi di dovere
    5) Si appuntò sul petto, lui e il suo seguito, la “badge” di riconoscimento
    6) Attese il suo anfitrione che veniva a prendere lui e il suo seguito.
    7) Ringraziò, sempre con un sorriso, l’incaricata per la sua cortesia..

    Con questo semplice esempio, come se ne possono fare altri mille, si capisce bene chi sono, invece, i “nuovi padroni” che hanno devastato le industrie nel casertano.

    Ora, nel caso dell’ingresso dei nuovi padroni all’interno della Texas Instruments di Aversa, ormai però già ridotta ad un cumulo di macerie dai precedenti “nuovi padroni” ( Massimo Zanzi prima e Carlo Fulchir dopo), i nomi di questi che subentravano come Ixfin erano:
    Massimo Pugliese e il suo braccio destro Ennio Conchiglia.

    Caro Spartaco, ad Aversa, se non era un pino, era un’operaia prestata alla ricezione.
    Tanto per metterci qualcuno dal momento che quella fabbrica era già devastata da tempo.

    Lo stile con cui si entra a fare i “nuovi padroni” si commenta da sé.

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