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Trent’anni per l’assassino di Hina Saleem: in Italia torna in voga il delitto d’onore?

25 Ottobre 2007 alle 08:53
calogero

Il pm Paolo Guidi ha chiesto 30 anni di reclusione per il padre di Hina Saleem e due cognati della ragazza uccisa l’11 agosto dell’anno scorso. [corriere.it]

E a me 30 anni sembrano davvero pochi per aver tagliato la gola a una figlia. In totale le coltellate furono 28. Ha ragione Souad Sbai, presidente dell’associazione delle donne marocchine che dice «La richiesta del Pm Paolo Guidi non mi soddisfa completamente, per questo genere di reati ci vorrebbe solo l’ergastolo». «Noi eravamo per l’ergastolo perché chi decapita una persona deve essere punito con una sentenza esemplare - spiega la Sbai - altrimenti domani potremmo trovare altri casi simili. Di questo passo si ritorna ad ammettere il delitto d’onore». Poi, dico io, c’è il rito abbreviato, la buona condotta, qualche strizza cervelli del carcere dirà che si è ravveduto è cambiato si è pentito… Li rivedo presto in pista a fare danni, gli assassini di Hina. Io invece sono d’accordo con la Sbai: ci voleva il carcere a vita. Se non per questo caso allora quando?

Pubblicato in Cronaca nera, Povera Italia da calogero | (Letto 3011 volte)

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8 Commenti a “Trent’anni per l’assassino di Hina Saleem: in Italia torna in voga il delitto d’onore?”

  • 8
    marchwind scrive:

    Oggi il padre di Hina è stato condannato 30 anni di carcere, mentre la madre sveniva in aula. Quanto è duro per alcuni padri accettare che i figli non appartengono a loro, che non possono decidere il loro destino e quanto è amara la vita per questi padri e figli. Queste situazioni possono capitare-raramente- in famiglie italiane, e in famiglie di immigrati. Nella nostra società corrotta è più facile trovare i figli che complottano per uccidere i genitori perché questi li ostacolano o non approvano il compagno/a, oppure vogliono soldi. Ciascuna società ha il “suoi problemi”, basta avere la legge uguale per tutti per che poi regola i conti.

  • 7
    utente verificato er mahico scrive:

    @Albino (e altri difensori delle nostre patrie frontiere)

    il problema è avere una società migliore, non sfogarsi infierendo sui cadaveri dei condannati come facevano i Maya.
    punire,chiudere,difendere sono parole vuote se alla base non c’è il “Costruire”

    PS-
    Sono Italiano anch’io, pensi che sia una figata scriverlo come se tu fossi l’unico che tiene alla propria identità nazionale?
    fai pure. però ricorda che Anche Hina era italiana, e il tuo porti da superiore di fronte allo “straniero” fa solo ridicolizzare la nostra bandiera, un tricolore che non ha saputo difendere una ragazza dalla sua stessa famiglia.

  • 6
    shadowhonda scrive:

    Nessuna pietà!!!

  • 5
    Albino scrive:

    :mastella: La prima pena da infliggere sarebbe prima per i politici che permettono l’ingresso nel nostro paese a chiunque vul venire ed imporci le proprie regole di vita. Non che io sia razzista assolutamente NO anzi sono per l’integrazione ma per chi lo merita e dimostra di volerlo per il resto è giusto che se ne torni nel proprio paese e possa fare quello che vuole. Per tornare alla poveretta HINA la condanna proposta è solo un deterrente niente di più, secondo me infliggere l’E R G A S T O L O al padre sarebbe poco anche perchè per tenerlo in carcere ci costa tantissimo io lo obbligherei a fare lavori durissimi per guadagnarsi da vivere ma in prigone però e per il resto della famiglia l’espulsione immediata dall’Italia senza potervi più ritornare.
    Grazie per avermi dato la possibilità di esprimere il mio parere.
    Un Italiano :offtopic: :offtopic: :offtopic:

