Mentre la CDL implode, Prodi si rilassa a colazione con le senatrici dell’Unione: un signore!
22 Novembre 2007 alle 13:37
«Dobbiamo evitare il rischio inciucio». A cena con le senatrici dell’Unione, Romano Prodi avrebbe fatto dichiarazioni di questo genere. «Siamo determinati ad andare avanti - avrebbe detto ancora il presidente del Consiglio secondo quanto riferito dalle senatrici - perchè squadra che vince non si cambia». Prodi è stato, a giudizio delle senatrici, «un’ospite squisito». Il presidente del Consiglio ha mostrato loro le stanze di Palazzo Chigi e l’appartamento presidenziale, compreso il tapis roulant che il premier utilizza per allenarsi. «Sono un atleta, molto resistente - avrebbe detto di sè il presidente del Consiglio - non mi ammalo mai». Il premier ha ringraziato le senatrici della sua colazione per la resistenza mostrata durante le votazioni sulla Finanziaria. Il presidente del Consiglio - sempre secondo quanto riferito - avrebbe giudicato importante l’intesa con la Germania per quanto riguarda la politica estera. A tutte le senatrici Prodi ha regalato una confezione di datteri algerini.
[corriere.it]
Berlusconi non s’illuda, dice Romano Prodi, le sue aperture sulla riforma elettorale in cambio di elezioni all’indomani non ci interessa. Si perché sarebbe un errore cedere al cavaliere, rinunciando al resto della legislatura, e magari andando avanti si potrebbe vanificare l’effetto sorpresa della presentazione del nuovo partito berlusconano. Basterà poco per mostrare agli italiani che si tratta solo di un trapianto di nome, un’operazione di chirurgia plastica tanto cara al cavaliere. Insomma, una volta tolta la bandana, tutti capiranno che il nuovo partito altro non è che FI: nessun congresso, direzione accentrata, personalismo esasperato, cortigiani in servizio 24su24, zero critica e zero dissenso interno.
Mentre Casini continua a sparare a zero su Berlusconi in questa interessante intervista, Prodi ospita a palazzo Chigi le senatrici dell’Unione. Le ringrazia per il lavoro brillantemente svolto e facendo da Cicerone, mostrando orgoglioso la sua dimora, rimarca il concetto no inciucio, con una metafora calcistica (evidentemente ha ben chiari i limiti del nano): squadra che vince non si cambia. Questa volta Berlusconi dovrebbe aver capito.
Pubblicato in Politica da calogero | (Letto 3650 volte)
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