Il papa non sa che pesci pigliare: adesso va di moda lo scienziato pazzo
8 Settembre 2007 alle 14:16
Un duro attacco, inusitato nei toni. Se si perde il riferimento a Dio, «le grandi e meravigliose conoscenze della scienza diventano ambigue: possono aprire prospettive importanti per il bene, per la salvezza dell’uomo, ma anche - lo vediamo - diventare una terribile minaccia, la distruzione dell’uomo e del mondo». Lo ha detto il Papa nell’omelia della messa al Santuario di Mariazell in Austria.
[corriere.it]
Posso dirlo con schiettezza? Un cumulo di stronzate depositato sui cumuli precedenti.
Non ci sono scienziati pazzi in giro. Non ci sono pericoli incombenti per l’umanità derivanti da scienziati guidati da chissà quali istinti distruttivi. Non c’é nemeno la scienza atea. C’é la scienza e basta. La scienza che ci fa vivere meglio, che ha rivoluzionato il mondo nel giro di un battito di ciglia, fatta di uomini armati di dubbio e voglia di scoprire, menti libere e innovative, che ci hanno liberato dalle superstizioni delle eclissi di sole e che presto ci diranno se c’è la vita su Marte. Paura, eh? caro Ratzi!
A ben vedere per il papa, il problema non è il fatto che lo scienziato debba rispondere a Dio o alle sue leggi mentre guarda nel microscopio o scruta l’universo. Il problema è la scienza in quanto tale, perché essa ci dice le cose della vita e ne svela i misteri in maniera sempre più profonda. Se Darwin ha spedito nella spazzatura la teoria della creazione contenuta nelle scritture, attraverso la straordinaria e rivoluzionaria teoria sull’evoluzione della specie (lui si che era un intellettuale), oggi il pericolo deriva dalle nuove frontiere nei campi della genetica, della medicina, dell’esplorazione dell’universo, eccetera. Il sapere intacca la superstizione, elimina l’ignoranza e rende le presone più sicure. Elementi questi in cui la religione ha sempre sguazzato come un pesce, costruendo il suo solido potere temporale, non certo spirituale.
Quindi oggi prosegue l’attacco nei confronti della scienza libera dai dogmi e dalle paranoie della religione. Meno l’uomo scopre su se stesso, sul mondo e sull’universo meglio è per il papa, che se fosse per lui saremmo ancora a “e il settimo giorno si riposò‘”.
Pubblicato in Ratzinger, L'ora di religione da calogero | (Letto 3192 volte)
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