Parte il processo Aldrovandi, quattro poliziotti alla sbarra. Grazie a una madre coraggiosa e ad internet
19 Ottobre 2007 alle 20:25
È partito a Ferrara, davanti al giudice monocratico Francesco Maria Caruso, il processo ai quattro agenti di polizia accusati di eccesso colposo per aver «cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso» di Federico Aldrovandi, il giovane morto il 25 settembre di due anni fa durante una colluttazione. Per il reato, come riportato dal capo di imputazione, è prevista la pena edittale dell’omicidio colposo.
Presenti in aula, oltre agli agenti (che hanno chiesto di non essere ripresi dalle telecamere), i genitori del ragazzo, Lino e Patrizia; fu la mamma, con un blog aperto su Internet quattro mesi dopo il decesso, a far conoscere la vicenda a livello nazionale.
[L’Unità]
La storia di Federico Aldrovandi sarebbe rimasta nascosta in un’altra epoca. Come tante altre storie di violenza che non ottengono la giusta ribalta nei giornali e che vengono frettolosamente archiviate come incidenti. Oggi però una madre coraggiosa è riuscita a mandare i quattro poliziotti -presunti assassini del figlio- a giudizio. E questo è un piccolo miracolo che dobbiamo alla sua tenacia, ma forse anche al mezzo da lei scelto per diffondere la storia: un blog su internet che ha fatto da tam tam a questa orribile vicenda attirando l’attenzione dei media tradizionali e consentendo ai genitori di Federico di portare la storia in televisione e di ottenere una risposta persino dal parlamento italiano.
Altrimenti sarebbe forse rimasta sepolta e sarebbe caduta nell’oblio assieme ai due manganelli rotti sul corpo di Federico.
Pubblicato in Cronaca nera da calogero | (Letto 5677 volte)
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