Roma bloccata dai taxi. La sconfitta del libero mercato in Italia dove conta solo chi alza la voce e la destra liberale non esiste
29 Novembre 2007 alle 12:53

Solo in Italia. Solo in Italia non mi azzardo a prendere un taxi, se non sono sulla soglia della disperazione. Mi è successo in passato e non succederà più, per lo meno se non ci sarà la liberalizzazione del settore con concorrenza e conseguente abbassamento dei prezzi. Solo chi ha girato un po’ l’Europa sa che prendere il taxi all’estero è normale e lo si fa con la consapevolezza di non rimetterci lo stipendio. Spero che Veltroni tenga duro e un po’ alla volta Roma (e l’Italia) diventi una città con più offerta e prezzi più bassi e soprattutto trasparenza sulle tariffe. A New York la tariffa è stampata chiara chiara sulla portiera. Se lo proponessero in Italia ci sarebbe la rivolta pure su quello.
Comunque è una vergogna, che la capitale sia presa in ostaggio da una categoria che difende privilegi da medioevo. Ed è una vergogna pure che la destra italiana, nel migliore dei casi, taccia sulla questione, mentre nel peggiore appoggi i rivoltosi. Ma dove sono i liberali in Italia? Non è Berlusconi con la sua corte a riempirsi la bocca con il mercato e la libertà? Ecco una buona occasione per dimostrarlo: appoggiare il sindaco e di conseguenza i cittadini, vittime del blocco, di un’offerta monopolistica e di una categoria che l’ultima volta, alla fine della fiera, gridava: Duce! Duce! Non a caso le corporazioni le creò Mussolini ed evidentemente i tassisti gliene sono ancora grati.
Pubblicato in Povera Italia da calogero | (Letto 2954 volte)
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