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Not in my backyard, la sindrome che azzoppa il Paese.

11 Giugno 2007 alle 10:56
calogero

In Italia si litiga e ci si divide sulla Tav, l’alta velocità ferroviaria. Nel cuore dell’Europa invece la Tav diventa transnazionale. Da sabato scorso i treni ad alta velocità francesi (i famosi Tgv) e tedeschi, cioè gli Ice 3 della Siemens, collegano Parigi a Francoforte e Stoccarda. Entrambi i collegamenti in meno di quattro ore, da città a città. L’alta velocità nel cuore della vecchia Europa diventa quindi pienamente competitiva e concorrenziale con l’aereo. E la nascita del nucleo duro franco-tedesco della Tav europea spinge altri paesi a collegarsi con la massima fretta: il Benelux è già integrato, i Tgv arrivano già a Londra. E presto l’estesa, rapidissima rete della Alta velocidad espanola sarà collegata alla rete francese e del resto dell’Europa centrale.
[repubblica.it]

Le immondizie le produco. La discarica però fatela nel comune vicino. Se però è piena, l’immondizia bisogna bruciarla, ma l’inceneritore (oggigiorno detto termovalorizzatore) qua da noi non si può: non volete mica che ci ammaliamo!?!? La raccolta differenziata, il sistema porta a porta? Ma siamo matti? E poi bisogna puntare sull’energia prodotta con fonti rinnovabili, però l’impianto eolico qua non si può fare, è una zona turistica, deturpa il paesaggio e ci manderebbe in rovina. Magari un po’ più in la starebbe meglio. Come il deposito per le scorie nucleari: anche se questa zona è sicura e geologicamente stabile da 5 milioni di anni, di questa corrente elettrica mica ne abbiamo usufruito noi, le scorie se-le-tengano-la, in quel capannone fradicio.
Così anche bucare una montagna per far passare un treno diventa impossibile. Con tutte le montagne che ci sono perché non sforacchiano quell’altra? Qui nidifica il falco nero con il becco a pois! Non vorrete mica che si estingua???
Anche se a me pare che qua, di questo passo, prigionieri della sindrome del not in my backyard, ci estingueremo noi.

Pubblicato in Povera Italia da calogero | (Letto 842 volte)

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32 Commenti a “Not in my backyard, la sindrome che azzoppa il Paese.”

Pagine: « 2 [1]

  • 20
    bary scrive:

    per spartaco… tra tutte le cose che mi han detto riguardo questo nick questo è stato il più interessante..cmq è solo un’abbreviazione del mio cognome… :-?

  • 19
    Giancarlo scrive:

    Bary, io l’ho letto e anche con molto piacere.
    Inoltre questa TAV è soprattutto un concentramento di spesa pari a un buco nero finanziario.
    E’ un grumo di potere economico super concentrato che distribuisce solo una massa spaventosa di denaro all’interno di se stesso, grazie alla fortissima concentrazione di spesa.
    Di grandi opere in italia e nel mondo se ne sono fatte un’infinità, e quando c’è stato un accettabile rapporto costi / benefici si sono fatte senza problemi, in Italia e nel mondo, senza “popolo del no” e senza “NIMBY”.
    Quindi la favoletta del “popolo del no” e del “NIMBY” è la più grande stronzata inventata apposta per farla ripetere a memoria da chi non’ha capito niente o da chi non ci ha mai sbattuto il muso in certi serissimi problemi.
    E’ solo uno slogan inventato ad arte e camuffato da motivazione.
    Qualcuno si è mai fatto un conto di che cosa si potrebbe fare con i soldi della TAV?
    Il problema è che tutte quelle cose utili che si potrebebro fare con quei soldi non tornano troppo nelle tasche di chi quei soldi li deve muovere. Una tale massa di denaro non concentrata in una sola opera non conviene ai poteri che tale massa di denaro vogliono muovere.
    In altre parole tutte quelle cose utili che pensiamo si potrebbero fare con quegli stessi soldi ridistribuirebbero troppo il benessere e la ricchezza, e questo, per chi muove i fili e inventa favolette come il “popolo del no” e del “NIMBY”, NON VA BENE.
    Più è concentrata l’opera come spesa, e più va bene esclusivamente al sistema di potere che la deve gestire senza disperdere troppo le enormi risorse economiche.
    Non c’è alcuna convenienza nel rapporto (costi x sacrifici x rischi) / benefici in questo aborto di TAV che deve bucare una montagna per 50 kilometri.
    Ma c’è tanto di quel denaro concentrato, controllabile e facilmente gestibile da quei pochi che hanno il potere di renderlo disponibile, che una tale massa di denaro si muove solo per la TAV.
    Vedi se quegli stessi signori si preoccupano di aggiustare la disoccupazione o tanti altri gravi problemi sociali con quegli stessi soldi.
    Non gli conviene a loro!
    Si disperdono troppo i soldi verso la collettività.
    Allora ti inventono la favola della TAV.
    Là sì che si finiscono di superarricchire! e poi chi se ne fotte se intere popolazioni vanno in malora, chi li conosce, mica sono i loro figli!

