Frate corrotto intascava tangenti per favorire le pratiche di annullamento dei matrimoni
1 Novembre 2007 alle 22:08
Un frate del Tribunale ecclesiastico marchigiano, che ha sede a Fermo, avrebbe intascato tangenti per favorire le pratiche di annullamento dei matrimoni. A incastrarlo è stato un investigatore privato, reclutato da alcune delle persone cui il religioso aveva chiesto denaro - qualche migliaio di euro per ciascuna pratica - fingendo di essere un marito in attesa di separazione.
[ansa]
Il presidente del Tribunale ecclesiastico marchigiano mons. Vinicio Albanesi afferma che “al di là dell’aspetto legale, quanto commesso da questo religioso è al limite della blasfemia”. Rassicurante. Meno rassicurante il fatto che politici di centro destra siano riusciti a farsi annullare il matrimonio senza alcun valido motivo. E lì le tangenti non sono state pagate?! Prendiamo ad esempio Cossiga: riesce a farsi annullare il matrimonio contratto nel 1960, malgrado 33 anni di matrimonio e figli. Ma vi rendete conto? E Berlusconi? La Sacra Rota gli ha annullato il primo matrimonio. Ma Ratzinger si affretta a precisare: “La nullità del matrimonio, decretata dalla Sacra Rota, non equivale al divorzio”. Certo, costa molto di più. Circa 30.000 euro, parcella dell’avvocato compresa, tangente esclusa.
Grazie a Massimino per la segnalazione. 
Pubblicato in L'ora di religione da swampthing | (Letto 4135 volte)
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