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Inchiesta interna Rai: la Bergamini è stata sospesa da un posto nel quale non avrebbe mai dovuto mettere piede

29 Novembre 2007 alle 15:05
calogero

La Rai ha sospeso dalle funzioni la giornalista e direttore della sezione marketing Deborah Bergamini. La lettera dell’azienda è già stata consegnata alla Bergamini, attualmente direttore del Marketing Strategico di Viale Mazzini.
La Bergamini compare nelle intercettazioni, pubblicate da Repubblica, da cui sembra che lei - così come altri giornalisti Rai - prenda accordi con Mediaset su programmazione e contenuti dei notiziari. Con Bergamini coinvolti anche Bruno Vespa, Carlo Rossella, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun. Bergamini era stata convocata anche dall’Ordine dei giornalisti di Milano presso cui è iscritta come giornalista professionista.
[repubblica.it]

Deborah con l’acca è stata sospesa. Era ora. Secondo me non avrebbe dovuto mai trovarsi in questa triste situazione. Semplicemente non avrebbe mai dovuto ricoprire posizioni all’interno della Rai. Era l’assistente personale di Berlusconi mica una pianta del suo parco. Come ci ricorda il Corriere: “secondo numerose intercettazioni - allegate all’inchiesta sul fallimento della “Hdc” e pubblicate da Repubblica - negli anni del governo Berlusconi Rai e Mediaset si sarebbero scambiate informazioni sui palinsesti e avrebbero concordato le strategie informative nel caso dei grandi eventi di cronaca e orchestrato i resoconti della politica”. Nel caso tutto dovesse essere confermato, ricordate che questo è il conflitto d’interessi, questione spinosa che il centro sinistra non si accinge ancora a risolvere. Le democrazia è a rischio se il sistema dell’informazione non è libero, indipendente e trasparente.
Intanto lei si difende nel suo blog, su cui scrive: “Sono momenti complicati. Non mi è possibile rispondere a coloro che stanno inondando il mio blog di commenti“. Inondando? Andate a vedere.

Pubblicato in Povera Italia da calogero | (Letto 3048 volte)

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6 Commenti a “Inchiesta interna Rai: la Bergamini è stata sospesa da un posto nel quale non avrebbe mai dovuto mettere piede”

  • 6
    maxi scrive:

    no astrolabio, continuo a non essere d’accordo. la presenza dello stato, in ogni cosa, serve a garantire le fasce più deboli. se poi la cosa pubblica non funziona allora si manda a casa la classe politica dirigente, non si vende un bene ed un servizio pubblico per farlo funzionare meglio. il privato applica la sacrosanta logica del profitto, alla quale si adatta chi può. lo stato garantisce (o dovrebbe farlo) chi non può. vicino casa ho una biblioteca comunale. funziona egregiamente. chi non ha abbastanza per spendere in libri può leggerne quanti ne vuole. il giorno che dovesse iniziare a dare un servizio scadente cosa facciamo? lottiamo per migliorarla o la sostituiamo con una libreria mondadori? quale delle 2 soluzioni sta dalla parte dei meno abbienti? e così per la sanità, per la televisione, per l’acqua potabile ecc.. ecc.

  • 5
    Astrolabio scrive:

    @maxi: mi pare che le veline nella rai ci sono anche ora, se si privatizzasse la rai e si liberalizzassero le concessioni, forse ci sarebbero ancora le veline, ma dopo un po’ il mercato si saturerebbe e uscirebbero fuori i prodotti di nicchia, quelli che ora danno a orari improbabili.
    Poi se la rai è nostra è anche mia, e io in qualità di di proprietario di un sessanta milionesimo della rai dico che a venderla facciamo un affare (dipende anche a che prezzo la vendi ovviamente).

  • 4
    maxi scrive:

    @astrolabio: privatizzare la rai? per avere altri canali con veline e passaparola? la rai deve ( e dico DEVE) fornire un servizio pubblico offrendo programmi di qualità (e su questa parola si apre un mondo a parte). la rai è di tutti noi e finchè è così abbiamo il sacrosanto diritto di pretendere di più. privatizzala e sarà di qualcuno che ci farà quello che gli pare e dovremo pure stare zitti (mi sembra che ci sia già un esempio in italia, o no?).
    il problema è dell’asservimento dei giornalisti al potere ed è un discorso che rimanda al mancato rinnovo del contratto, alla precarietà, così come rimanda ad una associazione di categoria che ha dimenticato cosa significhi avere la schiena dritta e abbia smesso di reclamare il sacrosanto diritto-dovere all’informazione libera.
    liberalizzare la rai non risolve questi problemi.

  • 3
    shadowhonda scrive:

    Chi mette in dubbio l’inciucio RAI - MEDIASET …è una Deborah con l’h finale. :banana:

  • 2
    Astrolabio scrive:

    bah, per quanto mi riguarda la tizia ha parecchi commenti, se non altro paragonati al mio blog.

    seconda cosa il sottolineare che il suo nome finisce con l’h fa molto radical chic, che è certo pensiero sinistroso, ma è anche un nome molto proletario (i savoia chiamerebbero la loro figlia debborah?) per cui questa sottolineatura, cari compagni, vi rende un attimo borghesucci.

    p.s. e poi, oltre ad essere gnocca, è anche molto dolce, almeno per quello che ho avuto modo di vedere di vedere.

    p.p.s. inutile dire qual è la mia soluzione, liberalizzare totalmente le concessioni nazionali, privatizzare totalmente la rai a parte al massimo un canale solo che mandi in onda le discussioni parlamentari e un tg striminzito.

  • 1
    maxi scrive:

    la bergamini ha perso il posto e non è la prima, berlusconi è ancora lì.
    questo dovrebbe far riflettere i vari servi usa-e-getta del nanetto.

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