  • 4
    melman scrive:

    sono completamente daccordo con l’articolo che hai scritto..
    perche non si parla mai seriamente di come non ci sia giustizia in Italia?
    cakkio lo stato pensa sempre a come aiutare i detenuti a reintegrarsi con la società, a come difenderli da possibili vendette, a vedere se sono cambiati durante gli anni di carcere..e infine per evitare che siano “sovraffollati” poverini..gli regala l’indulto.Ma stiamo scherzando?Gente che stupra va in cella anche x soli 2 anni..e ho letto articoli in cui uno stronzo si è fatto solo 1 anno e mezzo..k skifo e chi ci pensa ai cittadini??..a sti coioni che passano la vita a pagare tasse e a lavorare x guadagnarsi una pensione di merda!..credo si sia perso il progetto iniziale…il sistema, qualkosa!!xk non puo essere che a qualkuno vada bene tutto questo.

  • 3
    marchwind scrive:

    Trovo che sia poco utile ricordare come erano ALCUNI italiani 30 anni fa, poco utile invocare l’integrazione a tutti i costi quando c’è gente che NON LO VUOLE e che ammazza chi lo vuole veramente. Non è questione di sentirci più bravi o superiori ma di avere delle leggi uguali per tutti e farle rispettare DA TUTTI . Le leggi ci sono, vanno applicate e bisogna sapere che ci sono delle pene sicure. Ha ragione er mahico quando afferma che bisogna aiutare chi ha realmente voglia di integrarsi. Il migliore modo di ricordare Hina è di fare in modo che quello che è successo a lei non accada ad altre. Oppure questi signori vanno capiti perché originari d’un’altra cultura, portatori di altri valori? La pena dovrebbe essere minore per loro poiché sono incapaci di capire i nostri valori? Allora, sì che ci comporteremmo da “superiori”. E per quanto mi riguarda, chiunque commetta un simile atto merita l’ergastolo. Tanto, con i tempi che corrono, e gli sconti che sono fatti, questo è ridotto a 20-25 anni se non meno. A diamond is forever, ma l’ergastolo no……. ora non capisco più quello che ho zzzzzzzzzcritto :zzz: :zzz: :zzz:

  • 2
    utente verificato er mahico scrive:

    Credo che la giustizia debba avere buon senso, e dovrebbe averlo prima che i danni siano irreparabili, aiutare chi lo chiede è dovere dello stato, e la realtà di Hina forse denuncia molto di più di un padre violento, indica infatti che non sempre le istituzioni aiutano chi vuole uscire dal ghetto dell’ essere straniero, libero di essere italiano, senza la catena di tradizioni assurde e mentalità retrogade.
    L’italia sa aiutare chi vuole fare parte del proprio territorio e della popolazione? evidentemente no.

  • 1
    franca colonna scrive:

    non credo alla giustizia forcaiola. Condannare a 30 anni o all’ergastolo è solo un problema dei giudici. Come società civile dovremmo preoccuparci di aiutare concretamente le persone ad integrarsi nella società. L’omicidio di questa ragazza pakistana è abominevole, ma ricordiamoci che fino a pochi decenni fa’ l’omicidio per motivi d’onore in Italia era previsto e consentiva a famigerati criminali di passarla praticamente liscia. Quindi, noi italiani non dovremmo tanto sentirci superiori o più bravi. Ricordiamoci che il nostro codice non prevede niente o quasi nei confronti di persone che usano violenza tra le mura domestiche ed altri comportamenti ignobili. Ora non vedo perchè bisogna tanto calcare la mano sulla circostanza che i protagonisti di questa tragedia sono pakistani od altro… sono mascalzoni, esseri violenti che lo sarebbero comunque… quanti italiani picchiano, ammazzano per il cd amore o per un senso della famiglia che è abominevole. Che vengano condannati ma che ci si decida a creare leggi che tutelino e proteggano veramente le persone vulnerabili.

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