  • 18
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ bary
    Io l’ho letto. Mi è costato un po’ di fatica, ma ne è valsa la pena. Dimmi un po’: ma non è che ti chiami bary dal greco “baros” che significa “pesante”? :mrgreen:

  • 17
    bary scrive:

    Pur essendo d’accordo sul concetto di base espresso, denoto una profonda superficialità nel tuo articolo.

    Innanzitutto quello contro cui (credo) ti scagli, il movimento No tav, non esclude la realizzazione della ferrovia ad alta velocità tra Torino e Lione, contesta semplicemente la modalità con cui questa dovrebbe essere fatta.

    Il problema orografico non sarà di certo il problema principale, ma fare una galleria lunga più di 50 km sotto centinaia di metri di roccia di certo qualche impossibilità la crea, se non altro lo smaltimento del materiale estratto (sempre che a metà strada non salti fuori qualche intoppo). E pensare che questo intoppo è già ampiamente previsto, anche se per molti può non sembrare tale. In quella zona c’è una cospicua presenza di amianto (dimostrata) e sempre quella zona è soggetta a periodici venti. Una volta che si conosce le peculiarità dell’amianto, nonchè della sua pericolosità, soprattutto se in forma volatile non si fa fatica a capire che tutta la zona di Torino e dintorni sia soggetta a questi pericoli (pericoli che non sono assimiliabili al fenomeno di tumori per smog o elettromagnetismo nell’ambiente, in quanto molto più incidenti).

    Poi, bè, c’è chi dice che la Tav azzererà il traffico su gomma riducento l’inquinamento. Bè, a parte che non credo che i treni andranno avanti per forza Divina, la possibilità di far passare i Tir su rotaia c’è, peccato che questa non sia utilizzata che in piccolissima parte rispetto le sue possibilità e che la rotaia in questione sembri più antica dell’invenzione del treno stesso. (ci sono dei tratti in cui la pendenza della rotaia, e del rispettivo treno che ci passa sopra, sembra quella delle curve di Indianapolis… )

    E poi bè, siamo in Italia, lo sai meglio di me! Per quanto tempo pensi che andranno avanti i lavori??? Si calcolano 20 anni di cantieri su tutto il territorio della tratta. Durante questi 20 anni si alterneranno come minimo 4 governi. Già Lunardi aveva pensato bene, al suo tempo, di metterci del suo inserendo nell’opera un paio di società di sua proprietà (niente di oscuro nè di indimostrabile). Se poi pensi alla Salerno - Reggio Calabria? bè… è al Sud, mi dirai… e se poi ti nomino la Torino-Milano?? (non se hai mai provato ultimamente a farti un giro lungo l’interminabile (sia come tempo di percorrenza che come tempi dei lavori) chicane che c’è al posto della vecchia autostrada).

    Poi il fatto che numerosi studi Universitari abbiano dimostrato che sarebbe solamente un’inutile spreco sia ambientale che economico però non ha rilevanza. E il fatto che anche una volta realizzata (cosa alquanto utopica, lo ammetto..) la Tav rimarrà inutilizzata perchè i prezzi per utilizzarla saranno troppo elevati o perchè le ingenti merci che questa linea dovrebbe trasportare alla fine, non esitono?

    Ora.. non voglio fare il vecchio trombone “No tav”, “Sarà dura” ecc, quale non sono. Il fatto è che aveva ragione Celentano: mi da fastidio la falsa informazione che c’è e se perfino uno come te arriva a scrivere queste cose il problema è serio. Quello che ho scritto non credo proprio che ti abbia convinto delle mie tesi, infatti ti invito caldamente a fare una piccola ricerca sull’argomento, anche solo in rete, anche solo per semplice informazione. Poi.. bè.. vedremo cosa ne penserai dopo, magari resterai convinto dell’alta necessità della realizzazione della Tav..o magari no.

