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Mission impossible

25 Giugno 2005 alle 13:27
calogero

“Un’istituzione civile deve fare quello che può per evitare un impatto negativo verso una città che è cattolica e che quindi ha una sua sensibilità morale”. Così ha risposto il cardinale Poletto a chi gli chiedeva un’opinione sull’ipotesi di un Gay Pride patrocinato dal comune di Torino.
Poveri pretucoli, proprio non ce la fanno a capire che una città, un paese il mondo non appartiene in esclusiva a un gruppo, anche se maggioritario. Il comune è di tutti: cattolici, atei, agnostici, valdesi, ebrei, omosessuali, etero eccetera eccetera eccetera. :twisted:

Pubblicato in L'ora di religione, Fascismo arretrato da calogero | (Letto 403 volte)

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3 Commenti a “Mission impossible”

  • 3
    calogero scrive:

    si ma era troppo lungo. Mission impossible riassume il concetto e anche altri: no riescono a capire che possono parlare che per loro e i loro fedeli, le istituzioni repubblicane sono di tutti.

  • 2
    swampthing scrive:

    più che “mission impossible” l’avrei intitolato “ma perchè questi preti di merda non si fanno una volta per tutte i cazzi dei loro fedeli invece di rompere i maroni a tutti quanti anche quelli atei porcodue”…
    :antix:

  • 1
    Daniele scrive:

    L’offensiva è partita ieri con la visista del Papa al Quirinale. E tutti a dire “Signorsì…”.
    :nono:

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