Al voto! Al voto! Ma senza riforma elettorale: la casta difende i suoi privilegi
23 Ottobre 2007 alle 12:45
«Ho sentito in Parlamento un’aria diversa. Siamo alla fine di un governo. Andiamo alle elezioni. Non c’è più tempo per fare una riforma elettorale» Bossi Umberto dal Corriere.
Bossi ha sentito un’aria diversa? Forse i commessi hanno dimenticato di arieggiare.
Questo governo, secondo i politici destri, è alla fine della sua esistenza tutti i giorni dell’anno indifferentemente da ciò che succede. Eppure il giorno del panettone si avvicina di nuovo e c’è da credere che Prodi lo mangerà pure questa volta. Poi, prima di votare, bisognerebbe fare una riforma elettorale che tolga un pò di rappresentatività al Parlamento in nome dell’efficienza. In parole povere una riforma che elimini i partitucoli da 1,5% (e pure qualcosa di più) assieme alla possibilità oggi data al balordo di turno di ricattare il governo in maniera irresponsabile.
Si parla molto di sistema tedesco, un proporzionale con soglia di sbarramento che in Italia potrebbe essere del 5%. Nulla si dice però dell’istituto della sfiducia costruttiva, presente nella costituzione germanica (il Bundestag puo’ chiedere al Presidente della repubblica di revocare l’incarico al Cancelliere solo a patto di aver eletto a maggiornaza assoluta il nuovo cancelliere). Ovviamente al di la delle Alpi le cose le fanno bene: il sistema politico serve a governare in maniera efficiente, non a mantenere in vita inutili partitini ricattatori. Prima di far cadere un governo alla Bertinotti, giochi a carte scoperte e ti prendi le tue responsabilità. Il sistema tedesco si adatta all’Italia? Sicuramente si, ma ai politici italiani sicuramente no. Sapranno quindi fare le cose per benino i nostri politici? Visti i precedenti, le chiacchiere infinite e le chiusure alla riforma di questi giorni c’è di che preoccuparsi. Come sempre. ![]()
Pubblicato in Politica da calogero | (Letto 3216 volte)
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