Senza soldi non si cantano le messe
2 Settembre 2007 alle 23:26
“Senza soldi non si cantano le messe”. Mastella risponde così a Padoa Schioppa, che propone di fare dei tagli alle spese dello Stato. Una frase così semplice, ma densa di significati. Intanto il lessico clerical-democristiano di Mastella presuppone che voglia compiacere quell’elettorato ignorante e baciapile che ben conosciamo. Quell’elettorato che mai accetterebbe il salario di cittadinanza, o l’indennità di disoccupazione, perché preferisce il posto statale, magari parcheggiato in qualche ufficio a fare un cazzo, o come forestale, o come lavoratore socialmente (in)utile. Ovvero lo Stato che non assiste chi è bisognoso, ma chi ha contribuito ad eleggere i suoi rappresentanti. Ti regalo la scarpa sinistra e se arrivo in Parlamento avrai la scarpa destra, o il lavoro statale.
«Allora tagliamo il ministero della Giustizia, eliminiamolo… come fai a contrastare la criminalità senza risorse, senza mezzi?» si chiede Mastella… le nostre domande sono altre… come si fa a contrastare la criminalità con un ministro come Mastella alla Giustizia? E siamo fortunati che non sia al Ministero del Lavoro…
Pubblicato in Politica, Povera Italia da swampthing | (Letto 3445 volte)
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muovano un dito senza esser “PAGATI”???
(neanche in America ci sono così tanti FORESTALI…credo!)E la mafia va…

