Santa Fe Railway? No, Ferrovie della Sardegna
16 Giugno 2007 alle 10:25
Non ditemi nulla, ma stasera quando ho visto le immagni delle due locomotive l’una dentro l’altra, ho provato un moto di stizza; quando ho sentito che la tratta Nuoro-Macomer è su binario unico, a scartamento ridotto, senza personale di controllo, con i segnali a come viene, con le stazioni chiuse, “disabilitate”, come si dice in gergo ferroviario.
Il rispetto profondo per i tre morti mi frena da un’invettiva feroce. Se non ci fossero stati avrei avuto materia facile per la mia ironia; a cominciare dai treni coinvolti che sono in realtà due pezzi da museo: una “littorina” come una volta la chiamavano i fascisti, “automotrice” come oggi la chiamano i fascisti che però nel frattempo sono diventati repubblicani e un “convoglio officina”, cioè un locomotore di quelli che fanno le manovre e due carri a metà strada tra la terza classe e il trasporto bestiame che non si sa bene a cosa possono servire.
Se non ci fossero stati i morti avrei detto che mi sembrava una scena del Far-West. L’assalto al treno. Quella parte della Sardegna si presta. Lì, all’ombra del Supramonte, in un paesaggio brullo e desolato che ricorda le grandi praterie, con i banditi barbaricini al comando di un “Grazianeddu” in tutto e per tutto uguale a Jessie James.
Invece non è andata così. Si parla già di “errore umano”. Ma la scatola nera svelerà tutto, svelerà tutto il registratore a bordo dei treni dove tutto è minuziosamente memorizzato, la velocità, le frenate, gli stop ai segnali che si ripetono in macchina…No? Ah, la scatola nera non c’era. Però c’era “la cedola”: un pezzo di carta, lo stesso in uso nel 1800 quando la linea è andata in funzione rimanendo praticamente uguale, dove il macchinista, tra un morso al panino e un sorso alla bottiglia dal cestino che la moglie gli aveva preparato la sera prima, avrebbe dovuto annotare le fermate, gli orari, lo stato dei segnali, ecc. Ancora non l’hanno trovato, il cedolino. Lo stanno cercando fra le stoppie, addirittura all’interno di una costruzione nuragica a qualche centinaio di metri dalla massicciata. La turista svizzera che era sull’”automotrice” avrebbe sicuramente voluto vederlo, quel nurago. Avrebbe forse pagato “un supplemento”, pur che il treno si fermasse; e il treno si è fermato e lei ha pagato “il supplemento”, con la vita.
E tutto questo mentre si parla di Alta Velocità. Vergognatevi!
Pubblicato in Povera Italia da Spartaco | (Letto 905 volte)
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