    Comunque sia sono convinto di una cosa:
    se entro metà luglio non si presenterà un progetto definitivo alla Commissione Europea, l’Italia non riceverà gli svariati miliardi di Euro per finanziare l’opera. Ora, non so se un progetto valido ingegneristicamente verrà alla fine presentato, e non so neanche se sarà fatto democraticamente (ovvero con il dialogo con gli abitanti della zona, come è stato promesso). Resto convinto che nel caso questo non accada, il progetto come per magia non sarà più necessario e non saranno fatti nemmeno interventi sull’attuale rete ferroviaria come rimedio.

    Se qualcuno è arrivato a leggere fin qui ha la mia stima e i miei complimenti. :winner:

  • 16
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ calogero
    E’ vero che anche sulle autostrade ci possono finire le bestie, però sulle autostrade ci corrono le automobili che possono frenare, sterzare ecc. Una massa enorme di ferraglia lanciata a 250 km all’ora non sterza e non frena, anche per via del contatto metallo metallo che ha un coefficiente di attrito molto basso.
    Circa il fatto che il treno sia meno inquinante, ho personalmente qualche dubbio.
    Il treno utilizza energia elettrica, che si trasporta con gli elettrodotti, che passano vicino alle case, le scuole, gli ospedali ecc. La pericolosità dei campi elettrici variabili sulle persone è un dato acquisito: mica i tumori aumentano solo per via delle discariche o delle sigarette, che forse fa più comodo chiamare in causa.
    Inoltre l’energia elettrica che serve al treno è prodotta in larga parte per via termica, magari utilizzando il carbone che è micidiale o l’olio combustibile. Peggio ancora se per via nucleare, dove il disastro epocale è sempre in agguato.
    Il tutto potrebbe giustificarsi solo in forza di un principio di “necessità”. Ma la necessità del sistema in cui viviamo coincide con l’effettiva necessità dell’uomo. Siamo in grado cioè, in perfetta coscienza, di dire che se inquiniamo, sporchiamo, deturpiamo lo facciamo in nome del benessere dell’uomo? Io credo di no. La necessità è quella del profitto: le luci sfolgoranti delle vetrine, che comportano inquinamento, non servono all’uomo, ma al profitto, al perseguimento di obiettivi venali e mercantili che con l’uomo non centrano nulla. Per cui, se permetti,tra consentire l’illuminazione sfavillante di un fast-food o la sopravvivenza del falco nero con il becco a pois io scelgo il falco nero.

  • 15
    utente verificato calogero scrive:

    Il post era pero’ sulla NIMBY Syndrome.

    Comunque mi sa che non sia solo un problema orografico per l’altavelocita’, altrimenti perche’ mai i francesi sarebbero intteressati a bucarele Alpi? e gli svizzeri con i loro trafori, sono pazzi pure loro?
    sull’altro fornte del corridoio 5, Trieste Lubiana 70 km in linea d’aria. In treno 4 ore e mezza (se va bene). In macchina 1 ora. Si va tutti in macchina e poi non lamentiamoci dell’inquinamento.

  • 14
    Rambo Guerrazzi scrive:

    il problema secondo me sta nella differenza: Benelux, Francia, Inghilterra, Germania. Tutti paesi che con l’Italia hanno ben poco di simile. Ad essere solo materialisti, l’orografia dà sicuramente una mano a chi deve costruire una linea ad alta velocità, in Italia di pianure ce n’è ben poche (per fortuna!).

    Sull’innovazione tecnologica, credo sia inutile invocare TAV, Nucleare e Termovalizzatori: l’innovazione la fanno le menti e qui le menti non ci sono. Non servono. Qui servono i voti, e basta.

  • 13
    utente verificato calogero scrive:

    @spartaco
    se il problema fosse una bestia che oltrepassa la recinzione… beh non si costruirebbe nemmeno un’autostrada. Se il problema fosse un disgraziato che si suicida… dovremmo abolire le ferrovie, punto. Se dobbiamo mettere in sicurezza le scorie radioattive e un sito sicuro non esiste, allora…
    Sai che quando si decise di costruire l’autosole, qualcuno in Parlamento si alzo’ in piedi e disse che invece di spendere tutti quei soldi in quell’opera inutile, era meglio investire ulla rete esistente?

