La capanna di Zio Casini, lo schiavo ribelle
28 Novembre 2007 alle 11:44
Berlusconi non può pensare di fare un partito con me dandomi due schiaffi. Solo un padrone del Settecento poteva trattare così i suoi schiavi.
Casini dice a Berlusconi di essere il suo schiavo, ma di non voler essere maltrattato. Questa volta è arrabbiato sul serio e, possiamo scommetterci, ci saranno casini.

Per zio Casini ed i suoi compagni di sventura inizia una dura vita nella fattoria del brutale Berlusconi, finchè essi non riescono a fuggire in massa verso nord. Zio Casini, gravemente ferito, rinuncia però a seguire i suoi compagni per non esser loro d’impaccio nella fuga. Prima di morire, il vecchio negro ha la consolazione di rivedere Gianfranco Fini, giunto troppo tardi da Roma per riscattarlo.
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Pubblicato in Casini, Povera Italia da swampthing | (Letto 2317 volte)
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