Il lavoro a chi lo do?
6 Luglio 2007 alle 11:36
Non so quanti di voi sappiano, ma in questi giorni è stato firmato un accordo tra Finmeccanica-Alenia Aeronautica e la Sukhoi Civil Aircraft Company. Questo accordo è per la costruzione e la vendita di un nuovo aeroplano italo-russo, il Superjet 100, un aereo passeggeri per il trasporto regionale da cento posti. Detto aereo sarà costruito e assemblato in Italia da Alenia Aeronautica, e venduto nel mondo dalla SuperJet International, nata dalla joint venture tra Alenia e Sukhoi.
Buone notizie quindi per l’aeronautica civile italiana, che sembra aver voglia di uscire dalla fase di stallo che si protrae dal famoso 11 settembre.
Arriviamo ora alle notizie dolenti e tutte italiane.
Visto che ormai siamo sicuri di doverlo fare, l’aereo, resta da capire dove farlo. Si perchè sul dove ci sono forti polemiche. Ci sono due possibilità.
Una è il famoso “polo d’eccellenza” napoletano dove Alenia possiede svariati stabilimenti, e dove a detta dei napoletani, risiede il cosiddetto know-how richiesto per fare questo mestiere. Effttivamente nel napoletano c’è una consistente fetta di ingegneria e costruzione del mondo Alenia.
L’altra possibilità è il sito di Venezia, sito che a partire dall’anno prossimo sarà in gravi difficoltà (gia lo è) per quanto riguarda le commesse di lavoro. A Venezia non c’è un polo aeronautico, e l’Alenia Aeronavali (dove lavoro io) è un’autentica mosca bianca.
Know-how napoletano a parte, l’azienda sembrava aver puntato gli occhi proprio sul sito veneto, visto il calo di lavoro che dovrà affrontare. I napoletani sono quindi sul piede di guerra, anche perchè la commessa italo-russa ha una durata ventennale, e ovviamente sono in ballo tantissimi soldi.
A complicare le cose ci si mettono i nostri baldi deputati, che in quaranta (sia di destra che di sinistra) hanno presentato una mozione con la quale si chiede al governo di fare pressione (attraverso Finmeccanica) affinchè il lavoro se lo aggiudichi Venezia anzichè Napoli. Di parere diverso sembrano i parlamentari e politici campani (ovviamente in maggioranza DS).
Ci risiamo, la politica che mette il naso dove non dovrebbe.
Io non sono un “dietrologo”, ma questa mozione mi sa tanto di un atto agitatorio per il “nord che produce”. In modo che l’opposizione possa cavalcare l’onda del malconento veneto qualora la commessa andasse a Napoli (cosa abbastanza probabile se leggiamo la faccenda come sviluppo per il sud). Come cazzo è che in mezzo ai firmatari ci siano anche parlamentari di sinistra? Possibile che nessuno di loro abbia pensato almeno per un momento in modo “dietrologico”?
Se i politici si facessero i cazzi propri, la cosa sarebbe di semplicissima soluzione, basterebbe spacchettare il lavoro in modo da rendere tutti contenti, magari concentrando la progettazione e la costruzione a Napoli e l’assemlaggio e la consegna a Venezia.
Invece no, dobbiamo romperci i coglioni a fare polemiche inutili sul nord che “lavora” e sul sud che “ciuccia” soldi.
Ho la nausea.
Pubblicato in Capitalismo all'italiana, Politica, Povera Italia da qirex | (Letto 870 volte)
Articoli più o meno correlati:
- Referendum e colleghi di lavoro
- Senza soldi non si cantano le messe
- L’inferno fra i pomodori
- Guardia di Finanza di Udine scopre 46 lavoratori in nero
- Lavoro nero, 10 arresti per caporalato / Sesso e soldi in cambio di lavoro
- Qualcosa di sinistra che piacerà anche a destra. Eliminate le dimissioni in bianco.
- L’italietta dei record: donne e lavoro, ultimi in classifica
- Noi non siamo, fortunatamente, americani (I parte)
- Pensiero occasionale mentre lavoro con la tv in sottofondo
- Goood morning Tricesimo
- Fini e il referendum: “Non votare è sbagliato”
- Stupidi di tutt’Italia unitevi.
tags: 