    “Il positivismo ha fatto il suo tempo, travolto dagli eventi.”

    qua mi sembri marcello pera che flirta con JR

  • 12
    spartaco scrive:

    Da tecnico anche abbastanza addentro alle cose tecniche quale mi ritengo di essere,ho imparato a diffidare delle certezze scientifiche. Che in realtà non esistono, in nome della scienza. La scienza non è una cosa da ragionieri, dove 2+2 fa sempre 4. La Scienza approssima la realtà attraverso modelli, che, in quanto tali, possono trascurare aspetti importanti che poi fanno la differenza, mandando in crisi il modello e l’umanità che ci si è seduta sopra.
    Il positivismo ha fatto il suo tempo, travolto dagli eventi.
    Pertanto, in linea di principio, non esiste un sito geologicamente sicuro, così come un treno che fila a 250 km all’ora su una rotaia è molto meno sicuro di un aereo. Su quella rotaia può andarsi a sdraiare una vacca, perchè in un punto del percorso la recinzione ha ceduto. Così come un matto, preso dalla disperazione per via dei problemi che non gli hanno risolto, decide di farla finita portandosi appresso un po’ di persone con un gesto plateale sulla TAV. Perchè mica quando fanno l’alta velocità si preoccupano di risolvere gli altri problemi. Chi se ne frega di quelli? E in fondo, arrivare da Torino a Lione un’ora prima o un’ora dopo a che serve? Non certo a risolvere i problemi dei poveri cristi che sono comunque abbandonati a se stessi, nella logica di un sistema che corre sempre di più e si preoccupa sempre di meno.

  • 11
    Orzowei scrive:

    La TAV Torino-Lione è insensata sotto un profilo puramente economico. Suggerisco di leggere questo articolo, pubblicato su un sito tutt’altro che estremista: http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&cms_pk=2735&fr om=index

  • 10
    Davide scrive:

    @calogero:
    Soluzioni? Cominciare, piano piano, a fregarsene dei veti quando si è ragionevolmente sicuri che se un progetto verrà realizzato si vedranno presto risultati positivi, così da riconquistare la fiducia popolare e allentare la tensione e diminuire il potere dei comitati… una sorta di paradiso terrestre in cui si può mangiare sia il pomo che il serpente…
    mi sono svegliato troppo ottimista oggi?

  • 9
    utente verificato swampthing scrive:

    soluzioni?
    seguire la legge.

  • 8
    utente verificato calogero scrive:

    @davide
    infatti… sono le due facce della medaglia. Soluzioni?

  • 7
    Davide scrive:

    @ swamp e calogero
    beh la spiegazione è facile: dopo decenni di opere inutili gestite con modalità mafiose, la gente non si fida più e, dopo anni di comitati spontanei che bloccano qualsiasi cosa, si chiede: “perché non esercitare il potere di veto?”, a volte lasciandosi prendere la mano.

  • 6
    utente verificato calogero scrive:

    @swamp
    beh la spiegazione e’ facile: dopo anni di comitati spontanei che bloccano qualsiasi cosa, perche’ non esercitare il potere di veto?

  • 5
    utente verificato swampthing scrive:

    bè la spiegazione è facile: dopo decenni di opere inutili gestite con modalità mafiose, la gente non si fida più.

  • 4
    utente verificato calogero scrive:

    @er mahico.
    secondo me gli italiani non hanno piu’ fiducia in una sistema in fase di stallo e incapace di decidere. Sembra che chiunque abbia il potere di veto. Qualsiasi opera pubblica viene contestata dal comitato di turno che ha sempre ottime ragioni da esporre (il che non vuol dire che a volte non sia vero). Chi non si allinea al comitato e’ un disinformato quando non e’ uno stupido.
    L’opera pubblica viene spesso vista e dipinta come una fregatura che i vicini ci stanno appioppando o come un qualcosa di inutile che pero’ una lobby di costruttori/politici/affaristi/speculatori/ecc. ci sta per infilare. desolante.
    Alla fine anche quello che potrebbe essere utile trova ostacoli enormi, e noi restiamo al palo mentre il resto dell’Europa progredisce. :(

  • 3
    utente verificato er mahico scrive:

    gli italiani non hanno più fiducia nei tecnici e negli ingegneri, e forse hanno ragione, infatti senza manager che representano progetti vincenti e sanno valorizzare i loro lavori non si farà mai niente.
    manca la politicamente la volontà di appoggiare i validi (innovativi e caparbi) a discapito dei mediocri (paesani bigotti e ignoranti ).

  • 2
    Giorgio scrive:

    Pienamente d’accordo anch’io.

  • 1
    capemaster scrive:

    sottoscrivo anche le virgole

  • Pagine: « 2 [1]

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